Cinemamme: intervista ad Angela Bigi

Quando eravate tumulate vive in casa con un nanetto piangente, vi è mai capitato di avere un tremendo desiderio di uscire, magari di andare al cinema, e di non sapere come sistemare il fagottino?
Le Cinemamme hanno trovato il modo di risolvere questo problema: si va al cinema con il bebè, in un ambiente comodo, pensato per mamme con bimbi piccoli, dove il volume è un po’ più basso di quello che normalmente troviamo al cinema, è possibile allattare durante la proiezione e perfino cambiare il pannolino al nano sul fasciatoio appositamente predisposto! Non solo, al termine della visione del film è previsto un incontro-dibattito con una psicologa, che di volta in volta riguarderà i temi più caldi per le mamme. 
Questa iniziativa era già stata inaugurata in altri paesi europei ed extraeuropei, riscuotendo un grande successo; è stata portata a Roma nel 2011, e sbarca oggi nella città di Padova.

A mio avviso si tratta di un grande esempio di civiltà e attenzione verso le neo mamme, che sono spesso mal viste nei luoghi pubblici: ristoranti, negozi, uffici… di andare al cinema poi, non se ne parla!
Grazie a quel meraviglioso strumento che è il web ho avuto modo di conoscere l’iniziativa Cinemamme, e di intervistare Angela Bigi, la responsabile del progetto per la città di Padova. Angela è anche una delle colonne portanti dell’Associazione di volontariato Città delle Mamme, che si occupa di rendere le nostre città migliori per le mamme e i loro piccoli. Vi consiglio caldamente un giro sui siti web delle Cinemamme e della Città delle Mamme, e vi lascio con l’intervista ad Angela Bigi.
 D: Ciao Angela, mi racconti come siete venute a conoscenza dell’iniziativa, già adottata in altri paesi europei ed extraeuropei?
R: E’ stato un passaparola. A Roma ci sono persone di diversa nazionalità e quindi le informazioni circolano facilmente.
 D: Com’è stata trasportata l’idea delle Cinemamme da Roma a Padova? Sei stata tu ad aver pensato di riproporre il progetto nella tua città?
R: Ogni anno a ottobre ci troviamo a casa di un amico architetto a Padova per “la scardinata” – una giornata intera dedicata alla cucina di sardine ai ferri in giardino (per la gioia dei vicini) – in questa occasione arrivano amici da tutta Italia, anche da Roma. Tre anni fa chiacchieravo con Adriana che mi raccontava dell’esperienza che stava facendo lei insieme ad altre neo mamme romane: un modo per svagarsi e stare insieme all’insegna di una passione comune, il cinema. E così ho pensato: “è un’idea bellissima! Semplice e perfetta allo stesso tempo. Perché non la organizziamo anche noi a Padova?” E da lì  è cominciata l’avventura nel Nord Est.
D:  Quali sono le differenze, nella realizzazione del progetto, tra quello che avete fatto nella prima città e nella seconda? In un centro più piccolo avete trovato più difficoltà o, di contro, maggiore entusiasmo verso l’iniziativa?
R: Nessuna differenza, abbiamo “importato” il format Cinemamme. Credo che le esperienze possano essere comparate perché a Roma il cinema Aquila è un luogo di riferimento per una determinata zona,  un quartiere della capitale. E’ difficile che un unico cinema diventi il catino di affluenza di una grande città come Roma. Il Porto Astra a Padova, è un cinema grande, un multisala, molto frequentato e con una spiccata personalità. Non un multiplex. Nessuna difficoltà, molto interesse e coinvolgimento.
D: Com’è nata l’idea di abbinare la proiezione cinematografica al momento, un po’ più impegnato, del dibattito con psicologi e psicomotricisti? Nell’esperienza di Roma, avete notato se questa seconda parte della proposta ha riscosso lo stesso successo della visione del film, oppure avete riscontrato una maggior ritrosia ad approcciare un professionista dell’infanzia per avere conforto e consulenza?
R: Cinemamme è una manifestazione in linea con le direttive dell’OMS sul supporto alla genitorialità e alla famiglia.  E’ stato automatico quindi pensare di abbinare alla visione di un film, quindi al momento della  socializzazione e del divertimento, un modulo di confronto e dibattito per aiutare le donne in questo particolare periodo della loro vita, per dare consigli, o semplicemente un supporto, per ridare serenità alle neo-mamme. Una serenità che poi portano a casa, in famiglia.
