Sull’obesità infantile non si scherza! Una chocaholic alle prese con l’educazione alimentare.

Negli ultimi giorni i quotidiani e i siti web italiani hanno ripreso la notizia dell’ultimo numero di Lancet, rivista medica di peso internazionale, dedicato al tema dell’obesità (qui l’articolo di Repubblica in merito).
Non è una novità; siamo troppo grassi, ma mi colpisce constatare come il problema si stia pian piano spostando verso le fasce più giovani della popolazione, che un tempo erano immuni dall’eccesso di peso. Eppure, oggi sembriamo molto più attenti di 50 anni fa a che cosa abbiamo nel piatto, badiamo alle calorie e ai diversi metodi di cottura. Alcuni puristi scappano a gambe levate solo a sentire la parola “burro”. Chi si concede una fettina alla milanese lo ammette sottovoce come se confessasse un peccato mortale. 
Il discorso sull’obesità infantile è sicuramente ampio, perché non ha a che vedere solo ed esclusivamente con l’alimentazione, ma si trasforma in una questione educativa e di organizzazione familiare. Oggi in generale si cucina poco in famiglia: siamo sempre di corsa e anche io, che pure amo molto passare del tempo davanti ai fornelli, certe volte sono così stanca e di fretta che vorrei una bacchetta magica che mettesse in tavola pranzo e cena. Questo ci porta a mangiare male, facendo ricorso ai cibi preconfezionati che non sono troppo sani e sono spesso ipercalorici. A ciò possiamo aggiungere che il tempo da dedicare all’attività fisica è minimo, per cui la maggioranza di noi passa dall’auto alla scrivania all’auto al divano, con poche eccezioni. E il discorso non è diverso per i nostri figli: l’equazione cibo spazzatura+vita sedentaria porta sempre allo stesso risultato, ovvero l’obesità.
Lungi da me volervi esortare tutti all’ortoressia… chi mi conosce sa perché spesso il mio nick sia chocaholic, quindi non potrei mai predicare ciò che io per prima non sono in grado di mettere in pratica! Mangiare è uno dei grandi piaceri della vita, e non deve diventare una mera incombenza.
Nella foto: la mia bavarese ai marron glacè, fatta per il pranzo di S. Stefano
Per trovare un giusto compromesso, e non cadere nella trappola della cattiva alimentazione, nei miei 6 anni di mammità ho messo a punto alcuni piccoli trucchi che  vi riporto, sperando che anche voi ne abbiate da suggerire.

