L’insostenibile leggerezza dei bambini in vacanza

Continua la serie di articoli su L’Unione Sarda firmati da Mammadilettante.
Oggi ho fatto una riflessione su come, in trent’anni, le estati dei bambini sono cambiate. Le mie erano interminabili, lente, assaporate minuto per minuto. La sorte, benevolmente, mi ha dato una mamma insegnante, che era in vacanza quando lo ero io. I tempi sono radicalmente diversi oggi, e tra le vacanze di bambini e quelle degli adulti c’è spesso uno scollamento di numerose settimane.
Mi piacerebbe poter regalare alle nane un’estate lenta, perchè sono convinta che l’assenza di impegni sia per i bambini uno stimolo preziosissimo a sviluppare inventiva e fantasia, una parentesi per guardarsi dentro, scoprire nuovi interessi, maturare. 

Quello della lentezza non è per me un tema nuovo, ne avevo già parlato qui e anche qui, se vi va di rileggere qualcosa.
Come sempre, aspetto i vostri commenti. Come vivete la lunga estate dei vostri figli?

Il primo pianto del bambino: il mio articolo su L’Unione Sarda del 19 giugno

Ecco il mio articolo per le pagine Extra de L’Unione Sarda di ieri: un ricordo di come il primo pianto di mia figlia mi ha fatto realizzare, tutto in una volta, che ero diventata madre.
Le pagine per le quali ho scritto negli ultimi 4 mercoledì adesso vanno in vacanza, quindi nei prossimi giorni ricomincerò con i post “classici” sul blog, felice di essermi goduta per 4 volte l’emozione di vedere la mia firma sul giornale.

L’importanza di far dormire i nani… il mio articolo su L’Unione Sarda

Per tutti quelli che, troppo lontani per poter acquistare il nostro quotidiano L’Unione Sarda, vogliono comunque leggere il mio articolo di mercoledì scorso, accludo lo stamp qui sotto.
Si tratta di un breve commento, in chiave ironica, sull’importanza di far dormire i nostri figli, per il benessere psicofisico loro e anche nostro. La mia nana n.1 ha avuto un inizio molto travagliato in materia di sonno, perciò sull’argomento noi siamo molto sensibili!
Come sempre, i vostri commenti mi sono molto graditi, positivi o negativi che siano.

Ringrazio ancora una volta la giornalista Francesca Figus, per avermi offerto questa opportunità sulle pagine Extra del giornale, che è andata oltre ogni mia aspettativa

Ghirlanda primaverile

questa è la ghirlanda che la scorsa settimana ho realizzato in tutta fretta per adornare la porta d’ingresso in occasione della Comunione della nana grande.

L’ho creata interamente con materiali che avevo già in casa, per cui il suo costo è pari a zero.
Occorrente:

1 sagoma per ghirlande in polistirolo, repribile per c.a. 1€ nei negozi di hobbystica;
1 striscia lunga cm 150 di tessuto di organza di cotone lilla (o del colore che preferite), stretto una decina di cm;
1 striscia lunga 30 cm di plumetis di cotone, sempre lilla (i due tessuti sono ciò che mi è avanzato dal confezionamento di un abitino estivo d bambina);
fiori di stoffa,
nastri in tinta o a contrasto.

Avvolgere il tessuto più lungo intorno alla ghirlanda, sovrapponendo leggermente gli strati ed evitando che i bordi non rifiniti siano visibili con qualche sfilacciatura. Per far questo, puntate sul retro della ghirlanda con qualche spillo, in modo da tenere il tessuto nella posizione desiderata.
Attorno alla ghirlanda così rivestita, avvolgete un nastro di raso girandolo nel verso opposto a quello seguito per rivestire con la stoffa, in modo da creare un effetto di strati che si incrociano.
Con la striscia di tessuto più corta, create un fiocco, piegando e sovrapponendo il tessuto sempre in modo da non far vedere i bordi al vivo. Appuntatelo con due spilli nascosti sul centro della ghirlanda, in basso.

Create un mazzolino legando tra loro con un cordino dei fiori di stoffa, in tinta o a contrasto, anche diversi tra loro. Sempre con spilli nascosti, appuntatelo di lato, verso il centro superiore.
Infine con un pezzetto di nastro da 15 cm create un laccetto per appendere, usando sempre la tecnica degli spillini nascosti.

Voilà, 5 minuti di lavoro per un gradevole risultato! E quando vi stuferà, potrete smontarla e recuperare tutti i materiali.
Che ne dite, vi piace il risultato?

Mammadilettante sulla carta stampata

Succede che un giorno una giornalista giovane e capace ti chiede di scrivere un breve pezzo di commento per il principale quotidiano della tua regione, l’Unione Sarda, in virtù della tua qualifica di “blogger”, che mai come in questo periodo è stata immeritata (lo so, sono molto negligente nell’aggiornare il blog!).
Succede che tu lo scrivi, e cerchi di condensare in milleseicentobattutespaziinclusi perchè a 26 anni appena compiuti hai scelto di indossare l’abito bianco e incontrare davanti all’altare il tuo fidanzato neo-trentenne.
Eccolo qui, per voi, direttamente dalla pagina del quotidiano.

Succede che forse il pezzo è piaciuto, chissà, forse la giornalista Francesca Figus ci ha visto qualcosa, fatto sta che ti chiede di scrivere ancora per le pagine Extra del quotidiano, in edicola il mercoledì.
E come se tutto questo non fosse già abbastanza per far girare la testa, succede pure che il secondo pezzo sia un estratto del mio post sulla pinkification, che potete leggere qui. Un tema che, se non si fosse capito, mi sta molto a cuore visto che sono mamma di due bambine, alle quali la pinkification sembra riservare solo i ruoli tradizionali legati all’accudimento oppure quelli legati al mondo dello spettacolo. Come a dire: o fai la mamma, oppure la ballerina.
L’articolo di oggi potete vederlo qui sotto, oppure consultare l’edizione online o cartacea per le pagine complete.