Progetto riciclato: da un lettino con le sbarre a due letti “da grande”

Avete presente quel rumore sordo che fa la noce di cocco quando cade dall’albero? SBONK…
E’ lo stesso rumore prodotto dalla mia nana piccola, quando tentava di evadere dal lettino con le sbarre. Tuffandosi sul tappeto. Che in confronto i cinesi ai mondiali di tuffi sono delle schiappe.
Nessun argomento poteva essere più efficace di questo rumore nel convicermi che fosse ora di abbandonare quella  prigione di legno in favore di un letto “da grande”. 
Con l’occasione dei lavori nella cameretta (lo so, ho promesso un post…) abbiamo quindi acquistato due belle reti a doghe tutte in legno; però i letti, in questa maniera, risultavano molto spogli.
In più non sapevo come smaltire il lettino con le sbarre: sembrava non servire a nessuno. Mi dispiaceva buttarlo, perchè è un letto tutto in massello, pagato una cifra scandalosa   dai miei genitori, impazziti all’idea di diventare nonni per la prima volta.
E’ stato parcheggiato in salotto, smontato, per una settimana intera; ogni volta che gli passavo davanti lo guardavo di sottecchi, come un cow boy davanti al saloon fissa il suo peggior nemico, finchè una sera ho detto a mio marito:
“Ho un’idea!”
Reazione: “Oddio, lo sai che le tue idee le temo!”

Dopo questa manifestazione di fiducia incondizionata da parte della mia dolce metà non potevo esimermi dal realizzare la mia idea. D’altro canto il lettino è come il maiale: non si butta via niente.
Ho portato testiera, pediera e sponde dal falegname e gli ho chiesto di segare le sponde a metà, attaccando poi una metà alla destra e una alla sinistra della testiera. Stesso discorso per la pediera. Una striscia in legno, attaccata sul fondo delle tre parti, ha conferito stabilità alla nuova spalliera. Gli ho poi chiesto di rimovere pomelli e altre parti metalliche, e di tappare con un bordino scanalato i binari in cui le sponde correvano su e giù.
Mi sono quindi ritrovata una nuova spalliera, anzi due, esattamente lunga quanto la lunghezza di un letto, perfetta quindi per cerare un day-bed. Era però rovinata: la nana grande, quando metteva i denti, si divertiva a rosicchiare il bordo. Inoltre, al posto dei pomelli, c’erano ora dei buchi. Con pazienza ho stuccato buchi e imperfezioni, ho carteggiato il tutto, e ho dato due passate di smalto color avorio. Ho poi dipinto in rosso il fiocco in legno che decora il centro della spalliera, e con la colla a caldo ho applicato una ventina di coccinelle di legno che si arrampicano su per le stecche, in marcia verso il fiocco centrale.
Ecco il risultato, che a me piace molto, e devo dire che anche le  nane sono state contente.

 Per attaccare la spalliera alle reti, non volendo usare il trapano sulla nuova rete in legno, ho utilizzato di quelle fascette da giardiniere, mettendone 8 per spalliera e stringendole al massimo. Le spalliere sono stabili e se un domani vorrò rimuoverle dovrò solo tagliare con una cesoia le fascette.

Ah, dimenticavo di raccontarvi la sorte degli altri pezzi!
Rete a doghe: cancelletto per non far entrare il cane in cucina. Cassetto portabiancheria: cassettina per fiori. Non datemi della sadica per il cancelletto per il cane… purtroppo da quando, un mese fa, è morta la nostra adorata boxerina il supersite, un vecchio welsh terrier, ha avuto un crollo psicofisico incredibile, e ultimamente è diventato un po’ aggressivo. Indi preferisco limitare il contatto con le nane.