  1. Quando ho tempo e voglia di cucinare, cerco di farlo in abbondanza, e conservo per le giornate nere. Esempio: faccio le lasagne? 10 teglie da 4 porzioni. Una ce la mangiamo subito, le altre 9 vanno a soggiornare in freezer. Sugo? Minimo 1 lt per volta, e poi invasetto. Pesto? Tutto quello che la mia piantagione di basilico mi consente. Questo principio si può applicare a tantissime pietanze, molte delle quali restano buone anche dopo la surgelazione: panzerotti di pasta lievitata con ripieni vari, sformati di pasta, di verdure, quiche… basta liberare la fantasia.
  2. Se c’è qualcosa che non voglio che le mie figlie mangino (e vale anche per me) non lo compro. Averlo in casa è una tentazione troppo forte. Quindi, ad esempio, non compro bibite gassate. Mai, senza eccezioni se non in occasione delle feste di compleanno. Solo succhi e acqua. Il the fatto da me, caldo in inverno e freddo in estate. Per la scuola un brick di succo o meglio una borraccia d‘acqua fresca. Non compro nemmeno patatine e simili: io per prima, se inizio a mangiarne, non riesco a smettere. Quindi meglio non averne, se non quando offro un apertivo.
  3. Le merendine preconfezionate occupano un posto nella mia dispensa, ma solo come soluzione di emergenza. Per il resto cerco di evitarle: a me non piacciono, quindi non è un grosso sacrificio, ma alle mie figlie sì. Dunque tento di proporre alternative allettanti per la merenda di metà mattina e pomeriggio, diverse a seconda della stagione e del luogo: d’estate la frutta va per la maggiore, e si porta facilmente anche in spiaggia. D’inverno spesso un the con biscotti fatti in casa, una fetta di torta semplice con un bicchiere di latte, una fetta di pane con marmellata o miele e un succo.
  4. D’inverno, a causa degli orari d’ufficio, la mattina presto sono sempre un po’ di corsa. Non mi va però di infilare in borsa uno snack, e volendo dare una merenda che sia nutriente, io ho risolto così.
Adesso faccio outing. Lo faccio. Sì, sì, lo faccio. Inorridite pure.
Una mattina che non devo correre via compro tanti piccoli panini, li imbottisco con gli affettati, il formaggio, quello che le nanette richiedono, e poi ehm ehm, li metto, pure loro, in freezer. Ogni mattina ne tiro fuori uno e lo infilo nello zaino: all’ora della ricreazione è perfettamente scongelato. Forse non è un sistema molto ortodosso, ma mi evita di fare i panini col pane del giorno prima o dover cercare un forno aperto alle 7. So già che finirei per rinunciare…
  1. Costringo le povere nane sonnolente a fare colazione, lasciando la possibilità di variare il menù: dalla frutta fresca (la fragole con limone e zucchero dalla primavera sono nella top ten, d’estate pesche e zucchero di canna) al latte con biscotti o cereali, allo yogurt, e perfino al formaggio. Basta che mangino. In questo modo non saranno indotte a strafogarsi a metà mattina con cose poco sane.
Sul lato abitudini di vita, poi, si può fare molto. Non si tratta solo dell’avviamento allo sport, che a seconda di quale si sceglie può partire dall’età scolare o anche prescolare (il nuoto ad esempio è offerto anche ai neonati, mentre la danza, come propedeutica, parte dai 3 anni). Un paio d’ore di attività fisica alla settimana non possono essere l’unico movimento che concediamo ai nostri figli. È importante, a mio avviso, creare l’abitudine al movimento. Io ad esempio cerco di usare l’auto solo per andare al lavoro o fare una grossa spesa, per il resto circolo a piedi. Dai 18 mesi delle bambine ho abolito l’uso del passeggino, costringendole a camminare: all’inizio è stata un po’ dura perché volevano essere prese in braccio, ma allungando i percorsi giorno dopo giorno siamo arrivate in breve tempo all’autonomia. Adesso facciamo senza problemi passeggiate di un paio di km verso il centro città. Questo ci rende molto più libere e in parte sostituisce la palestra alla quale in questo momento non ho proprio il tempo di dedicarmi.
Se poi si tagliano i tempi davanti alla TV, a casa mia quasi costantemente spenta, i bambini sono portati a riscoprire la loro dimensione naturale, che è quella del dinamismo, dell’esplorazione e della scoperta. Se tutto ciò si può svolgere nel giardino di casa, in terrazzo o al parco, tanto meglio.
Un altro aspetto che io cerco di curare riguarda l’educazione alimentare in senso stretto: spiego alle mie figlie da dove vengono i cibi che mangiamo, come si coltivano, quali sono quelli di stagione e quali proprietà benefiche hanno per il nostro organismo. Insomma, tento di farle interessare a tutto quello che devono mangiare. A casa coltiviamo le aromatiche e abbiamo un albero da frutta, nella casa al mare anche pomodori, pere, e prugne. È bello per loro vedere come i vegetali crescono grazie alle nostre cure, e fantastico addentare un pomodoro staccato dalla pianta. Il preparare insieme da mangiare, cui ho fatto cenno in un precedente articolo che riproporrò a breve, aiuta ancora di più ad apprezzare i cibi fatti in casa, sani e di stagione.
E voi, come vi ponete nei confronti dell’educazione alimentare?
Io adesso ho una gran fame… quasi quasi mi prendo una merendina!

11 pensieri riguardo “Sull’obesità infantile non si scherza! Una chocaholic alle prese con l’educazione alimentare.”

  1. Bellissimo questo POst!!i panini in congelatore li metteva anche mia e ce ne infilava uno nello zaino ogni mattina! era pratico, veloce e buono!Il mio Frankie ha solo 10 mesi quindi per me il discorso alimentare è molto ristretto, per ora faccio il brodo e il passato con verdure di stagione fresche fresche una volta alla settimana e lo metto in freezer, le altre cose gliele cucino sul momento, oggi gli ho fatto il risotto con pollo e verdure e lo ha mangiato tutto!Usciamo a passeggio 2 volte al giorno, o 3 se non c'e' troppo caldo e tra poco inizieremo ad andare in giro anche in bici! a lui piace stare all'aria aperta e io mi muovo un po'…Non vedo l'ora di dargli da mangiare quello che mangiamo noi!! appena arrivano altri dentini!! Per quanto riguarda noi grandi invece il discorso è diverso, da quando è nato lui io ho smesso di cucinare, poco tempo, poca voglia, ogni tanto se riesco a ritagliare un po' di tempo faccio qualcosa, tipo le melanzane alla parmigiana 2 giorni fa, altrimenti a cena insalatona o pizza e a pranzo invece pasta, riso o carne.mai primo e secondo.Piatti veloci veloci insomma.tu cosa davi alle tue bimbe a 10 mesi?

