Capita solo a me? Solidarietà genitoriale

Oggi su genitoricrescono ho letto un post esilarante di Serena (perdonami, sto ancora ridendo…), in cui lei racconta di come trepidante abbia preparato una super colazione per i suoi pargoli, immaginando scene da Mulino Bianco in cui loro la guardano adoranti, felicissimi della novità, e i pargoli per tutta risposta l’abbiano disdegnata, quasi schifata, preferendo le solite cose che mangiano tutti i giorni.
Serena si chiede: ma capita solo a me? No cara, non capita solo a te, anche io mi sento una frana, un giorno sì e l’altro pure. Mal comune mezzo gaudio? Forse.
E allora diciamolo, raccontiamolo, condividiamolo, come suggerito dall’hashtag #capitasoloame, così ci sentiremo tutte un po’ meno frane, un po’ meno frustrate dall’essere mille miglia lontane dalla Mamma del Mulino Bianco. Quella perfetta, che alle 7 del mattino c’ha la tavola apparecchiata che manco a Natale. Quella con la messa in piega, il grembiulino inamidato, il rossetto abbinato alle scarpe e in pendant con gli orecchini. Sì, proprio lei, la più odiata dalle italiane. Perché, diciamoci la verità, fissa gli standard materni un po’ troppo in alto, nessuna può reggere il confronto con lei. E infatti, vi dico un segreto, non esiste. E, se per quello, non esistono manco i suoi figli.
Quelli già pettinati alle 7 del mattino, lei con abitino a balze, lui in cravatta e gilè per andare a scuola. Scommetto che nella vita reale uno vestito così appena entra nel cortile della scuola i bulletti di turno lo menano. E io sto dalla loro parte.
Quei figli lì naturalmente hanno fatto tutti i compiti con una settimana d’anticipo, si lavano dietro le orecchie spontaneamente, e non lasciano mai i vestiti sporchi sul pavimento. Del salotto. Quando sta per venire a trovarti tua suocera. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale…
Quei figli lì, soprattutto, sono sempre in sintonia cronometrica con la loro madre: perfetti loro, perfetta lei. Una noia mortale.
Le mie figlie sì, loro sì che non mi fanno annoiare! Come quella volta, per esempio, che sono tornata esausta dall’ufficio quasi all’ora di cena. Ma in quella mezzora di tempo prima di sederci a tavola volevo regalare alle nane del “tempo di qualità”. Genio chi ha inventato questa espressione.
– ho pensato una cosa bellissima da realizzare insieme! – attacco con la vocetta della Mammadelmulinobianco. Perchè lei ha una voce flautata, che non sale mai di un’ottava di troppo. Non come la mia normale, che quando mi fanno arrabbiare sembro uscita da L’Esorcista.
– evviva, evviva! cosa facciamo? – rispondono loro festanti, subito sulla mia lunghezza d’onda. Sono galvanizzata. E’ proprio uno di quei momenti che ti risarciscono di una giornata passata in ufficio in mezzo alle scartoffie. Nella mia testa parte anche una musica soave in sottofondo.
– adesso prepariamo delle piccole mangiatoie per gli uccellini del giardino, che in inverno non trovano più cibo! – Spiego con entusiasmo. Sono fiera della mia trovata: sono proprio una mamma eco, bio, creativa e amica degli animali. Pure un po’ montessoriana, và.
– facciamo fondere del burro, poi lo versiamo in questi stampini monodose per muffin, poi ci versiamo sopra dei semini e facciamo solidificare queste tortine in frigo. Dopo le appendiamo con uno spago agli alberi, e così gli uccellini verranno a beccare i semini e non patiranno la fame durante l’inverno. Che ve ne pare? – Sorrido a trentadue denti.
Solo che la sperata reazione non arriva. Niente saltelli gioiosi, proclami tipo “mamma, sei la migliore!”, niente di niente. Mi fissano come la mucca che guarda passare il treno, indifferenti.
Ci sono circa dieci secondi di silenzioso imbarazzo, poi la grande mi fa:
– mamma, e se invece guardassimo la tele? – mettendo fine ai miei sogni di aspirante Mammadelmulinobianco. Sono sempre, e ancora, Mammadilettante.
Sempre io, nella mia imperfezione, nei capelli scarmigliati dopo otto ore d’ufficio, frana come poche. Ma in questo luogo meraviglioso che è il web ho scoperto che non #capitasoloame, di essere una frana. C’è tutto un mondo di persone vere, realmente esistenti, con pregi e difetti e aspettative. Perché, in fondo, il punto sono sempre le nostre aspettative: troppo alte verso noi stesse, troppo alte a volte verso i nostri figli. Che a volte son riottosi e non si entusiasmano per le cose per cui secondo noi si dovrebbero entusiasmare. Forse perchè non sono come i bambini delle pubblicità. Per fortuna.

