In giro coi bambini.

Per chi l’avesse perso, ecco il mio post su trucchi e barbatrucchi per uscire indenni da una session di commissioni coi nani.
Al supermercato, al ristorante, alle poste: bambini sì o no? Meglio andare da soli e sbrigarsi più in fretta, o meglio abituare i bambini a stare ovunque? Meglio… entrambe le opzioni. Perché non sempre siamo al meglio, e qualche volta abbiamo bisogno anche di fare una spesa rapida, oppure di gustare una pizza solo in compagnia di amici adulti. Però, se non superiamo la paura di portare i nostri figli ovunque con noi, più crescono e più sarà difficile gestirli al di fuori del contesto domestico e familiare. Sì, allora, alle commissioni con i nostri pargoli, alle uscite serali, e anche ai viaggi. Purchè opportunamente adattati alle esigenze delle piccole pesti.
Ecco alcune regole d’oro per sopravvivere alle trasferte brevi, tutte testate sulla mia pelle di mamma dilettante
  1. Lo dico sempre e lo ripeto allo sfinimento: ignorate per quanto possibile, nei limiti della buona educazione, sguardi e commenti di chi vi circonda: ci sarà SEMPRE qualcuno che ha da ridire sul vostro modo di essere mamma. Sarete invariabilmente troppo severa o troppo rigida con il piccolo, troppo presente o troppo lassista: non si può piacere a tutti, ma voi dovete rendere conto soltanto a voi stesse e alla vostra progenie.
  2. Organizzatevi. Pensate in anticipo alle trasferte e non fatevi trovare impreparate. Approntate un piccolo kit da uscita, utile sia se andate a far la spesa che se siete dirette in un ufficio dove farete la fila, e afferratelo un minuto prima di lasciare casa. Portatevi dietro il giusto, ma non portate il troppo: un borsone pesante soddisferà un’esigenza improvvisa in un caso su un milione, e in tutti gli altri sarà solo un impaccio inutile, che maledirete per tutto il tempo.
  3. Cosa mettere nel “kit di sopravvivenza”: dipende dall’età del bambino e dalle sue inclinazioni. Fondamentale però è che sia un insieme di oggetti che intrattengano il bambino quando voi non potete dedicargli tutta la vostra attenzione: un libretto dalle pagine bianche e una piccola scatola di colori, una lavagnetta cancellabile, un puzzle, una piccola bambola col suo corredino di abiti, una macchinina, perfino i compiti per il giorno dopo possono servire a far stare fermo un bambino irrequieto mentre voi fate la fila! E a volte anche il cibo può servire allo scopo: centellinate un pacchetto di crackers nei momenti di noia.
  4. Non pretendete troppo da vostro figlio: se andate ad un pranzo di nozze della durata di 4 ore, non aspettatevi che un bambino possa stare a tavola per tutto il tempo, non sarebbe umano. Portategli qualcosa da fare, se gli spazi non consentono di alzarsi (vedi il kit di sopravvivenza) oppure consentitegli di lasciare la tavola tra una pietanza e l’altra, a patto che si comporti educatamente e non disturbi gli altri ospiti. Idem se uscite a cena: a un certo punto vostro figlio sarà stanco e dunque nervoso. Cercate di uscire presto e di non far durare le riunioni conviviali troppo a lungo, pena il disagio reciproco.
  5. Coinvolgete i bambini in quello che fate. Fate sentire vostro figlio partecipe della situazione, e non ai margini di essa. Se andate ad es. alle poste, spiegategli tutto quello che fate, fategli prendere il numeretto e ditegli di controllare l’andamento delle chiamate; mostrate i bollettini e approfittate dell’occasione per spiegare come funzionano i servizi postali. Se andate al supermercato, sappiate che anche un bambino di due anni può essere un valido aiutante, e così distolto da incursioni vandaliche nel reparto caramelle. Prima di uscire, disegnategli la lista della spesa, almeno i prodotti che conosce: la bottiglia del latte, le mele, il detersivo, il sacchetto dei biscotti. Una volta arrivati al supermercato, mandatelo a prendere quanto contenuto nella sua lista: si sentirà “grande” e importante e vi aiuterà con orgoglio. In età scolare, scrivete la lista ed esortate vostro figlio a seguirla e a verificare la scadenza di ogni prodotto, prima di riporlo nel carrello. Fatevi aiutare ad imbustare e a consegnare soldi e carte di credito in cassa. Non cadete nella trappola dei capricci finalizzati a farsi comprare qualcosa: se cedete una volta dovrete cedere sempre! Siate invece voi a proporre un piccolo premio al termine della spesa, se si sarà comportato bene, oppure date la possibilità di essere lui a scegliere un prodotto che gradisce, ma solo uno: se vuole lo yogurt con i pezzetti di cioccolato rinuncerà ai biscotti farciti. Se dite un NO, che sia NO: vedrete che in poco tempo non ci saranno più capricci; se mentre impartite questa lezione a vostro figlio, qualcuno vi guarda storto perché lui strilla in mezzo al corridoio “dolci confezionati, crackers e merendine”, rimanete impassibili e andate al punto 1. Proponete premi anche in termini di tempo e attenzioni: “se tu adesso mi accompagni all’anagrafe e ti comporti bene, dopo andiamo mezz’ora al parco”: funziona!
  6. Il vostro motto sia resisto e non desisto: in queste situazioni la costanza indubbiamente viene premiata, e anche bambini chiassosi e irrequieti con pochi accorgimenti diventeranno bravi fanciulli che potranno seguirvi davvero dappertutto, senza mettervi in imbarazzo e con reciproco godimento. E qualche volta, godetevi una serata in pace chiamando la babysitter!