D: Come si sono poste le istituzioni di fronte al progetto? Hanno concesso il solito patrocinio gratuito, oppure si sono fatte parte attiva nella realizzazione del progetto?
R: A Padova il Comune ci ha concesso fin dall’inizio il Patrocinio. Questo però permette di abbattere le spese di affissione, pubblicità e anche stampa dei depliant.  Non abbiamo il coraggio di chiedere soldi in questi anni di crisi, in cui si taglia soprattutto nella cultura e nel sociale. Ci rivolgiamo ai privati per aiutarci a finanziare il progetto e devo dire che ogni anno troviamo aziende disponibili a coprire le spese. Agis Triveneto ci dà un grandissimo supporto nella comunicazione dell’evento attraverso lo Studio Pierrepi di Padova e ci aiuterà ad esportarlo in altre “sale amiche” in Veneto e Trentino Alto Adige. Il Cinema Porto Astra offre spazi e servizi. Quest’anno l’Azienda Ospedaliera, concedendo il patrocinio, ci permette di distribuire i volantini all’interno della clinica ostetrica e nei corsi pre parto.
D: Chi sono i partner dell’iniziativa che segnalate nel sito web?
R: Remedia è una bella società che fa web. Oltre ad essere il nostro “storico” sponsor tecnico (da tre anni segue il sito cinemamme.net) quest’anno ha deciso anche di contribuire alle spese organizzative con il pay off “crediamo nel futuro”. Il Mulino a Vento è un nido accreditato dalla Regione Veneto che ci mette a disposizione la consulenza della psicologa Alessia Pitrelli, coordiantrice degli incontri post proiezione. Uscita Libera è un’associazione che ci supporta attraverso la sua rete. ToteAdv è l’agenzia che imposta la grafica …. Cinemamme ha una solida rete di amici che credono in questa iniziativa e anno dopo anno la seguono, la promuovono, e la fanno crescere.
D:  Che impressioni avete raccolto dalle mamme che hanno partecipato? E quali profili di donna sono stati quelli che hanno accolto più favorevolmente l’iniziativa?
R: E’ la soddisfazione maggiore. Riceviamo richieste di organizzare le proiezioni almeno 2 volte l’anno. Le mamme escono felici con un gran sorriso in volto. I bambini sono buoni, non piangono mai! I profili che noi tracciamo attraverso FB sono quelli di donne tra i 25 e i 32 anni,  con istruzione medio alta, lavoratrici in maternità, con la voglia di uscire e di stare insieme alle amiche o ad altre donne alle prese con un bimbo piccolo. Per condividere gioie e dubbi.
D: Per le mamme che fossero interessate ad esportare l’idea nella propria città, quali sono i passi che consigliate di compiere per sensibilizzare gestori e istituzioni?
R: Innanzitutto consiglio di scrivere a Città delle Mamme così avranno tutte le “istruzioni per l’uso”. E poi di chiedere alle istituzioni un appoggio con grande convinzione ed entusiasmo. Ricordandosi che siete voi a fare un piacere a loro portando nella vostra città questa iniziativa!
D:   Come si può essere parte attiva di Città delle mamme non essendo cittadine romane?
R: Portando nella propria zona le iniziative che ritenete più utili e più belle. Adesso Città delle Mamme di Roma sta pensando di aprire delle “filiali” in varie città d’Italia proprio grazie alla partecipazione attiva di altre mamme e socie.
Come concludere? con un grazie ad Angela Bigi per la disponibilità a farsi intervistare da Mammadilettante, e con la speranza che l’associazione Città delle Mamme trovi presto sede in tutta Italia!

8 pensieri riguardo “Cinemamme: intervista ad Angela Bigi”

  1. Ciccia, la trovo una bellissima iniziativa. Chissa' quante mamme accoglieranno questo segno di civilta' con gioia!Complimenti anche per l'esaustiva intervista ad Angela, l'ho letta con grande interesse.Un bacione!

  2. Ragazze, grazie dei vostri commenti, sono contenta che troviate interessante l'iniziativa. Sarebbe bello armarsi di coraggio e creare la sede sarda di Città delle Mamme!

  3. Da una parte mi sembra un'ottima idea, dall'altra resta un dubbio: ma il bambino durante la proiezione che fa? Nn credo che a lui facciano bene come a noi due ore di cinema…

  4. Ciao ragazze, che bello leggere i vostri commenti e vedere che il nostro lavoro è apprezzato!Vi invitiamo a contattarci per fare rete e attivarci per città sempre più a misura di mamma e di bambini.Giulia PietrolettiCittà delle mamme ONLUSps. I bambini durante il cinema si fanno grandi sonni e grandi poppate..provare per credere!

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