3 ANNI 3

A te:
che mi hai fatto penare quando ti aspettavo: eri maschio, no, femmina; malata, no, sana, piccola, troppo piccola… no, normale. E intanto io però vomitavo.
Che dormivi col rumore del phon campionato e mandato in loop tutta la notte, perchè avevamo scoperto che ti rilassava tremendamente (gli assistenti sociali distolgano lo sguardo, please!).
Che guardi tua sorella come se fosse il genio della fisica, la più bella del mondo, il role model per eccellenza. E me, modestamente, come fossi la Madonna.
Che sei me in miniatura, capelli a parte. Stessi occhi da cocker, stessa carnagione lattea, stesso naso a patata. Stesso viscerale amore per il cioccolato.
Che sei la mia amante, perchè per te la più grande goduria è riposare con me dopo pranzo, guancia a guancia, respirandoci addosso al caldo del piumone. Non te l’ho mai detto, ma è una goduria anche per me, stringerti al cuore e sentire le tue mani sul mio viso.
Che sei fanatica dei riti. E in tutti i riti io svolgo il ruolo principale. E per la prima volta nella vita mi sono sentita insostituibile.
Che ringrazi di cuore. Quando ti versano l’acqua a tavola o ti fanno un regalo. E dici: sono contenta mammina!
Che canti White Christmas con una pronuncia che neanche Trapattoni ai tempi d’oro.
Oggi compi 3 anni. Un cucciolo che sta crescendo, ma resta sempre il mio cucciolo, bisognoso di tenerezza.
Auguri, amore mio.

Il “Figlio di Nessuno”

Per oggi avevo in mente un post frivolo: è la settimana di Natale, e a casa mia fervono i preparativi. Che sia la casetta di panpepato da glassare o gli ultimi pacchetti da nascondere alle nanette, siamo super impegnati.
Un articolo letto poco fa, però, mi ha fatto fermare, impietrita. 
Perchè i Figli di Nessuno esistono anche alla fine del 2011, nella nostra civilissima Italia. Nel Paese dove tutti hanno una Mamma. 
Ecco, lui non ce l’ha. E’ solo, e gravemente ammalato, cosicchè rischia di restare per sempre sordo se non potrà, entro l’anno di vita, sostenere un intervento chirurgico per l’impianto di protesi acustiche permanenti. Che sono ovviamente costose, e quando non si ha una famiglia alle spalle, che ti protegge e ti sostiene, tutto diventa in salita. Ha nove mesi ma ne dimostra quattro, perchè la sua malattia ne ritarda lo sviluppo. E’ circondato dall’amore di un intero reparto che si prende cura di lui nel miglior modo possibile, ma non sa cosa sia una casa o l’abbraccio della mamma. Vive in un silenzio ovattato, percependo ben poco di ciò che lo circonda.
E’ l’ultimo degli ultimi. E’ come Gesù Bambino.
In questo Natale ormai davvero alle porte, fermiamoci un attimo a pensare ai piccoli, ai bisognosi, agli ultimi. Usciamo dalla nostra beata inconsapevolezza per guardare alla realtà del mondo che ci circonda, e attiviamoci per renderlo migliore.
Questo piccolo Gesù ha bisogno di noi: ha avuto una partenza davvero sfortunata, ma è in nostro potere rendere il suo cammino un po’ meno difficile.
Per tutte le informazioni su come rendersi utili, cliccate qui, dove potrete trovare il resoconto del medico volontario della Croce Rossa che sta seguendo il caso.
Un abbraccio

AGGIORNAMENTO DEL 21/12/2011
Dopo aver parlato con il tesoriere della ONLUS ho saputo che le “promesse di donazione” hanno raggiunto  la cifra necessaria all’impianto delle protesi cocleari. E’ un bel risultato, ma finchè le donazioni non saranno materialmente nel conto corrente, resteranno delle promesse. Invito quindi tutti coloro che hanno dato la loro disponibilità ad effettuare il bonifico quanto prima. Qualora poi ci dovesse essere un esubero nelle donazioni, la cifra in più sarà utilizzata per la seconda necessità del bambino: un passeggino ad hoc per le sue esigenze, che sono, purtroppo, particolari.
Teniamo sempre gli occhi aperti…

Esercizi di rilassamento per grandi e piccini.

