Il bambino routinario

La nana piccola è estremamente ruotinaria. A differenza della nana grande, che si è sempre mostrata flessibile ed adattabile alle diverse situazioni, la piccola vive male ogni cambiamento di routine.
Questa sua caratteristica sta diventando particolarmente evidente con la crescita, nel corso della quale le differenze tra i due caratteri si fanno sempre più palesi. Laddove la prima è indipendente, desiderosa di provare cose nuove, impaziente di scoprire scenari diversi, la seconda trova rassicurazione nel ripetersi dei riti a lei noti, come una coperta di Linus. Vuole conoscere fin dal mattino quale sarà il programma della giornata, e la domenica si sente addirittura scombinata dalla mancanza della scuola, per cui nel giorno di festa la sua domanda, mentre una volta tanto facciamo colazione con calma, è invariabilmente questa: e io con chi devo stare oggi?
Le novità vengono accolte sempre con un minimo di diffidenza; ad esempio quando si tratta di svolgere un’attività di suo gradimento, come andare a giocare da un amichetto, ci va sì volentieri, ma dopo qualche ora richiede di tornare a casa nella sicurezza dell’ambiente domestico. 
Questa necessità di una giornata pianificata e certa trova un suo corollario nell’attaccamento a me: casa dovrebbee sempre fare rima con mamma. E se mamma è in ufficio? Vabbè i surrogati, nonne e zie, ma che mamma torni presto! Il fatto che io manchi comporta spesso piccoli incidenti: una pipì che scappa, un litigio di troppo con la sorella, un capriccio per mangiare; tutti modi, forse, per richiedere più attenzioni.
Io non ero abituata a questo tipo di rapporto, perchè come ho già detto la nana grande ha sempre avuto un alto livello di autonomia e di flessibilità. Con la nana piccola, invece, sto imparando l’importanza che i riti hanno per certi bambini: ad esempio il fatto di sdraiarci insieme dopo pranzo viene atteso come uno dei momenti più importanti della giornata. Idem per il rito del bagno, che lei richiede a gran voce come un momento di coccola e condivisione. 
Certe volte il fatto che lei sia così legata alla routine e non gradisca deviazioni è un po’ una seccatura; per altri aspetti invece diventa uno strumento utile. Ad esempio, non appena entriamo a casa, la nana piccola è abituata a fare le c.d. “procedure”, ovvero togliere le scarpe e riporle, lavare le mani e fare la pipì. Il ripetersi ogni giorno uguale dello stesso banale rito viene considerato come un bel gioco, per cui lei lo compie spontaneamente senza lamentarsi.
Mi piacerebbe sapere come si pongono i vostri figli nei confronti delle novità; le gradiscono come la nana grande oppure sono pantofolai amanti della quiete domestica come la nana piccola? Raccontatemi le vostre esperienze!

5 pensieri riguardo “Il bambino routinario”

  1. Non ti saprei dire con esattezza,sai?Di primo impulso ti direi che anche la mia nana grande è piu' elastica e indipendente…in realtà piu' che adattarsi ai cambiamenti direi che sfugge la noia.E in qesto suo sfuggire la noia è piuttosto abitudinaria.Forse piu' che attenere al cio' che fa attiene di piu' al volere essere bastian contraria a priori…e questo è un altro discorso.

  2. cicci, tu conosci bene la nostra situazione: avevamo un figlio che, anche a causa dell'asperger, tendeva a essere routinario fino alle estreme conseguenze. oggi e' diventato un elastico! certo, bisogna in qualche modo "prepararlo alle novita'", ma le accoglie quasi sempre di buon grado. bimbabella invece e' sempre stata molto duttile, si adatta facilmente a cambiamenti anche repentini e bimbobombo…non saprei, forse e' ancora presto per dirlo, ma mi sembra sia anche lui della stessa pasta. l'unica cosa sulla quale non transigono e' il rituale della storiella prenanna, sovente inventata di sana pianta dalla sottoscritta, talvolta letta da un libretto che scelgono prima di infilarsi sotto le coperte…invece di nana piccola tua non avrei mai sospettato sai?bacino

  3. A dirtela tutta forse nessuno dei miei tre ama tanto sconvolgergli la vita…anche se forse il primo da piccolino era abituato a stare dappertutto le altre meno…ma per esempio io l'ultima l'ho tenuta un'anno circa in negozio con me e non aveva lamentele per lei quella era routine poi era piccola le andava bene lo stesso…comunque la routine piace anche noi e' inutile negarlo…

  4. Io credo che in genere la routine abbia un che di rassicurante, per tutti, grandi e piccini. Alcuni però, ad ogni età, cadono nella noia più facilmente di altri, e dunque cercano le novità per poi tornare serenamente alla quiete della base. Io perlomeno sono così: adoro viaggiare, le novità e i cambiamenti, ma mi piace sempre tornare alla mia casa, il mio punto fermo e il mio nido.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *