Piattaia di recupero per la cucina

N.B. pupazzetti di vario tipo aggiunti dalle nane a scopo decorativo…

Oggi vi mostro il primo lavoro di restauro del 2013, che è andato a finire su una parete della mia cucina: una vecchia alzata di credenza che ho acquistato ad un prezzo simbolico e completamente rimesso a posto. Questo lavoro mi ha fatta penare non poco e il risultato è tutt’altro che perfetto; ma si integra bene con la mia cucina country e il colpo d’occhio non è male. Se tra qualche tempo troverò una soluzione migliore, rimpiazzerò questa senza troppi rimpianti, ma per il momento me la godo per la sua praticità.

Come dicevo, è stato un lavoro più complesso del previsto; in primo luogo perchè il mobile mi è stato consegnato pesantemente danneggiato: un lato era completamente spaccato, e dopo diversi tentativi e consulti ho dovuto segare via una parte dei piedi, che peraltro avrebbero avuto solo una funzione decorativa in quanto l’alzata era da appendere al muro e non da poggiare ad una base di credenza.

In secondo luogo, la tavola che costituiva la schiena era a dir poco marcia e si sfaldava solo a toccarla: schioda leviga sostituisci il legno era una fase che non avevo preventivato.

Terzo, la vernice non voleva proprio saperne di prendere: sverniciare, levigare e dare un primer non pareva sufficiente…. ho dovuto dare 5 mani di vernice per ottenere un risultato dignitoso!

Una volta terminato il restauro ed appesa l’ho riempita con quel caos organizzato che è un po’ la mia firma: barattoli etichettati, libri di cucina, vassoi e qualche altro oggetto utile da tenere a portata di mano.

Ecco un dettaglio dei barattoli, in fila sul ripiano più alto

Ed infine il dettaglio delle etichette, che ho fatto realizzare da un amico di mio marito che ha uno studio di grafica (sono stampate su una carta apposita che può andare anche in lavastoviglie), portandogli il disegno di come dovevano essere, linea per linea, sfumatura per sfumatura… mi ha presa in giro per un pomeriggio per la maniacalità!
Però, abbiate pazienza, potevano le mie etichette non essere del giusto punto di azzurro, e con il giusto font un po’ vintage??

4 pensieri riguardo “Piattaia di recupero per la cucina”

  1. Adoro la piattera, immagino il lavoro che hai dovuto metterci, a vederla così ha cmq il suo fascino. Quando avrò casa mia vorrei averne una anche io 🙂 chissà che non la erediti dai miei nonni!!Concordo anche sulle etichette, molto carine 🙂

  2. @Silvia: è una carta speciale che è leggermente plastificata ma al tatto non fa il brutto effetto della plastica, e poi la colla retrostante è bella resistente, così puoi lavare i barattoli senza timore di ritrovare le etichette in tutta la lavastoviglie!@Gio, Grazie, mi fa piacere leggerti! Certo che un pezzo ereditato ha tutto un altro sapore, incrocio le dita per te!@ Lindsey: thank you dear! my kitchen looks way happier now!

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