La “cura antigiocattoli”: 7 giorni per rivoluzionare la cameretta

Ho una vera passione per quello che gli Inglesi definiscono “home improvement”, includendo in questo termine tutti i piccoli grandi interventi di riorganizzazione degli spazi, ridecorazione, miglioramento in generale del nostro ambiente abitativo. Tra l’altro ho scoperto che quando ho messo tutto a posto, disordinare mi riesce molto meglio. 
Uno degli ambienti su cui intervengo maggiormente è la stanza delle nanette, che recentemente ha subito un intervento estremo (promesso post non appena sarà fotografabile…), e dove però quasi ogni giorno cerco di apportare piccoli miglioramenti. Un sito che consulto regolarmente, e che per me è fonte di grande ispirazione, è www.ohdeedoh.com, sito americano dedicato a casa, bambini e design. Per me, il paese dei balocchi!
Questa volta sono stata colpita dalla 7-day toy cure, ovvero dalla cura anti-giocattoli in 7 giorni.

Che cosa significa? Uno spiraglio di salvezza per le famiglie sommerse dai giocattoli, un percorso da seguire per metter mano alla baraonda e uscirne vivi. Trovate qui  il lunghissimo post originale, ma vi offro una sintesi tradotta e riveduta da me di questo fantastico “gioco” del riordino.

Giorno 1: preparare un OUTBOX, ovvero uno scatolone dove riporrete tutti i giocattoli che ritenete di dover mettere da parte, e passate ad esaminare ogni singolo giocattolo. Davanti ad esso dovete porvi 3 domande: è usato di frequente? È adatto all’età dei vostri figli? È rotto/sporco/mancano dei pezzi? Una volta risposto alle domande decidete se mettere il giocattolo nell’outbox o conservarlo.

Giorno 2: continuare la valutazione dei giocattoli. Se già nel primo giorno li avete passati tutti in rassegna, fate un secondo giro. Mettete da parte remore psicologiche del tipo: questo giocattolo costa un sacco di soldi, oppure me l’ha regalato tizio e se sapesse che lo do via si offenderebbe…

Giorno 3: oggetti di cartoleria. Concentriamoci su tutte quelle piccole cose come matite, pennarelli, album, pasta per modellare etc, che in genere riempiono scatole e cassetti.  La missione stavolta è: scovare gli oggetti rotti, quelli consumati (pennarelli scarichi ad es.), quelli che non vengono più utilizzati. Devono finire tutti nello scatolone delle cose da eliminare. Suddividete le cose rimaste in maniera razionale. Noi usiamo i cassetti della scrivania della nana grande per le cose delle nane e, per le MIE attrezzature per il fai da te (pennarelli a punta fine, colle a caldo, colori particolari e così via), serie di scatole in cui raggruppo gli oggetti per genere, etichettate e conservate nel ripostiglio. In attesa che si avveri il mio sogno della CRAFT ROOM.

Giorno 4: libri, cd, dvd e simili. Questo è il mio punto debole: adoro i libri e mi riesce molto difficile eliminarli anche quando cadono in pezzi. Il risultato è che casa mia trabocca di volumi per bambini e per adulti! Obiettivo del giorno: stanare tutti i libri/cd che: sono rotti, sono doppioni, non sono commisurati all’età, non sono in generale graditi dai nostri figli. Decidete se riparare quelli rotti o darli via, ed eventualmente conservate altrove i libri e i cd per i quali i vostri nani sono ancora troppo nani. Io li tengo in una mensola alta e ogni tanto, raggiunta l’età adeguata, li tiro fuori con gran faccia tosta come se fossero nuovi di zecca!

Giorno 5: pulire, riparare, riciclare o buttare. Arriva il bello! Alcune cose erano state messe da parte nell’outbox perché sporche oppure rotte. In questa fase si riprendono in mano e si valuta che farne. Pulire: alcuni giocattoli, come i peluche, possono essere facilmente lavati: facciamo partire una lavatrice apposita e li ritroveremo belli profumati e possibilmente smacchiati. Altri, ad esempio quelli in plastica, si puliscono con una spugnetta umida imbevuta di detersivo. Più difficile pulire i giochi in legno o quelli di cartoncino. Se non è possibile farlo, vuol dire che sono da accantonare definitivamente. Riparare: il giocattolo, una volta riparato, sarà pericoloso? È in uno stato in cui anche se riparato resta comunque troppo malridotto? Se la risposta a queste domande è sì ovviamente va eliminato. Senza pietà. Ce la possiamo fare; un bel respiro e via.

Giorno 6: svuotare l’outbox. Riprendiamo in mano tutte le cose dello scatolone, che oramai sappiamo devono sparire, e decidiamo che farne, suddividendole in gruppi. Ad esempio: spazzatura – regalare a un amico/parente – dare in beneficienza – vendere – conservare altrove (ad es. in garage per un uso futuro). È anche l’ultimo momento utile per ripensarci su qualcosa e decidere di rimetterlo dove lo abbiamo preso.

