Regali di Natale e addiction

Anche voi avete la sensazione che i vostri nani, per Natale, ricevano una quantità esagerata di doni?
Anche a voi capita che nella frenesia dello scartare pacchi appaiano come dei piccoli drogati che passano dall’uno all’altro senza nemmeno soffermarsi un secondo sul contenuto?
Anche a voi sembra che più regali significhi più insoddisfazione?
Anche a voi pare che l’abbondanza di regali, non apprezzati fino in fondo, rovini una buona metà del divertimento, e soprattutto faccia perdere il senso del Natale?
Ecco, a me questo è successo negli ultimi anni. E non mi è piaciuto. Le mie nane hanno aperto circa 25 pacchi a testa. Sono cose!
Nonostante abbia tentato di porre in atto delle misure restrittive preventive e poi successive (vedi il mio vecchio post in materia) non sono riuscita a dare alla notte del 24 e alla mattina del 25 una connotazione meno consumistica. Le minacce ai nonni non sono servite. Gli inviti agli zii sono rimasti inascoltati. Le preghiere agli amici sempre affettuosi e generosi sono restate inesaudite. 
Quest’anno voglio dire basta: passo al contrattacco.
Perché il Natale le nanette se lo devono ricordare per l’atmosfera di gioia, per aver atteso uno o due giocattoli tanto desiderati, non settantacinque mediamente desiderati, per aver passato un sacco di tempo con mamma e papà e i l resto della ciurma familiare. 
Allora ho pensato questo: posto che alcuni regali non possono essere impediti, perché nessun nonno accetta di non mandare a Babbo Natale la sua personale richiesta in favore dei nipotini, mi sono rivolta ai miei amici, a tutti coloro che ogni anno pensano alle mie bambine con affetto. 
Non regalate loro nulla, ho chiesto; la nostra casa è fin troppo piena di cose. In questo Natale di crisi, impostiamo una politica di austerity, ed evitiamo di spendere 10, 20 o più € per un dono che sarebbe solo uno in più tra tanti altri. Scambiamoci invece letterine affettuose, disegni dei nostri figli, un qualcosa fatto in casa, che sia una decorazione per l’albero in pannolenci o un sacchetto di biscotti fatto con le nostre mani.
E se vogliamo portare a compimento l’opera, mandiamo quanto avremmo speso per i regali a chi davvero ne ha bisogno. Noi lo faremo, con Save the Children.
Perché questo Natale sia buono davvero, per tutti.

3 pensieri riguardo “Regali di Natale e addiction”

  1. Tutto quello xhe pot ed vo esprimere l'ho espresso nel mio messaggio on fb, tesoro. Non mi resta che dire che sono felice che anche voi abbiate fatto la nostra scelta. Io, cotanta figlia di genitori avversi al consumismo (figurati poi a quelo natalizio) da tanti anni regalo ai miei la ricevuta di un bonifico a favore dell'Unicef. E loro, insieme a dei soldini destinati ad acquisti utili, fanbo altrettanto con noi…

  2. Ottimo argomento.Purtroppo è vero che nonni e parenti sono sordi alle richieste di noi genitori…e purtroppo è anche vero che il regalo giocattolo comprato è piu' facile per tutti,perchè tutti abbiamo poco tempo per dedicarci a lavori manuali.Io per esempio ho chiesto di regalare cose semi-virtuali,come i biglietti per la giostra o del cinema..cose cosi',che possono essere comunque impacchettate e scartate,dando soddisfazione a chi li regala e a chi li riceve.A Viola per esempio,oltre al suo regalo giocattolo, faremo trovare i biglietti per entrare al parco naturale delle Cornelle,dove potrà vedere tantissimi animali dal vivo!E a Cagliari..tanti gettoni per i giochi del Cavalluccio marino!

  3. @ Gemma: dopo questo post mi sto rendendo conto che le nostre sensazioni sono condivise da tante persone, e ciò mi fa sentire meno "strana", lo trovo confortante!@ Frà: ottime idee!!

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