Educare a mangiare. Blogstorming

Dare da mangiare ai nostri figli è indubbiamente un atto d’amore. L’impronta che daremo loro a tavola, come in ogni altro campo, resterà impressa tutta la vita e ne condizionerà le scelte, le abitudini di vita, la salute.
Le mie frolline montate, ottime per una pausa golosa
Nonostante sia figlia di un medico, io non ho avuto una buona educazione alimentare, e ho dovuto cercare di rimediare alla situazione in età adulta, per non compiere con le mie figlie gli errori che sono stati compiuti con me. Già un anno fa, prima che questo argomento diventasse il tema del mese nel blogstorming, avevo espresso il mio punto di vista sull’educazione alimentare: vi invito quindi a rileggere questo post, che era nato da una riflessione sul problema sempre più diffuso dell’obesità infantile.
Oltre al problema del COSA mangiare, dell’imparare a discernere tra i cibi buoni e quelli cattivi, educazione alimentare significa per me anche imparare a stare a tavola. Riuscire ad insegnare alle mie figlie che il momento del pranzo e della cena sono preziosi momenti per stare insieme, per raccontarsi e ascoltarsi, e affrontare e risolvere, tra il primo ed il secondo, piccole questioni familiari. Per questo, dalla mia cucina è assolutamente bandita la tv, perché non ci piace vedere bambine che restano con la forchetta sospesa a mezz’aria, incantate davanti ad un cartone animato, dimentiche del pranzo e della conversazione.
Un altro aspetto secondo me riguarda il QUANTO. Io sono stata una bambina inappetente, con uno spettro alimentare ridotto a tre/quattro cose: la pasta in bianco, il pane, qualche affettato e latte e biscotti. Non voglio che le mie figlie siano così, ma allo stesso tempo desidero rispettarne i gusti e l’appetito. Vi riporto quindi quello che ho scritto nel post dedicato all’autonomia dei bambini. Autonomia è rispetto della loro individualità, anche a tavola. Attenzione: rispetto ma non anarchia! Ecco perché “Io insisto il meno possibile sulla questione cibo e appetito. La mia filosofia è che nessun bambino che avesse da mangiare è mai morto di fame, dunque se non mangia, o ha già mangiato, o mangerà in seguito. Allo stesso tempo però, cerco di stare attenta a cosa viene mangiato, e non consento che si mangi disordinatamente a qualsiasi orario. Non vuoi mangiare la pasta a pranzo? Ok, ma non avrai niente fino a merenda, caschi il mondo.”
Infine, un elemento importantissimo dell’educazione alimentare credo sia il rispetto verso il cibo in sè e per sè. Il cibo è sacro, è la nostra fonte di vita e come tale non va mai sprecato. Senza arrivare a consumare pietanze semi-avariate perchè rimaste a languire in frigo da giorni, credo sia importante insegnare ai nostri figli che se a pranzo è rimasta un po’ di pasta, questa verrà riproposta a cena, magari modificata in qualche modo per renderla più appetitosa. Lo stesso dicasi per le altre pietanze, che possono essere recuperate in ricette che arrivano ad essere migliori di quelle originali: tortini, timballi etc sono una festa per gli occhi e per la pancia. 
Se nella nostra cucina, e nei nostri piatti, si producono costantemente avanzi, forse è il caso di rivedere le quantità. E’ inutile cucinare quantità esagerate se regolarmente non vengono consumate, e servire ai bambini porzioni troppo abbondanti ha il solo risultato di scoraggiarli, facendoli desistere a metà dell’opera e lasciando sul campo una mezza porzione pasticciata che nessuno si offrirà di terminare. Se cuciniamo solo le quantità che realisticamente mangeremo, avremo meno avanzi da gestire e risparmieremo sicuramente qualcosina.
E voi, come vi ponete di fronte all’educazione alimentare?
Con questo post, partecipo al blogstorming di Genitoricrescono.

5 pensieri riguardo “Educare a mangiare. Blogstorming”

  1. bè, si saltano anche perché non siamo in quella situazione, o perché un mese non basta nemmeno per pensarci, all'argomento… quasi quasi chiedo che lo annuncino in anticipo, così ci prepariamo!Un'altra cosa: non trovo niente di scandaloso nei panini prepronti congelati, io conservo così gli omogeneizzati fatti in casa! Mica perdono niente…

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