Digressione. Stoccolma e i bambini

Cinque giorni all’estero per accompagnare mio marito nell’annuale meeting dell’azienda svedese per la quale lavora: un viaggio naturalmente interdetto ai bambini in quanto organizzato intorno ai lavori del meeting, dunque per la prima volta siamo partiti lasciando entrambe le nanette in custodia alle nonne. Ero felice di questo break da sola con mio marito, perchè ogni tanto è giusto, è sacrosanto staccare un po’ dalla routine ufficio-casa-figli, ma la verità è che le nanette mi sono mancate da morire.
Anzi, CI sono mancate da morire. Ogni singolo bambino che vedevamo per strada richiamava commenti del tipo: chissà le nanette in questo momento! Ogni vetrina: questo piacerebbe così tanto alla nanetta grande/piccola!
Insomma, abbiamo staccato da loro con il corpo ma non con la mente, cosicchè ci siamo ripromessi di tornare in Svezia con loro non appena sarà possibile.
Non ho la pretesa di darvi indicazioni di viaggio su cosa fare e vedere a Stoccolma, ma vi offro qualche foto e alcune riflessioni su questa città, vista da una che non riesce a smettere di essere mamma, nemmeno quando i bambini non ci sono.

  • Stoccolma è una città di bambini, PER i bambini. I nani sono ovunque: sulla metro, nei ristoranti, nei negozi e nei mille piccoli grandi parchi che costellano la città. Non esiste un ristorante senza il kid’s menu e il seggiolone, un bagno senza fasciatoio, una scalinata senza rampa per i passeggini.
  • i bambini, a Stoccolma, sono tanti, ma tanti davvero. Le mamme sono giovani, e raramente le ho viste in giro con un solo figlio. Molto più spesso, i bambini sono due o tre. Talvolta anche di più. Merito di una normativa che prevede un anno di astensione obbligatoria dal lavoro per la madre, e i successivi 6 mesi per il padre. Merito degli asili aziendali e, più in generale, di una politica della famiglia estremamente attenta alle nuove generazioni.
  • I bambini scandinavi sono calmi e beneducati, contrariamente ai luoghi comuni ben radicati nella nostra cultura. Al ristorante stanno a tavola con i grandi, in aereo disegnano sui loro quaderni, per strada danno la mano ai genitori senza scappare ovunque. Portano da sé le loro piccole valigie colorate. Ho visto un solo bambino buttarsi per terra strillando e facendo capricci: era italiano. Questo dovrebbe farci riflettere sul nostro modo di educare i bambini, talmente accudente da essere soffocante e spesso frustrante per i nani.
  • A Stoccolma c’è una cultura di grande rispetto per le famiglie: nessuno guarda di sottecchi le mamme, giudicando cosa dicono ai loro figli, come li trattano, se sanno tenere un minimo di disciplina, cosa che invece accade da noi. Affrontate un capriccio di vostro figlio al supermercato, e vedrete quante donne si volteranno a guardare VOI, chi con compassione, chi con disapprovazione. Fondamentalmente, nel bene e nel male, in Svezia ognuno si fa i fatti suoi e rispetta spazi e idee degli altri.
  • Avrete sentito che un politico italiano è stato tratto in arresto proprio in Svezia per aver dato uno scappellotto al figlio riottoso di fronte ad un ristorante: lì è vietato alzare le mani sui proprio figli, anche per quello che noi consideriamo un educativo sculaccione. A dire il vero, io non ho nemmeno sentito una mamma alzare la voce con suo figlio: tutti parlano a voce bassa, tra adulti e con i bambini.
I miei pochi giorni nella cultura scandinava non mi permettono certo di esprimere un giudizio, di dire che in Svezia è meglio che i
n Italia, e che i loro bambini sono “migliori” dei nostri. Tuttavia, quella che ho respirato era un’aria profondamente diversa dalla nostra, e mi ha lasciato una impressione di maggior serenità nella gestione dei figli, e anche maggior rispetto della loro personalità e individualità. Ho notato alcuni spunti, che vi ho riportato, e che spero possano tornarci utili per riflettere sul nostro modo di essere mamme.

