Una collaborazione e una recensione. Raising happy brothers and sisters

Su questo blog mi piace, ogni tanto, consigliarvi dei libri. Libri per bambini, ma anche libri SUI bambini.
Perchè i nani, purtroppo, arrivano senza il manuale d’istruzioni, e le dolenti note cominciano da subito. Che si tratti di capire come affrontare al meglio le colichette, oppure come gestire l’inserimento all’asilo, la nostra vita di genitori è piena di sfide ed alimenta costanti dubbi: staremo facendo a cosa giusta?
Nel mio tentare di rispondere a questa domanda ho iniziato a costruire una piccola biblioteca sulla mammità. Alcuni acquisti si sono rivelati davvero preziosi, e mi fa piacere condividerli con voi.
Oggi vi parlo di un volume che si intitola Raising happy brothers and sisters, di Jan Parker, interamente dedicato a come favorire la pacifica convivenza tra i bambini, quando gli equilibri del primogenito vengono sconvolti dall’arrivo di un neonato.

Questo libro, a mio avviso, ha quale unico difetto di essere scritto in inglese, il che lo rende non fruibile da tutti, per il resto lo trovo un volume perfetto, perché ha un approccio ampio e completo alla tematica, ed è ricco di suggerimenti pratici.
Si parte dalle primissime battute: il primo incontro con il nuovo arrivato. Non a caso, il capitolo si intitola “Mamma, adesso puoi rimandarla indietro” che, tra le altre cose, è esattamente ciò che disse mio fratello a mia mamma quando lei mi portò a casa dall’ospedale. Aggiungo anche che la frase che seguì fu questa: “è un legnetto? Posso segarla?” Mettendo subito in chiaro quale approccio avrebbe avuto nei miei confronti nelle settimane a venire.
I capitoli che io vi consiglio di non perdere, però, sono il 5° e il 6°, che si occupano del mondo delle emozioni, e ci invitano a guardare ai nostri figli con occhi nuovi. Ho già fatto un cenno a questa parte del libro in un precedente post che riguardava però solo la gestione della rabbia dei nostri figli. I due capitoli partono dal presupposto che i bambini sono tutti diversi, e così i loro pensieri ed emozioni. E’ importante non trattare i figli allo stesso modo ma saper calibrare in base alle età e ai diversi caratteri. I bambini sono tutti speciali, ognuno ha punti di forza e debolezze. Per questo, dare delle etichette è molto pericoloso. Avete presente la teoria della profezia che si autoavvera? Per i bambini vale moltissimo. Dite a vostro figlio che è “sempre disordinato”, oppure “costantemente sgarbato” e state certi che si comporterà in modo da non deludere le vostre aspettative, anche se queste sono negative.
I sentimenti che i piccoli provano sono tutti legittimi. Rabbia, gelosia, delusione, tristezza e perfino odio, sono naturali, specie da parte del primogenito verso il nuovo nato o il genitore. Farlo vergognare di detestare quel fratellino che piange tutto il giorno è profondamente sbagliato. Quante volte ci è capitato di pensare quanto fosse insopportabile il nostro capoufficio o il collega della stanza accanto? Perchè il sentimento di nostro figlio non dovrebbe essere altrettanto valido? L’amore reciproco lo dobbiamo costruire noi e insegnare loro a coltivarlo.
Mai fare confronti tra i figli. Nemmeno quelli più banali, del tipo “hai visto che tua sorella ha finito tutta la minestra e tu sei ancora a metà piatto”?. Io ad esempio devo lavorare proprio su questo, la nana grande non mangia quasi niente e i pasti con lei sono eterni, mentre frattanto la piccola spazzola via primo e secondo come una furia, seppur in porzioni ridotte. Cercare di incitare la sorella maggiore facendo leva sulla competizione viene spontaneo, ma mi rendo conto che è controproducente.
Il 4° capitolo è invece dedicato tutto alla gestione dei conflitti tra fratelli, e un punto fondamentale secondo me è questo: attenzione a non pensare sempre che quello che si comporta male è il fratello maggiore, che invece dovrebbe essere paziente col più piccolo. Essere i più piccoli non è sempre una scusante. Guardando alle mie figlie, ad esempio, mi rendo conto che la nana piccola spesso è un tormento verso la grande, perchè  le tocca tutti i giocattoli, li sposta dopo che lei li ha accuratamente posizionati, li chiede in prestito proprio mentre lei li sta utilizzando… insomma, ci sta che la faccia imbestialire! E se nessun comportamento sbagliato può giustificare una spinta o un pizzicotto, nondimeno la reazione di fastidio appare ai miei occhi giustificata. E’ qui che scatta la necessità dell’allenamento emotivo, su cui vi consiglierò presto un altro libro.
Il libro ci conduce per mano lungo tutto il percorso di costruzione di un rapporto felice tra fratelli, considerando le variabili possibili: diverse differenze d’età, bambini con disabilità, gemelli, divorzi e famiglie allargate, offrendo preziosi spunti concreti.
Da oggi, con questo post, inizio una collaborazione con Amazon Italia, recensendo alcuni libri per voi. La scelta dei volumi e le opinioni espresse nelle recensioni sono interamente mie; tuttavia, se qualcuno decidesse di acquistare il libro che consiglio passando per il link sul mio blog, io beneficerò di una piccola percentuale sulla vendita.

4 pensieri riguardo “Una collaborazione e una recensione. Raising happy brothers and sisters”

  1. interessante…soprattutto la questione della "profezia che si autoavvera" mi ha fatto venire voglia di leggere il libro;purtroppo pero' il testo in inglese non è alla mia portata!!:-(In bocca al lupo per la collaborazione!

  2. @ Frà, sto cercando di contattare la casa editrice per proporre la mia traduzione del libro in italiano, proprio perchè lo trovo estremamente utile e non ho visto nulla, nella nostra lingua, che mi sia sembrato equivalente!@ Gemma: lo ricordo molte bene ciccia!@ destinazione: grazie cara! sono passata poco fa sul tuo blog, che belle le foto che hai pubblicato!

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