Che paura, il posto fisso!

So che dopo questo post rischierò il linciaggio, ma sento di voler condividere con voi i pensieri che in questo momento mi turbinano per la testa.
Sto per entrare nel mondo degli assunti-a-tempo-indeterminato, quelli per i quali il nostro attuale premier ha detto: che noia! Dunque, a breve mi definiranno come una noiosa madre lavoratrice con posto fisso.
Se me l’avessero detto 10 anni fa non ci avrei creduto. Vi invito a leggere quanto scrivevo, proprio nel 2002, a pag. 7 di Sardinews, mensile con il quale iniziai all’epoca una collaborazione protrattasi per alcuni anni. Per riprendere ciò che scrivevo in quell’anno da Dublino, 23enne fresca di laurea con una valigia piena di sogni, un amore nuovo di zecca e una sensazione di onnipotenza riguardo al futuro, la parola posto mi fa venire i brividi
Che cosa è successo, allora, in questi 10 anni, che mi ha fatto cambiare idea? Niente; le mie idee non sono cambiate. Ho lavorato alacremente per realizzare i miei sogni, in primis quello di costruire da giovane una famiglia tutta mia, allargata a quegli animali domestici che per le mie bambine sono preziosi compagni di crescita. Sotto questo aspetto quindi mi posso ritenere una persona realizzata ad estremamente fortunata. Ma diciamo che tutto ha un prezzo. E per costruirsi una casa, una famiglia, è necessaria una sicurezza economica alle spalle, che per ora non sono riuscita a costruirmi facendo ciò che davvero mi piace: scrivere.

photo by Ukke

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Ci sto lavorando, ma nelle more di questa conquista mai avrei rinunciato ai miei due gioielli, alla condivisione della quotidianità con mio marito, ai quadrupedi che mi zampettano per casa. E tutto questo purtroppo non è gratis.
Diciamo quindi che sono scesa a patti con la vita; forse 10 anni in più mi hanno anche regalato una prospettiva diversa sulle cose, non so se più matura o più cinica, senza dubbio più realistica. Perchè credo che mantenere i piedi per terra sia un dovere verso le mie figlie, così come lo è quello di continuare a sognare, di credere nelle proprie speranze ed essere convinti che abbiamo il potere, giorno dopo giorno, di costruirci la vita che vogliamo.
Io a tutto questo credo fermamente ma nel frattempo, purtroppo, devo passare per le forche caudine del posto fisso. Pubblico, per di più.
E adesso, linciatemi pure.

4 pensieri riguardo “Che paura, il posto fisso!”

  1. Va bene cosi',Gio'.Non sei l'unica…se solo le banche cominciassero a concedere mutui anche ai "precari",se solo fosse piu' semplice fare imprenditoria,secondo me ne sentiremmo di piu' giovani che parlano del posto fisso come un qualcosa da rimandare il piu' in là possibile.Come mamma ti auguro di poter presto accedere ad un part time,per consentirti di stare piu' tempo con le tue bimbe,ma anche per darti l'opportunità di realizzare quei sogni che sono il motore del tuo entusiasmo quotidiano.

  2. ah come hai ragione…purtroppo il lusso più grande, oggi come oggi, è il tempo. E quasi tutto ci viene mangiato dal lavoro, perchè ci sono le banche che ai precari, ai part time, e così via, il mutuo non lo concedono

  3. Cara Donna, ti ringrazio per essere passata a trovarmi! Sono contenta di scoprire che ci sono donne come me, che non riescono ad accontentarsi e a scendere a patti con le rinunce che la vita ci impone… mi fa sentire meno "strana"!

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