Avete qualche tecnica affidabile per rilassarvi nei momenti di stress, ed aiutare i vostri nanetti a fare altrettanto? Noi sì.
E’ una tecnica che prende spunto dalla sofrologia ma anche dall’autoipnosi di stampo ericksoniano, e che abbiamo perfezionato nel tempo in base alle nostre esigenze e a ciò che meglio funzionava per noi.
Recentemente ho iniziato a sperimentare questo metodo con la nana grande, che al termine di una lunga giornata aveva difficoltà a prendere sonno, e ho riscontrato risultati eccellenti, oltre che un forte gradimento per l’esercizio, che le sto insegnando a svolgere anche da sola. 
Provo, qui, a “raccontarvi” una delle nostre sedute.
– Amore, sdraiati in una posizione comoda, in modo da non aver bisogno di muoverti dopo pochi minuti. Iniziamo a respirare: dentro l’aria con il naso e fuori con la bocca, come quando spegniamo le candeline. Dentro e fuori, dentro e fuori… (ripetere una decina di volte).-
Le prime volte alla nana grande veniva da ridere, credo sia normale. Poi però ci ha preso gusto, e con lei anche la sorellina.
– Adesso pensiamo, sempre con gli occhi chiusi, ai nostri piedini: prima agli alluci, il destro e il sinistro. Ecco, li immaginiamo mentre si muovono su e giù, come se volessero fare “ciao ciao”. Adesso immaginiamo tutto il piedino, il destro e il sinistro: che bellini i vostri piedini, sembrano alucce di angioletti! –
Poi proseguiamo nel descrivere le caviglie, i polpacci, le ginocchia, e tutta la gamba nel suo insieme.
– ecco, abbiamo immaginato interamente le nostre gambette, che ci servono per camminare, per correre, per saltare.. per fare un sacco di cose! Dove ci facciamo portare da queste gambette? –
Segue una risposta, proposta da me o da loro, che può essere un bellissimo prato pieno di fiori, il castello delle fate, la spiaggia, e così via. In ogni caso deve essere un posto dal sapore magico e rilassante. Si prosegue descrivendo il luogo prescelto, indicando avvenimenti che suscitano sensazioni positive (esempio: “i cuccioli ti accolgono facendoti le feste”, “le fatine ti portano nel loro castello sulle ali di una nuvola”, “sulla spiaggia costruiamo un bellissimo castello di sabbia pieno di conchiglie colorate”), fino ad un punto nel quale si invita il bambino a proseguire da sè e completare la creazione della storia.
Tutto questo lo facciamo nel letto, con la luce soffusa, ed eventuale musica di sottofondo, non indispensabile.
Alle mie nanette piace moltissimo, tanto che la piccolina ieri mi ha detto:
– Mamma, me lo fai quello di respirare? –

Aspetto di conoscere i vostri trucchi rilassanti…

Il gatto caduto dal cielo

La nostra è decisamente una famiglia di amanti dei cani. Meglio se Boxer.
Tuttavia non disdegnamo le altre specie animali, potendo vantare al nostro attivo una tartaruga – nascosta per l’inverno – e numerosi pesci che stazionano nella fontana del giardino. Così, non abbiamo avuto difficoltà a promettere alla nana grande che le avremmo preso un gatto.
Prima o poi. Perchè il nostro vecchio terrier li detesta, e ci pareva da escludere poter introdurre un felino nel nostro giardino prima della dipartita di quello che chiamiamo “il vecchiaccio”.
Se la nostra amata Lolita fosse stata ancora tra noi forse le cose sarebbero state diverse. Lei era paziente, dolce,  e di certo avrebbe accettato un gattino per amor nostro.
Ma Lolita sta nel paradiso dei cani, ed è forse da lì che ci ha mandato un micetto per rallegrarci.
Dovete sapere che siamo stati adottati da una gattina, sabato scorso. Mio marito, uscendo di casa per portare la nana grande a scuola, si è imbattuto in una creaturina sporca e magra, gli occhi incollati dalle secrezioni, che lo seguiva miagolando e cercando le carezze. Mi ha chiamata ed io sono uscita in giardino in pigiama, raccogliendo la bestiola.
Ero consapevole del fatto che, una volta ammessa in casa, non sarebbe più andata via. E così in pochi istanti siamo diventati una famiglia con gatto. Ariel.
In questi giorni l’abbiamo sfamata, pulita, sverminata e riempita di pomata antibiotica sugli occhi, e durante tutte queste operazioni non una volta lei ha protestato, continuando placidamente a far le fusa anche durante quelle più fastidiose. E’ un gatto che non si fa le unghie sui mobili, che sporca nella sua lettiera, che passa la maggior parte del tempo accoccolato su una sedia a dormire, salvo venir fuori al tuo passaggio per guardarti adorante e fare le fusa.
Ieri ha scovato un nuovo posto per schiacciare un pisolino, guardate qui…

Penso che le mie figlie non potessero desiderare regalo di Natale più bello… grazie, Lolita

I libri che vorrei

Ecco una lista dei libri che spero di trovare sotto l’albero: la condivido coi voi, magari potrebbe darvi qualche spunto per la vostra letterina…

il primo libro che vorrei è Genitori Slow: educare senza stress con la filosofia della lentezza, di Carl Honorè, lo stesso autore di E vinse la tartaruga, di cui vi ho parlato qualche post fa.

