Una storia… vera

La sua mente continuava a rimandare in loop le immagini della serata, e il cuore non voleva saperne di smettere di battere a mille. Impensabile prendere sonno. Si alzò, scaldò un po’ d’acqua per una camomilla, si sedette sul divano nella stanza buia, la tazza fumante tra le mani.
Era successo in fretta. Arrivata alla sala prevista per la premiazione, aveva preso posto in terza fila, raccogliendo dalla sedia il programma della serata, preparato per ogni ospite. Non era ancora completamente seduta che aveva visto il proprio nome in cima alla lista dei premiati. Rilesse cento volte il contenuto del cartoncino: sezione racconti, 1° classificato “Salto di paradigma”. E il suo nome accanto.
E così, prima ancora che iniziasse la serata, il mistero di chi  dovesse essere premiato era stato svelato, con sua grande sorpresa e soddisfazione. Imbarazzo anche. Confusione. E la sua onnipresente razionalità che emergeva come un grillo parlante a dire frasi del tipo: beh, magari hanno partecipato in 3, e la giuria ha premiato il meno peggio!
“Zitta, coscienza!” Intimò. “Lasciami godere questo successo, per quanto piccolo sia, senza rovinare tutto come tuo solito”.
Il grillo parlante si ritirò mesto nella sua tana, aspettando la notte per venire fuori nuovamente.
La giuria aveva premiato i terzi classificati, sezione poesia e sezione racconti, poi i secondi, poi il primo tra i poeti. Poi, dopo un tempo che era sembrato lunghissimo, era giunto il suo turno di sedersi sulla poltroncina di pelle bianca. Come una scrittrice vera.
Lei, che per lavoro organizzava eventi culturali, lei che metteva in piedi rassegne letterarie, per una volta era seduta dall’altra parte del tavolo. E qualcuno era interessato a sapere come mai aveva scritto di quel tema, e se aveva intenzione di continuare, e che consiglio poteva dare a chi desiderava cimentarsi nella scrittura.
“Consigli, io?”. Le venne quasi da ridere. Non riteneva di poter insegnare niente a nessuno, e quel momento di celebrità le sembrava sproporzionato. Un attore lesse la parte inziale del suo racconto, e gli ospiti applaudirono. Era strano sentire le proprie parole lette da qualcun altro, non più solo sue ma proiettate verso il mondo come aeroplanini di carta.  
Ci furono complimenti e strette di mano fuori onda. Domande sulla sua vita e sulla commistione tra realtà e narrazione. Richieste di poter leggere qualcos’altro, di sapere di più, di ritrovare un sapore, un’impressione, un’idea.
Andò via tra i primi, frastornata. Le sue bambine la aspettavano a casa, ignare di come avesse trascorso la serata. Le mise a letto senza far parola dell’evento, poi andò a letto anche lei.
Ma continuava a rigirarsi tra le lenzuola, a rivedere i momenti, ad emozionarsi di nuovo, mentre il grillo parlante la tirava metaforicamente per la giacca, imponendole di guardare alla cosa sotto la giusta prospettiva. Passò così la nottata.
Quindi, scusatemi, se oggi sono morta di sonno.

9 pensieri riguardo “Una storia… vera”

  1. allora ce l'hai fatta amica!!!!! complimentissimi! naturalmente ho una voglia matta di leggerlo…per cui, aspetto di sapere dove poterlo acquistare! sono proprio super felice per te, brava

  2. @ Clara: amica, grazie del tuo prezioso sostegno! non so se vedrà mai la luce, poi ti racconterò i dietro le quinte e mi darai un consiglio. Bacio@ Frà: Jo è sempre stata il mio idolo, Piccole Donne è il primo libro che ho letto per intero tutto da sola; avevo 6 anni! Quindi grazie, mi fai un grandissimo complimento!

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