Da imballaggio a giocattolo. Storia di una confezione di merendine.

In questi giorni piove. Piove sempre. Non sembra nemmeno di abitare in quel profondo sud terrone dove tutto è secco e riarso da aprile a novembre…Ogni tanto penso che, pioggia per pioggia, potevo restare a vivere a Dublino. Ma so che sono solo momenti, e che basta trovare il modo di far passare questi lunghi noiosi pomeriggi bagnati.
Ieri con le nane che iniziavano a dare segni di noia – tipici sintomi il bisticciare per qualsiasi cosa, chiedere di accendere la tv, scocciare il cane, il gatto o entrambi – ci siamo accanite sulla confezione di merendine appena svuotata del suo contenuto, per trasformarla in una culla adatta alla bambola più piccola che possiedono.
Abbiamo disegnato e colorato, e alla fine la piccola Arianna ha avuto il suo lettino nuovo, completo di orsetto di pezza e sonaglino.

Come ridare nuova vita ad una confezione che sarebbe presto finita nel cassonetto della carta…
 

6 pensieri riguardo “Da imballaggio a giocattolo. Storia di una confezione di merendine.”

  1. @ Mela: grazie, troppo gentile!!@ Mammabook: sono contenta, vedrai che a parte alcuni momenti in cui vorresti avere 2 teste e 4 braccia, gestire due bambini non è così difficile!! Un abbraccio

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