Poi mi piacerebbe La mia mamma sta con me, della bravissima mamma blogger Claudia Porta (se non la conoscete, fate un giro nella Casa nella prateria!)
Mi piacerebbe anche ampliare la mia modesta biblioteca montessoriana, con questa raccolta di scritti della grande educatrice: Il bambino in famiglia, un libro che va a completare Educare alla libertà, che a mio avviso è il primo volume utile per accostarsi alla filosofia montessoriana (ne ho parlato qui
.
Siccome mi piace da morire quando mio marito mi definisce “la regina della casa”, vorrei un libro che mi aiutasse a fare carriera e passare dallo status di semplice regina a quello di dea:How to be a domestic goddess, della meravigliosa Nigella Lawson, un libro interamente dedicato al baking, ovvero alla cottura in forno. Perchè, ammettiamolo, niente fa più casa che sentire un delizioso profumo che si sprigiona dal forno chiuso…
Per dedicarmi al meglio al mio piccolo giardino, infine, mi piacerebbe ricevere il libro Il giardino dei colori  di Gertrude Jekyll, colei che ha concepito per prima il giardinaggio come forma d’arte, creando alcuni dei più bei giardini d’Inghilterra.
E voi, avete dei desideri libreschi per Natale? Attendo suggerimenti!! 

Sugar cookies. Royal icing eventuale

Mai più farò i sugar cookies: sono una droga!
Quando li impasti, a causa del sale hanno un sapore strano, che non invoglia ai classici furti di pasta cruda. Poi li inforni, e lentamente un odore paradisiaco inizia a sprigionarsi, invadendo tutta la casa. Li sforni, e con la bava alla bocca attendi che siano freddi abbastanza da non scottare dita e lingua.
E poi inizi ad ingurgitare. Uno dopo l’altro, inesorabilmente…

Se volete commettere il mio stesso peccato, ecco la ricetta: facile, veloce e perfetta per aiutanti sotto il metro di statura.
90 gr di burro non salato ammorbidito, 100 gr di zucchero bianco, 1 uovo grande, 1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia, 200 gr di farina, 1/2 cucchiaino di lievito, 1/2 cucchiaino di sale, un foglio di carta da forno.

Preriscaldare il forno a 180°. Battere a crema il burro con lo zucchero fino ad ottenere una mousse spumosa e bianca, poi aggiungere l’uovo e la vaniglia. A parte mescolare farina, lievito e sale, e dopo unire al composto di burro, lavorando delicatamente. Se l’impasto risulta troppo appiccicoso aggiungere altra farina. Fare la palla e mettere a riposo in frigo, impellicolato, per un’oretta. Infarinare la spianatoia, metterci sopra l’impasto e spolverare anche questo di farina; poi stenderlo ad uno spessore di 1/2 cm. Tagliare con le formine e mettere in cottura per 10/12 minuti, finchè i bordi non saranno lievemente dorati. Con questa quantità di pasta verranno circa due teglie (dunque due infornate). Far raffreddare completamente prima di decorare. Fonte: Nigella Lawson.

Per la Royal Icing: 2 albumi, zucchero al velo, polvere di meringa.
– Polvere di meringa? e dove la pesco? – ho pensato leggendo la ricetta. E’ solo una delle tante cose che nella nostra piccola città sono introvabili. Presto detto: ho acquistato alcune meringhe di produzione industriale e le ho polverizzate nel frullatore!
Non ho volutamente messo delle dosi specifiche per lo zucchero e la meringa, perchè molto dipende dalle dimensioni degli albumi. Il risultato finale, comunque, deve avere una consistenza simile a quella di una pomata, nè liquido nè così duro da non poterlo lavorare. Considerate che se aggiungete colorante liquido poi dovrete aggiungere altro zucchero per avere la glassa meno liquida. Mescolate il tutto a lungo nel mixer, fino alla consistenza desiderata. Fate prima i contorni delle figure; lasciate asciugare e poi riempite l’interno.