9 pensieri riguardo “Capita solo a me? Solidarietà genitoriale”

  1. milioni di volte mi sarà successo di pensare a cose stimolanti da fare insieme a loro (pensando a 'sto benedetto tempo di qualità!), idee ad altissimo (troppo!) potenziale creativo/espressivo/ludico…trasformare, creare, inventare… e trovarmi davanti due facce come dici tu "da mucca che guarda passare il treno"! e la contro proposta era tipo "giochiamo con le macchinine?" o, meglio, "lanciamo le rane sul soffitto e vediamo quando si staccano?". e ti dirò una cosa…a volte è stato pure bello passare il tempo solo a guardare le rane che cadevano giù…nell'inedia più totale! la mamma del mulino bianco deve essere molto stressata…

  2. @ Piky: appunto, il (maledetto) tempo di qualità, che come ti ho scritto sul tuo blog, è una trappole per mamme. Continuate tranquillamente a cercare i ragni, se questo fa felice il tuo piccolo!@ Serena: forse le idee ad altissimo potenziale creativo fanno più felici noi di loro, a volte mi sembra sia così, magari se alle nane, come mi ha detto un'amica su fb, avessi proposto di mettere lo smalto glitterato sulle unghie, sarebbero state felicissime anzichè rimanere indifferenti!

  3. uhu… noi l'abbiamo fatta la mangiatoia eco e bio, con la scatola del latte e i semini. mai e ripeto MAI un uccellino è venuto a mangiarci! i semi sono muffiti per la noia e quella mangiatoia tristanzuola è finita nel secchio. credimi, alla fine ti è andata meglio… meglio una piccola delusione oggi che un bidone da un passerotto domani!! 😛

  4. Eheheh! almeno tu ti confronti con la mamma del mulino bianco che non esiste. Cosa devo dire io, che mi confronto con bambini che sembrano usciti dalla rivista "Il bimbo modello"? vivo in germania e sono arrivata alla conclusione che i bambini tedeschi non esistono: sono adulti in miniatura, e non sono dotati di lacrime.Mah! 🙂

  5. @Francesca Rossi: da noi i semini son spariti subito, ma non siamo mai riuscite ad avvistare gli uccellini…quindi l'esperimento può considerarsi fallito!@Morna: per me il massimo affronto è quando mi scapicollo a preparare qualcosa di succulento e loro mi dicono che è migliore la versione che prepara la nonna, ovvero mia mamma, che notoriamente cucina malissimo!@Rachele: questo è uno spunto veramente interessante, mi fa pensare che allora siamo noi italiani a rendere i nostri figli così, attraverso il modo di educarli e di approcciarci a loro. Ricordo da bambina, andando in Inghilterra, che mia mamma diceva sempre: quando per strada si sentono bambini che urlano e si comportano male, puoi star certo che sono italiani!

  6. @Mamma Avvocato: c'è ancora una forte retorica anni '50; la donna esteticamente curatissima, devota solo alla casa, angelo del focolare… non so se hai presenti quelle pubblicità americane dell'epoca, cui secondo me il Mulino attinge(va)a piene mani!

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