Home Decor e libri

Se mi chiedessero di definire qual è il mio stile in tema di decorazione e arredamento sarei in leggera difficoltà. Cresciuta in una casa arredata con pezzi antichi di pregio, ai quali i bambini dovevano prestare molta attenzione, ho sempre guardato ai cottage inglesi come la giusta espressione di uno stile che fosse antico ma confortevole: tavoli dallo spesso piano di legno, sedie allegramente scricchiolanti, letti con coltri simili a nuvole, piatti spaiati in bella mostra e tessuti quadrettati mescolati a quelli a fiori.
Quando è stato il momento di arredare il mio nido, niente di ciò che trovavo nei negozi di antiquariato e nei mercatini della mia città mi soddisfaceva appieno: pezzi troppo pomposi, troppo cari, senza carattere.
Insomma, per farvela breve, io e mio marito siamo partiti per una fiera dell’antiquariato nel sud dell’Inghilterra, e i mobili che ci piacevano siamo andati a sceglierceli “alla fonte”!
Se vi state chiedendo se siamo dei ricchi signori che abitano un’immensa villa dalle pareti affrescate, rassicuratevi: in quella fiera i pezzi antichi ai quali abbiamo rivolto la nostra attenzione, anche sommando il costo della spedizione fino alla nostra soleggiata isoletta, ci sono costati infinitamente meno che varcare la soglia di un antiquario!
Negli ultimi anni poi ho sviluppato una passione per i paesaggi, le case e l’arredamento della Provenza; ed ecco che in casa nostra hanno fatto ingresso tavolo, sedie e scrittoio in stile provenzale, che ho rimesso a nuovo io ridipingendoli di un bianco shabby.
Unendo tutto ciò, ne viene fuori uno stile che non è country, non è francese, non è shabby chic, o meglio non è soltanto uno di questi ma l’insieme di tutti e tre: è il mio stile, che ovviamente non ha un nome.
Per capire un po’ di più cosa attrae la mia attenzione, vi consiglio un paio di libri che mi piacciono moltissimo e che, diversi tra loro per impostazione e contenuti, mi sono grande fonte d’ispirazione.

Il primo si intitola Perfect English Cottage, un libro il cui nome dice tutto su quale sia il cuore dell’opera: esempi di cottage veri, realmente abitati, con i loro pregi e difetti ed uno stile tutto particolare, bucolico, idilliaco, fatto di accostamenti talvolta così stridenti… da essere perfetti.

Il secondo, invece, è The French Country House, un libro con un’impostazione completamente differente, nel quale troverete immagini di bellissime magioni storiche francesi, immerse nella campagna ma non per questo meno grandiose. Case eleganti e ricche come musei, certamente non alla portata del lettore comune, ma comunque ricche di spunti che possono essere applicati nelle nostre scelte di decorazione.

Se siete alla ricerca di idee, o avete anche solo voglia di sognare, vi consiglio entrambi i libri!

Ciambellone semplicissimo per il the

Volete un ciambellone semplice semplice, veloce da fare e di sicura riuscita?
Ecco
una ricetta testata qualche giorno fa, quando ero alla ricerca di una
nuova torta da aggiungere al mio mini elenco dei “dolci velocissimi”, quelli da
fare in cinque minuti e da dare alle bambine per la merenda del mattino a scuola e del pomeriggio a casa. 
E’ una ricetta che mi ha dato grande soddisfazione: che goduria inzuppare queste fette tenerissime nel the bollente!
Ve la ripropongo direttamente dal sito
da cui l’ho presa, il bel blog di cucina “Labna”, che vi invito a
visitare per vedere dosi e modalità di preparazione, e scoprire tante ricette interessanti, non solo della tradizione italiana. E vedere anche qualche
foto migliore della mia!!

E adesso… mettete il bollitore sul fuoco e tirate fuori la scatola dei the, per accompagnare questo dolce soffice e delicato, in una parola perfetto!