Regali di Natale e addiction

Anche voi avete la sensazione che i vostri nani, per Natale, ricevano una quantità esagerata di doni?
Anche a voi capita che nella frenesia dello scartare pacchi appaiano come dei piccoli drogati che passano dall’uno all’altro senza nemmeno soffermarsi un secondo sul contenuto?
Anche a voi sembra che più regali significhi più insoddisfazione?
Anche a voi pare che l’abbondanza di regali, non apprezzati fino in fondo, rovini una buona metà del divertimento, e soprattutto faccia perdere il senso del Natale?
Ecco, a me questo è successo negli ultimi anni. E non mi è piaciuto. Le mie nane hanno aperto circa 25 pacchi a testa. Sono cose!
Nonostante abbia tentato di porre in atto delle misure restrittive preventive e poi successive (vedi il mio vecchio post in materia) non sono riuscita a dare alla notte del 24 e alla mattina del 25 una connotazione meno consumistica. Le minacce ai nonni non sono servite. Gli inviti agli zii sono rimasti inascoltati. Le preghiere agli amici sempre affettuosi e generosi sono restate inesaudite. 
Quest’anno voglio dire basta: passo al contrattacco.
Perché il Natale le nanette se lo devono ricordare per l’atmosfera di gioia, per aver atteso uno o due giocattoli tanto desiderati, non settantacinque mediamente desiderati, per aver passato un sacco di tempo con mamma e papà e i l resto della ciurma familiare. 
Allora ho pensato questo: posto che alcuni regali non possono essere impediti, perché nessun nonno accetta di non mandare a Babbo Natale la sua personale richiesta in favore dei nipotini, mi sono rivolta ai miei amici, a tutti coloro che ogni anno pensano alle mie bambine con affetto. 
Non regalate loro nulla, ho chiesto; la nostra casa è fin troppo piena di cose. In questo Natale di crisi, impostiamo una politica di austerity, ed evitiamo di spendere 10, 20 o più € per un dono che sarebbe solo uno in più tra tanti altri. Scambiamoci invece letterine affettuose, disegni dei nostri figli, un qualcosa fatto in casa, che sia una decorazione per l’albero in pannolenci o un sacchetto di biscotti fatto con le nostre mani.
E se vogliamo portare a compimento l’opera, mandiamo quanto avremmo speso per i regali a chi davvero ne ha bisogno. Noi lo faremo, con Save the Children.
Perché questo Natale sia buono davvero, per tutti.

Attività per l’Avvento

Oggi, 1° dicembre, si entra ufficialmente in clima natalizio. Da oggi è lecito indossare maglioni rossi con fiocchi di neve ricamati, usare il cerchietto con le corna da renna, ascoltare playlist natalizie mentre si finge di lavorare, e avere la casa costantemente impregnata di profumo di gingerbread.
Da oggi inizia l’Avvento; chi è religioso farà uno sforzo per dedicare qualche minuto in più al giorno alla riflessione sull’attesa della nascita di nostro Signore, ma per tutti sarà un periodo magico per stare un po’ di più in famiglia e dedicarsi a piccole divertenti attività da fare tutti assieme.
Non ho avuto tempo per realizzare un calendario dell’Avvento con le mie mani, ma ho intenzione di rimediare inserendo in ogni tasca di quello di panno che mi è stato regalato anni fa, un’attività da fare insieme alle mie nanette. Ci sono alcune attività che richiedono un po’ di tempo a disposizione, come decorare l’albero, e altre che si esauriscono nel giro di pochi minuti, come una sessione supplementare di coccole. Ho partorito alcune idee ed altre le ho pescate in giro per la rete, poi ho preparato una tabella in word, fatta di piccole pergamene bordate di rosso, ed ho scritto a penna 24 diverse cose da fare.

Una volta a casa, taglierò i riquadri e arrotolerò le piccole pergamene, infilandone una in ogni tasca. Riserverò le attività più lunghe ai giorni festivi, e distribuirò le altre lungo la settimana. Se vi piace l’idea delle pergamene, vi offro il template da scaricare qui
A queste attività ho pensato di aggiungere anche alcuni “buoni” che le nanette potranno spendere quando vogliono.
Ad esempio: 
  • Buono per un’ora da sola con mamma
  • Buono per una pizzetta o una pasta in pasticceria
  • Buono per scegliere il menù della cena
  • Buono per una seduta di pittura
E così via. Scegliete attività normalmente non consentite o difficili da realizzare per mancanza di tempo, in modo da offrire ai vostri nani delle gradite sorprese.
Che ne dite, vi piacciono le mie idee? e voi avete fatto un calendario dell’avvento?