4 pensieri riguardo “In giro coi bambini.”

  1. Ebbene si, basta poco per far si che anche in ambiente non domestico i ragazzi siano gestibili!Spesso vedo ragazzini indemoniati e mi chiedo come cio' sia possibile…Saremo strani noi, ma siamo sempre riusciti a far tutto con i nostri figli, viaggi in aereo, anche lunghi, con scali e successivi tragitti in auto, ristoranti e pizzerie, case di amici, abbiamo collaudato persino l'andata al cinema!Che dire ciccia? Sara' solo fortuna o magari sara' anche la nostra abilita' a mettere in atto certi piccoli accorgimenti, come quelli che hai elencato nel tuo bellissimo post?Bacioni tesoro e riposati un pochino, mi raccomando!

  2. @Gemma: credo ci sia un misto di entrambe le condizioni: da una parte, il fatto di abituare i nanetti fin da subito a muoversi in posti molto diversi tra loro, dalla Chiesa all'aereo, mantenendo sempre un occhio di riguardo per le loro esigenze. Dall'altra, una precisa strategia educativa, secondo la quale deve essere chiaro che su certe cose mamma e papà non transigono, e dunque certi comportamenti non sono ammessi, senza possibilità di discussione.

  3. mi viene in mente una canzone di Morandi…"Uno su mille ce la fa…"Perchè con mia figlia Viola,tre anni e mezzo,pur mettendoci tutta la buona volonta' da parte nostra,centellinando le occasioni in cui obbiettivamente si puo' portarla fuori al ristorante/supermercato/posta/ufficio etc;attrezzandoci con intrattenimenti/sotterfugi/accensioni di ceri alla Madonna…dicevo,solo una su mille di queste volte tutto fila liscio.Adesso pero' ci sono un paio di tecniche collaudate:al supermercato,praticamente appena entrate, le consento di prendere dagli scaffali la prima cosa su cui punta gli occhi e che in automatico chiede che le venga regalata.Gliela faccio tenere con sè per tutto il tempo della spesa,minacciando di rimetterla a posto ogni volta che "ci prova".Poi quando arriviamo alle casse,dove ci sono gli espositori di leccornie,pile e rasoi da barba,immancabilmente lei chiede l'ovetto di cioccolata.E allora io le dico:scegli,l'ovetto(che costa quanto,0,50 cent?) o il giochino? E lei,pollissima,sceglie l'ovetto…perchè del giochino si è già stufata.Cosi' io la tengo buona,me la cavo con poca spesa…ma il tranello è sempre in agguato:mai darle la ricompensa prima di aver finito alla cassa.L'ho imparato quella volta che acciuffato il suo trofeo(un pacchetto di patatine) è schizzata come nemmeno a una staffetta in direzione dell'uscita del Supermercato…e io ero incinta al nono mese!!!!!

  4. Io credo che la tua sia un'ottima tattica Frà! e comunque hai ragione: ci sono giorni in cui tutto fila liscio e altri in cui, inspiegabilmente, non ne va bene una, bisogna pazientare, più crescono e più diventa semplice uscire con loro!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *