Ci sono quei giorni…
in cui le cose da fare sembrano espandersi come un gas, occupando tutto lo spazio disponibile. La routine permea i pori della pelle, assorbe le energie, acuisce le reazioni. Ti senti una bestia da soma, legata al basto e col paraocchi: non vedi a destra nè a sinistra, e mestamente tiri la carretta, sperando che il fondo della strada si presenti presto sotto gli zoccoli. E quando poi si presenta un imprevisto, e qualcuno aggiunge un masso sul tuo carro, invece di fermarti a tirare il fiato ti limiti ad abbassare le spalle e tirare con più impegno.
Perchè alla fine della strada ci devi proprio arrivare.
Salvo, poi, domandarti per quale motivo avessi iniziato a tirare. Ti sforzi di ricordare, ma non riesci. E ti accorgi, invece, che a destra e a sinistra ci sarebbe un incantevole paesaggio, se solo avessi la possibilità di contemplarlo. Ma sei così impegnata a sopportare il peso, a cercare di non scivolare, a portare a termine i tuoi compiti, che l’idea che attorno a te ci sia dell’altro quasi ti infastidisce. Così non godi di nulla, non ascolti gli uccellini che ti accompagnano col loro canto, non senti il profumo dei fiori. Sei troppo concentrata sul peso che ti opprime.
Ecco, questa immagine rappresenta bene la mia vita delle ultime settimane, le prime del nuovo anno.
Mi servirebbe un boccaglio per riuscire a respirare…

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