  2. Grazie Mila! quando i bimbi sono piccoli il tempo per cucinare è davvero poco, ricordo ancora che un paio di settimane prima del parto avevo riempito freezer e dispensa, sembrava che stessimo per entrare in guerra! Anita a 10 mesi mangiava già quasi tutto, mentre Carolina, causa reflusso, ha iniziato ad interessarsi al cibo solido proprio verso quella età, e ha iniziato a mangiare quello che mangiavamo noi; naturalmente parlo di cibi semplici eh!

  3. Mamma salutista presente!Non sono una talebana,preciso.Pero' essendo io stata una bambina con un'alimentazione troppo pasticciata(nelle mie vene scorre latte e nesquik),so cosa significa esagerare o comunque so che un genitore,anche il piu' insospettabile (la mia mamma è una pediatra) puo',preso dalla fretta di tutti i giorni,perdere di vista l'alimentazione della prole.Percio' niente aggiunta di zucchero o fruttosio o altri tipi di dolcificanti da nessuna parte;addirittura la camomilla l'ho proposta da subito non dolcificata a mia figlia,nonostante io la beva con ben 3 cucchiaini di zucchero;ma dalla piccola è stata da subito accettata con il suo gusto naturale.I succhi di frutta sono limitati alle merende fuori casa o alle festicciole.A casa solo spremuta,latte(di cui esistono anche dei brick da 200 ml prodotti ahimè solo da una marca),acqua.Qualche volta i succhi li utilizzo per cammuffare una medicina che altrimenti non verrebbe presa dalla piccola ribelle.Per il resto seguo regole generali di alimentazione sana:cottura al vapore finchè è possibile;pochi grassi;tanta frutta;verdura quanta piu' possibile.Soprattutto varietà,cercando di combattere la naturale tendenza dei bambini a fissarsi con un certo tipo di cibo e pretendere di mangiare solo quello(la fissa di Viola è la pasta gialla,ossia condita con ricotta e zafferano!)Pero' devo dire che concedo qualche volta una schifezzina extra…se si esce la domenica insieme al papà ben venga l'aperitivo con le patatine;la visita dalla nonna puo' riservare la dolce concessione di una caramella (che pero' ahimè non è mai una);insomma,non mi sentirei altrettanto una buona mamma se non facessi provare ogni tanto a mia figlia la goduria di affondare il dito nel vasetto della nutella!E credo anche che limitare questi alimenti a situazioni eccezionali ne renda la degustazione ancora piu' speciale.Tuttavia ogni tanto penso…non è che trovero' carte di caramelle mangiate di nascosto sotto al suo letto un giorno???

  4. Ciao Giò!A parte il cibo casalingo, decisamente gestibile (e per adesso P. non è un gran mangione, è ascetico e moderato da far rabbia – «amore lo vuoi un biscotto?» «no grazie» SI PUOì?), segnalo il problema delle schifezze che la Asl approva ai nostri asili: bastoncini di pesce invece che pesce fresco, carne a palla praticamente ogni giorno, patate come contorno fisso e mai legumi, poca varietà di verdure, uovo solo una volta… quest'anno vorrei mobilitarmi per una lettera di protesta, se qualcun altro vuole accodarsi prego!E aggiungo l'altro problema (sociale) dello sport che è praticato quasi sempre solo da chi può permetterselo, e nessuna vera lotta all'obesità infantile e giovanile prescinde dal potenziamento delle attività sportive gratuite (scolastiche e non solo). Quindi c'è bisogno di strutture pubbliche, più ore di educazione fisica (i nuovi prof sono in genere molto preparati, ma le palestre e le 2 ore sono insufficienti) e, anche al di là dello sport, spazi dove i bambini possano correre e sfogarsi e imparare ad amare i giochi fisici. Piazzette, gonfiabili pubblici e ben gestiti (oggi a Monte Urpinu: 5 euro a bambino), piazzette e ancora piazzette. Fuori di casa tutti, a giocare, a sudare, a sporcarsi. A crescere.