Giorno 7: riflettere e cercare ispirazione. Come, non è ancora finita? Se  questa dei giochi è una “cura in 7 giorni” al termine della cura dovremmo, in teoria, sentirci meglio. Il settimo giorno è quello in cui, allora, dobbiamo riflettere sulle cose che facciamo entrare nella nostra casa e su cosa veramente vogliamo che ci sia. Io, ad esempio, ho realizzato quanto detesto i giocattoli di plastica, pieni di luci e funzioni. L’aver passato in rassegna tutti i giocattoli e aver sfoltito, poi, è una preziosa occasione anche per riorganizzare gli spazi e la disposizione dei giocattoli nella camera di nostri figli.
A questo punto, tiriamo un grosso sospiro di sollievo e ammiriamo il frutto nel nostro duro lavoro!
P.S. il post originale è composto di 7 post usciti di settimana in settimana. Tuttavia, anche per chi non ha familiarità con l’inglese, vale la pena dargli un’occhiata per la moltitudine di foto davvero colme di idee per una sistemazione ottimale delle camerette. Io ad esempio ho intenzione di copiare spudoratamente questa maniera di conservare accessori per la scrittura: non è geniale?

8 pensieri riguardo “La “cura antigiocattoli”: 7 giorni per rivoluzionare la cameretta”

  1. Ciccia, io ho fatto un profondo repulisti proprio nei giorni scorsi: una parte dei giocattoli verranno presto portati a Carloforte (uno zainetto per la casa dei nonni materni, uno per quella dei nonni paterni e uno per la casetta dove trascorriamo noi le vacanze. Ne abbiamo ancora tanti e molti avrei voluto portarli all'Opera del Buon Pastore, ma forse ricordi cosa mi avevano detto le suore l'ultima volta che avevo proposto loro dei giocattoli: "No, guardi signora, porti alimenti: di giocattoli siamo pieni" E' paradossale ma ahime' non ho difficolta' a crederci. I miei figli il giorno dopo Natale o dopo i compleanni sono letteralmente sommersi dai giochi, e' immorale e frastornante…e ogni volta che faccio una sfoltita poi stiamo meglio tutti. Loro compresi.

  2. altro inquietante episodio di telepatia…è due giorni che mi sto dedicando alla loro cameretta!!! e di outbox ce nè più di uno 🙁 ora mi rileggo tutto per benino e…continuo ad agire, senza pietà of course!mi dici meglio in costa consista la craft room…? mi ricorda tanto martha stewart…

  3. Ciao ragazze, grazie a tutte per i commenti! Io affronto il problema repulisti profondo circa 4 volte l'anno, di più se necessario… l'ultimo un mesetto fa quando abbiamo fatto il soppalco, ma ci sarebbe ancora da revisionare! La craft room dovrebbe essere una piccola stanza tutta mia nella quale poter avere a disposizione tutti i miei materiali e attrezzature da hobbystica, senza dover usare ogni volta il tavolo di cucina… per ora è un sogno ma stiamo lavorando alla sua concretizzazione!

  4. Andro' subito a visitare il sito,ma già questo tuo articolo è preziosissimo.Ho fatto questo tipo di pulizia nei giorni scorsi e anche stavolta,come le altre volte,ho un problema:l'outbox soggiornerà giorni e giorni in casa mia prima che qualcuno,anche detto "marito",lo porti alla stazione ecologica(dove chiunque voglia eventualmente potrà portarsi a casa il contenuto)!E cosi' magari Viola farà in tempo a scovarlo e a ravanarci dentro,riesumando qualche giocattolo che nemmeno ricordava di possedere…promuovendolo automaticamente alla categoria INDISPENSABILE!Inoltre ho un problema su cui confrontarmi:non c'è volta che Viola non torni a casa dopo un pomeriggio passato con i nonni con un qulche giochino nuovo.Il termine giochino non è dovuto ad un uso lezioso della parola;infatti trattasi proprio di piccolissimo gioco in bustina venduto nelle edicole.Contiene quasi sempre miniature di bamboline,che poi mi ritrovo conficcate in ogni angolo di casa.Ecco,come si fa a far capire che oltre ad essere diseducativo regalare ogni volta qualcosa,ma che sarebbe comunque piu' gradito un libricino?

  5. Franci, temo che siamo tutte, o quasi, sulla stessa barca. L'edicola è un luogo maledetto dove vengono venduti a peso d'oro giochini inutili comprati invariabilmente da nonne e zie… noi siamo passati dalle figurine ai pupazzetti ai ciucci alle molle colorate. Temo che non sia possibile far capire l'inutilità e la diseducatività del gesto se non a prezzo di offendere i suddetti nonni, e quindi forse è meglio lasciar perdere e poi alla minima distrazione del pargolo, far sparire senza remore l'ennesimo giochino.Per quanto riguarda il problema segnalato da te per l'outbox, credo che anche questo sia diffuso, succede pure a noi e perfino il sito originale ne tratta, consigliando di chiuderlo in uno sgabuzzino o metterlo su una mensola alta, per evitare incursioni e ripescaggi

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