Piattaia di recupero per la cucina

N.B. pupazzetti di vario tipo aggiunti dalle nane a scopo decorativo…

Oggi vi mostro il primo lavoro di restauro del 2013, che è andato a finire su una parete della mia cucina: una vecchia alzata di credenza che ho acquistato ad un prezzo simbolico e completamente rimesso a posto. Questo lavoro mi ha fatta penare non poco e il risultato è tutt’altro che perfetto; ma si integra bene con la mia cucina country e il colpo d’occhio non è male. Se tra qualche tempo troverò una soluzione migliore, rimpiazzerò questa senza troppi rimpianti, ma per il momento me la godo per la sua praticità.

Come dicevo, è stato un lavoro più complesso del previsto; in primo luogo perchè il mobile mi è stato consegnato pesantemente danneggiato: un lato era completamente spaccato, e dopo diversi tentativi e consulti ho dovuto segare via una parte dei piedi, che peraltro avrebbero avuto solo una funzione decorativa in quanto l’alzata era da appendere al muro e non da poggiare ad una base di credenza.

In secondo luogo, la tavola che costituiva la schiena era a dir poco marcia e si sfaldava solo a toccarla: schioda leviga sostituisci il legno era una fase che non avevo preventivato.

Terzo, la vernice non voleva proprio saperne di prendere: sverniciare, levigare e dare un primer non pareva sufficiente…. ho dovuto dare 5 mani di vernice per ottenere un risultato dignitoso!

Una volta terminato il restauro ed appesa l’ho riempita con quel caos organizzato che è un po’ la mia firma: barattoli etichettati, libri di cucina, vassoi e qualche altro oggetto utile da tenere a portata di mano.

Ecco un dettaglio dei barattoli, in fila sul ripiano più alto

Ed infine il dettaglio delle etichette, che ho fatto realizzare da un amico di mio marito che ha uno studio di grafica (sono stampate su una carta apposita che può andare anche in lavastoviglie), portandogli il disegno di come dovevano essere, linea per linea, sfumatura per sfumatura… mi ha presa in giro per un pomeriggio per la maniacalità!
Però, abbiate pazienza, potevano le mie etichette non essere del giusto punto di azzurro, e con il giusto font un po’ vintage??

Choc chip cookies

E’ da anni che cerco di rifare in casa quei meravigliosi cookies con pezzetti di cioccolato che compro sempre a Brighton, da Ben’s Cookies, ma niente da fare: troppo molli, troppo croccanti, troppo “spatasciati”, troppo grossi… insomma, ogni volta c’è qualcosa che non mi convince.
Oggi, forse, sono riuscita nell’impresa di riprodurre un qualcosa che ha il sapore delle mie vacanze estive dai cieli velati, dei gabbiani che strillano sulle Lanes chiamando i turisti, del sacchetto di carta con il cookie dentro che diventava rovente e dovevi farlo saltare da una mano all’altra, mentre per la golosità già iniziavi ad addentare quell’impasto paradisiaco dalla temperatura… infernale.

La ricetta è nata da un collage di altre ricette scovate qua e là nella rete, modificando di volta in volta ingredienti e proporzioni per avvicinarmi al risultato desiderato, quindi ve la passo come se fosse una “mia” ricetta.

per c.a. 25 cookies:

125 gr di burro morbido; 100 gr di zucchero bianco; 50 gr di zucchero di canna, 2 uova medie; 180 gr di cornflakes polverizzati nel mixer; 200 gr di farina 00; 1 pizzico di sale, 1/2 bustina di lievito per dolci, una ounta di bicarbonato, 150 gr di cioccolato fondente, per metà grattugiato e per metà in pezzetti o gocce; 1 fialetta di estratto di vaniglia

Montare il burro e lo zucchero bianco e solo quando sarà spumoso aggiungere quello di canna; continuando a mescolare aggiungere le uova, la vaniglia e il sale, poi la farina miscelata con il bicarbonato e il lievito.
Quando l’impasto sarà omogeneo versare il fiocchi di mais polverizzati e il cioccolato grattugiato e da ultimo quello in gocce.

Formare delle palline da mettere sulla teglia rivestita di carta da forno molto ben distanziate; infatti in cottura la pallina si abbassa e si allarga progressivamente, assumendo la caratteristica forma a disco del cookie.

Sarà quindi necessario fare più infornate (200°, 10 minuti) per utilizzare tutto l’impasto.

E adesso, pronti per una merenda golosa!