Insegnare con l’esempio

Insegnare con l’esempio: è ciò che accade in natura. La mamma mostra ai cuccioli come cacciare le prede, come nutrirsi, come proteggersi. Noi umani, invece, forti del nostro cervello ipersviluppato – anche se su alcuni personaggi avrei dei dubbi…- insegnamo con le parole. Enunciamo regole, spieghiamo, pretendiamo il rispetto di codici. E poi, spesso, agiamo diversamente da ciò che abbiamo detto.
Per questo, stanotte, voglio ringraziare mio marito: perchè alle nostre figlie, proprio stanotte, ha insegnato con l’esempio cosa significhi lo spirito sportivo, il sacrificio e la dedizione verso una passione. Perchè ha mostrato loro lo spirito di squadra, la perseveranza, l’onestà. La salubrità di credere in un obiettivo comune e lavorare insieme per raggiungerlo.
Oggi la squadra di calcio a 5 che mio marito ha contribuito a fondare 16 anni fa, e che adesso allena, ha vinto il campionato della sua categoria: una piccola conquista nel mondo dello sport, ma raggiunta con un impegno e un sacrificio pari a quelli dello sport professionistico.
Sono fiera di lui, e di tutti i ragazzi della Mediterranea per l’esempio che hanno dato a tutti i presenti: avversari, tifosi, mamme e figli venuti ad affollare gli spalti per questa ultima di campionato.
A volte non c’è bisogno di grandi discorsi per insegnare una grande lezione. Basta un fulgido esempio.

Se siete curiosi… mio marito è il primo a sinistra nella fila posteriore: bello vero?

7 pensieri riguardo “Insegnare con l’esempio”

  1. Bellissimo post, congratulazioni al marito e hai punto un mio nervo scoperto. Io mi arrovello tutto il giorno x insegnare con l'esempio, essere un modello accettabile e la mia sfida primaria. Ma mi sconfiggo ancora troppo spesso. Averti letta in questo preciso momento di certo e un segno. Grazie! 🙂

  2. @ Mammabook: ma grazie! Oggi faccio il post su questo graditissimo premio… un abbraccio@ Mammaatorino: grazie a te per aver avuto la voglia di leggere… anche per me questo è un nervo scoperto: insegnare con le parole è molto più semplice, ma ahimè meno efficace. L'esempio vince su ogni altra forma di educazione, e il metodo Montessori, ancora una volta, ne è la testimonianza! Torna presto a trovarmi!!

  3. Non male^^ e congratulazioni!La coerenza, bell'argomento, ci sarebbe da discuterne per post e post… molti non ci fanno caso e sbagliano, ma anche per chi ci pensa, che fatica! A volte è davvero dura, specialmente quando sei sfinita (vedi: non si urlaaa!!!). A casa ci proviamo davvero ad essere coerenti, e spero tanto che alla fine io e mio marito sapremo essere un buon esempio… figurati che per noi si tratta addirittura di un problema più grande che per altre famiglie: la nostra famiglia è trilingue, e ci vuole molta disciplina per non confondersi e usare sempre la stessa lingua con la stessa persona. Anche questa è coerenza, e si rischia di fare dei danni incredibili se non si utilizza sempre la stessa lingua con un bambino che sta imparando a parlare. Abbiamo degli amici che hanno deciso a un certo punto che la mamma avrebbe parlato solo inglese e non ti dico lo stato confuzionale del figlio che ne è seguito… sono finiti dallo psicologo!

  4. @ mammabook: trilingue??? ma che bello! io credo che se il multilinguismo viene gestito bene sia un dono immenso per i figli…La coerenza è uno dei punti che mi tormenta di più – anche se, lo ammetto, sono una mamma tormentata quasi su tutto – è proprio vero che talvolta diciamo ai nostri figli, urlando, che non si deve urlare, e lì riveliamo la nostra umanità, la fragilità, la difficoltà di essere genitori e al contempo mille altri ruoli. Ma credo che rendersi conto delle cose, porsi il problema, sia davvero il promo passo per diventare miglior. Insieme. Io sono una mamma che, alle sue figlie, all'occorrenza chiede anche scusa. Un abbraccio

  5. @ Mammabook: meglio partire per tempo; oggi "scusa tesoro, mamma ha sbagliato" non gli dice nulla, ma da un giorno all'altro capirà e apprezzerà l'umiltà e il desiderio di essere migliore che c'è dietro

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