Crescere i bambini con la Comunicazione Nonviolenta

Qualche tempo fa sul blog Nella mia soffitta è stata pubblicata una bellissima recensione di Crescere i bambini con la comunicazione non violenta, un libretto di Marshall Rosenberg che ho subito provveduto ad acquistare, conquistata dal post e dalla discussione costruttiva e stimolante che è nata nei commenti.   
Questo libro ha avuto su di me un effetto rassicurante; nella conclusione infatti l’autore ricorda ai genitori che è inutile, oltre che dannoso, cercare di tendere sempre alla perfezione. Poiché siamo umani, e come tali imperfetti, non possiamo che portarci dietro questo tratto distintivo, dunque prima scendiamo a patti con esso, prima staremo meglio. A partire da questa conclusione, possiamo cercare di reimpostare la comunicazione coi nostri figli su nuove basi, seguendo un’idea che non è nuova, ma era propugnata da Maria Montessori circa un secolo fa: quella per la quale i bambini sono prima di tutto persone, a tutto tondo. Hanno pensieri, e bisogni ed esigenze, che talvolta noi siamo portati ad ignorare o quantomeno a sottovalutare perché, hey, gli adulti siamo noi! Quelli che sanno cos’è giusto e cos’è sbagliato per loro, quelli della responsabilità educativa, dell’impartire le regole. Tutto vero, se non per il dettaglio che non necessariamente questo deve avvenire in un contesto unilaterale, del “si fa come dico io”. Perché non proviamo ad ascoltare i nostri bambini per capire davvero cosa passa loro per la testa? Perché non proviamo a chiedere loro le cose anziché imporgliele? Se li consideriamo in una posizione di pari dignità rispetto a noi, perché non chiedergli di fare o non fare qualcosa, spiegando loro come ci sentiamo rispetto ad essa,  e come la loro azione potrebbe meglio contribuire al bene comune? E’ quello che faremmo con un adulto, compagno o collega, per suscitare in lui il desiderio di cooperare. Non si tratta di supplicare i nostri figli, abdicando al ruolo di guida del genitore, ma di cercare di far interiorizzare loro le regole con le dovute spiegazioni, in modo che poi siano loro stessi, senza bisogno di minacciarli di una punizione o promettere una ricompensa, a volerle rispettare.
Ho sempre creduto nell’utilità di responsabilizzare i bambini, in maniera consona alla loro età ed alle possibilità intellettive e di azione, tanto che già da prima di leggere questo libro ho sempre richiesto loro ad esempio di rendersi utili in casa con piccoli gesti e prendersi cura degli animali domestici; quello su cui questo libro mi ha stimolata è un cambiamento nei modi di chiedere e comunicare. Cambiamento che non è solo formale ma comporta necessariamente rivedere l’importanza che do alle opinioni e sensazioni delle nane.
Ammetto che a volte sia stancante dover chiedere le cose calibrando ogni parola, modificando i toni, capovolgendo i punti di vista abituali… ci vuole un sacco di tempo anche solo per esprimere un concetto banale tipo: accidenti, metti quella dannata tazza nella lavastoviglie!
Ma ho anche visto quanto le nane abbiamo mostrato maggiore comprensione verso le mie esigenze, e si siano sentite trattate da grandi, cosa che le ha gratificate molto.
Penso quindi che questo libro offra una preziosa opportunità di crescita e di creazione di un ambiente familiare più sereno, e che valga la pena di provare a seguirne i consigli. E quando, inevitabilmente sbagliamo? Rosenberg è lì, pronto a dirci che è inutile flagellarci coi sensi di colpa, bisogna accettare anche i nostri errori e presentarli ai nostri figli come tali. Loro sapranno capire.
 

4 pensieri riguardo “Crescere i bambini con la Comunicazione Nonviolenta”

  1. …e sopratutto, scusarsi aiuta!Sono così contenta che anche mio marito l'abbia capito… la piccola è l'unica persona al mondo capace di farlo scusare! Ah, le figlie femmine…Me lo segno tra i libri da leggere.

  2. senz'altro Silvia, mi pare che ne avessimo anche già parlato… io non credo nell'infallibilità del genitore e penso che saper chiedere scusa ai propri piccoli sia per loro un esempio importantissimo di umiltà e umanità

  3. Condivido perfettamente.INoltre i bambini imparano per imitazione e se mostriamo loro una maniera rispettosa e 'accogliente' di rivolgerci all'altro, la assimileranno. Divverrà un tratto della loro personalità.Questo permetterà loro di avere una vita sociale e affettiva intensa e profonda, che arricchirà la loro esistenza.Che bel regalo per i nostri figli!

  4. belle parole Ste, che condivido anch'io. L'esempio è l'arma più potente a nostra disposizione, eppure tendiamo a dimenticarcene, in buona fede, perchè siamo presi da mille cose.

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