  5. Che brava franci, sei un esempio per tutte le mamme! Io sono più oscillante, da una parte l'amore per la buona cucina e il desiderio di far bene, dall'altra l'amore per tutto ciò che è cioccolato…Ah, io le carte di caramelle le trovo già!!

  6. Eli, condivido assolutamente il tuo pensiero sulla scuola: purtroppo la ASL in questo non aiuta… pensa che in asilo dove andava la nana grande mi avevao chiaramente detto che a causa dei regolamente ASL in tema di igiene non mi era consentito dare nulla di fatto in casa alla bambina ma solo merende preconfezionate, e perfino per la festa di compleanno avevo dovuto portare una orrida torta del Mulino Bianco!! Per la questione menù della mensa, credo che il problema sia anche più ampio, vengono in ballo le offerte che sono presentate quando fanno l'appalto dei servizi mensa, in cui ovviamente vincono quelle più basse, che per essere tali risparmiano moltissimo sulla qualità e dunque sulla salute dei nostri figli. Nella ns città ci sono alcune, pochissime, scuole che hanno la cucina interna autorizzata, mentre quasi tutte si riforniscono da catering esterni, e in queste credo che il vitto sia migliore. Segnalo poi come esempio positivo la maestra della nana grande, che fa educazione alimentare ai nani di prima, ed esorta a portare frutta ed acqua per merenda anzichè merendine e patatine!Comunque se vuoi mobilitarti per una lettera all'ASL sul vitto, io ci sono!!

  7. Eli, ancora qualche parola sul problema dello sport… anche qui condivido: gonfiabili cari come il fuoco -se vai a passarci solo un'oretta manco ammortizzi l'insano investimento! – pochi parchi e tenuti così così, con giochi scassati. Lo sport è a pagamento a parte poche opzioni scalcinate (oratori e simili, dove però è affidato più alla buona volontà che alla competenza). Io ho passato l'infanzia in cortile a correre con bici e pattini, e poi piscina, piscina, piscina… vorrei lo stesso per le nane ma oggi mi sembra sia tutto più complicato e costoso

  8. E' verissimo, in effetti io sono grassa e lo sono sempre stata anche da piccola…i miei figli grazie a dio sono longilinei e spero non ingrasseranno mai come me, comunque io cerco di farli mangiare nel modo piu' sano possibile anche se ogni tanto concedo qualche extra…

  9. Vale, per il poco che vedo tu sei molto attenta a ciò che mangiano, poi ogni tanto concedere qualcosa di non perfettamente sano, ma magari gratificante, ci può stare, altrimenti che infanzia è???

  10. Ciccia sono d'accordo con te e aggiungo: ben venga lo strappo alla regola! Noi siamo una famiglia di personcine mangionissime e per fortuna magre (alcuni di noi, mi riferisco a me e al mio primo figlio – e Gio',tu sai che non mento! – sono addirittura al limite del sottopeso!) per cui ci sta la trasgressione, purche' non si trasformi in un disastro alimentare!Sono attenta che non manchino mai frutta e verdura ad ogni pasto, ma non mi stresso se qualche volta al mese i miei figli mangiano wurstel per secondo o se sostituisco la classica merenda sana (yogurt o pane/biscotti e marmellata) con un flauto o un girasole del Mulino Bianco. E alle festicciole non possono mancare le patatine e la Coca Cola, per quanto non siano alimenti sani, non sarebbe giusto imporre ai nostri figli di non mangiarle…che infelicita'!

  11. Gio, hai letto mai il testo dell'intro al mio blog? Mi fa morire perche' condividiamo la stessa fissa per i prodotti dell'orto!Te ne riporto qui sotto una piccola parte:"I spent my childwood in Sardinia (Italy) running up and down the cultivated terraces and the vines of my granparents mansion, touching this and smelling that. And it’s right there and then that I learnt to enjoy good, genuine food. The round smell of the “just-picked-from-the-tree” fruit, the glossy, vivid colours of those red and yellow peppers and sun-kissed tomatoes and the precious essence of the aromatic herbs, rocked far away from the sea breeze. They are stuck in my mind. Today I want to share with you a magic experience through my virtual recipes’ book which will tell stories about mums, granmothers and aunties giving you an easy and enjoyable way to simple and tasty dishes."

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