Di note e reazioni

L’altro giorno mia figlia a scuola ha preso una nota. Mia. figlia.
Una nota.
Arriva con faccia da funerale, il quaderno che le penzola dalla mano. Guardandomi di sotto in su mi dice: “ho preso una nota. E’ da firmare”.
“Devi prestare più attenzione alle attività e chiacchierare meno con il tuo compagno”. Così recita la scritta in verde sul bordo della pagina del quaderno di italiano. 
Due reazioni mi si affacciano immediatamente.
Lo ammetto: la prima è scoppiare a ridere.
La seconda è sgridarla, come avrebbero fatto con me ai miei tempi. Eh, una nota è una cosa seria, mica bazzeccole. Scritta in verde poi…Ok, mi viene comunque da ridere.
Cerco di rimanere seria, apro il quaderno con aria solenne, guardandola di sottecchi: è palesemente mortificata.
Non sono pronta a gestire questa cosa nuova: mia figlia, la più piccola della sua classe, è sempre stata etichettata come la bambina-vivace-ma-studiosa, quella che non interrompe la maestra ed è amica di tutti i compagni. 
In un tono il più possibile neutro le chiedo di spiegarmi cosa sia accaduto. Mi racconta che, da qualche settimana, un bambino nuovo è entrato a far parte della classe. E’ una personcina interessante, ha due nazionalità e fino al mese scorso ha vissuto in Canada. La sua lingua madre è l’inglese, cosa che ha comportato che i compagni di classe lo prendessero impietosamente in giro per la pronuncia in italiano. A volte mi domando perchè i bambini siano così cattivi…
La maestra, conoscendo la facilità della nana grande nel creare e gestire rapporti sociali, ha pensato bene di “affidare” BJ, il nuovo compagno, alle sue cure. In altre parole, ora sono compagni di banco. Solo che BJ è un bambino vulcanico, chiede baci a mia figlia in cambio dei suoi stickers (mica scemo…), racconta della sua vita in Canada, interrompe la maestra continuamente per chiedere spiegazioni. Viene chiaramente da un’altra cultura. Difficile non farsi trascinare dalla curiosità; io stessa, al posto della nana, probabilmente avrei ceduto.
Ed ecco che, dopo qualche richiamo, è arrivata la nota. Giusta, giustissima, e in qualche misura attesa e scontata.
Il racconto della nana è stato sincero; me lo ha confermato la maestra stessa il mattino dopo. Io ho ascoltato e poi le ho detto: la maestra ti ha scritto questa nota per invitarti a riflettere sul tuo comportamento. Non vuole essere una sgridata da parte sua, nè io ritengo di doverti sgridare, però ti dico: hai pensato a come dev’essere stato difficile per la maestra fare lezione mentre tu parlavi tutto il tempo con BJ? Ti sei resa conto che comportarsi così è scortese? E’ molto bello che tu l’abbia accolto come amico, però non bisogna esagerare, d’accordo?
Ha annuito e anche il giorno dopo mi ha detto di essere dispiaciuta di essersi comportata male. 
Non ci sono state ulteriori note, nè la maestra mi ha segnalato mancanze nel comportamento della nana, quindi credo che questa nota di sia risolta in un momento di crescita e riflessione. Spero di essere riuscita a mostrarle la reazione giusta, non drammatica ma nemmeno tendente a svalutare l’accaduto.
Poi Bj resta sempre un personaggio sui generis… non vedo l’ora di scoprire come arriverà mascherato alla festa della nana!!

6 pensieri riguardo “Di note e reazioni”

  1. Mi sembra che abbia gestito la situazione con buon senso ciccia. Avrei fatto la stessa cosa anche io!E' bello sapere che i propri figli sono empatici ma e' giusto che sappiano riconoscere e rispettare l'esistenza dei limiti dovuti alle circostanze e al luogo (in questo caso la classe). Che tenerezza pero'…Un bacio tesoro

  2. Grazie ragazze, in realtà si vedrà col tempo se ho agito nel modo giusto… magari un sano rimbrotto avrebbe lasciato maggiormente il segno, ma avevo paura che poi si instaurasse l'idea che alla mamma certe cose non si possono dire sennò si arrabbia!!

  3. Una nota?Mio figlio e' il mago delle note…in seconda ne aveva prese ben 12 in tutto l'anno, l'anno scorso in terza mi sa che ne ha prese la meta' e quest'anno un paio…ormai ci ho fatto il callo, lo sgrido, gli spiego che deve comportarsi bene ma sinceramente non posso punirlo in maniera esagerata perche' comunque sono note non di un bambino che dice parolacce o fa del male ai compagni ma di un bambino molto socievole e chiacchierone…tutto qui… ^_______________^

  4. Vale, l'importante è appunto il motivo sottostante la nota, non la maleducazione ma la socievolezza… e poi mi viene da pensare che se ne ha prese così tante magari è anche la maestra che si fa prendere un po' la mano, se ne dai così tante perdono la loro funzione di richiamo, per il bambino ma alla fine anche per i genitori!

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