10 pensieri riguardo “Digressione. Stoccolma e i bambini”

  1. Cara Gio', non sono mai stata a Stoccolma, ma i miei si, un paio di volte, e cio' che tu hai raccontato, nelle tue riflessioni, corrisponde esattamente alle impressioni che hanno sempre riportato dopo i loro viaggi. Non e' un caso che le mete da loro scelte siano quasi sempre le Terre del Nord. O al massimo quelle del profondissimo Sud (vedi Patagonia!) Siamo persone amanti della compostezza e della buona educazione, qualita' che qui in Italia sono oramai di difficilissima reperibilita'. Io, nel mio piccolo, e tu lo sai bene, ho impostato i miei figli in un certo modo e non ti nascondo che una delle cose che ci e' pesata maggiormente al nostro rientro e' stata proprio il CHIASSO UMANO. I bambini gridano anziche' parlare, la fisicita' e' spesso esasperata perche' ostentata. Assistiamo quotidianamente a scene di maleducazione surreale – ma purtoppo concretissima – che dovrebbe invogliare tutti a un radicale cambiamento. Saro' l'unica cretina che pretende ordine e silenzio in determinate circostanze? Saro' l'unica demente che non manca mai di portare nella propria borsa qualche busta di plastica per raccogliere i rifiuti abbandonati da passanti indolenti o da mamme/nonne superficiali che gettano sul prato del parco i barattolini degli yogurt appena consumati dai propri figli/nipoti?Saremo le solite mosche bianche cara ciccia, ma per lo meno possiamo permetterci il lusso di portare i nostri figli al ristorante senza che i camerieri ci guardino con disprezzo, o portarli in aereo senza doverli inseguire lungo il corridoio della cabina per l'intera durata del volo…pensa se avessimo avuto bambini ingestibili quando siamo andati alle Canarie o a Parigi!

  2. Ciao Gio', ma questo è il paradiso! Semmai dovessi trasferirmi all'estero andrò a stoccolma. Adoro l'ordine e la buona educazione, e che bello trovare bambini ben educati. Peccato solo che fa freddino lì, e che i miei figli sono alquanto rumorosi, specie la piccola, rischieremo l'espulsione.

  3. @ Ely: sarebbe bellissimo tornarci insieme, con i tuoi cenerentoli e le mie nanette… e aggiungo che è anche pieno di cani. Beneducati, naturalmente! Tra l'altro abbiamo beccato la mezza maratona di Stoccolma e il maritino era molto preso dalla cosa, magari pure il tuo lo sarebbe, potrebbe diventare una scusa per organizzare un viaggio!@ Gemma: quello che qui è un'eccezione lì sembra essere la norma. La cosa bella è che i bambini non sono minimamente imbalsamati, sono vivaci, simpatici, ma composti, non so come dire… @Enzy: che piacere ritrovarti! a me quello che spaventerebbe è il lungo inverno e il buoi, io abito in una terra piena di sole dove l'estate è lunga e gli inverni miti, non so se riuscirei a resistere alla mancanza di sole e luce!

  4. @Ely, perdono, ho sbagliato Elisabetta!!! Sono proprio una stontonata… ti ho preso per una mia cugina! un bacio grande e grazie mille per il tuo commento! Ho appena scoperto che hai un blog, adesso passo a trovarti

  5. e' vero, e' proprio cosi' ciccia. io ho vissuto meta' della mia maternita' a dublino e li ho riscontrato le stesse caratteristiche: bambini vivaci ma composti. credo che il segno sia abbastanza evidente in isa e massi che anche se solo per poco hanno vissuto li' e hanno respirato quell'aria e assimilato certe attitudini. hanno poi mantenuto quello "spontaneo rigore" grazie anche a me e marco che ci siamo impegnati, specialmente nel momento del rientro.

  6. Già mi ero dimenticata del lungo e buio inverno. E anche io sono abituata al caldo e al sole visto che abito in sicilia. Vabbè vorrà dire che mi terrò il sole e il caos.

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