Di nani pentiti e riflessivi

Festicciola in casa di amici. Nella baraonda, la nana piccola adocchia un set di smalti per unghie per bambine, di quelli che vanno via con l’acqua. Per chi non avesse letto il mio blog prima di oggi, una di quelle cose che per me simboleggiano la pinkification (ma guardate anche qui e qui), sotto l’aspetto di una sessualizzazione precoce delle bambine. Un giocattolo quindi che io osteggio, e che le mie figlie, ovviamente, bramano. E’ una specie di legge naturale: proibisci e accrescerai l’interesse.
La nana piccola, morbosamente attratta dall’oggetto, chiede alla proprietaria treenne il permesso di portarsi via la boccetta. Lei acconsente, non pienamente consapevole della portata delle sue parole, e così mia figlia se la mette in tasca, di nascosto da me e dalla mamma di Costanza, con la scusa del “me l’ha regalato!”.
Io non mi accorgo di niente fino al momento della buonanotte che, chissà perché, a casa mia è sempre foriero di riflessioni filosofiche infantili. Poi noto una faccia contrita, uno sguardo sfuggente, una lacrimuccia che tremola all’angolo dell’occhio, e una manina che mi attira a sé e mi dice:
– ho fatto una cosa brutta. Ma poi il riflettimento del mio cervello mi ha fatto capire che ho sbagliato-
Trattengo il fiato per non scoppiare a ridere, sfottendo per la sua poca padronanza dell’italiano la piccola rea confessa. La manina si apre rivelando la boccetta incriminata.
– l’ho presa lo stesso anche se non avevo il permesso dei grandi. Poi ci ho pensato, e lo so che non si fa. Mi sgridi, vero? –
A questo punto mi si aprono davanti più strade:
a) sgridarla per l’indebita appropriazione e per la circonvenzione di nana piccolissima;
b) abbracciarla e dirle che le voglio bene, ma che il maltolto va comunque reso alla legittima proprietaria;
c) dirle che non fa niente, tanto non è una cosa di valore, sicuramente Costanza ne avrà molti altri.

Io ho scelto la b), che la c non la voglio nemmeno prendere in considerazione, parendomi un pessimo messaggio educativo, e pure la a) mi è sembrata inappropriata, un po’ miope. Perché se uno è pentito, per me ha già trovato la sua punizione, che consiste nel malessere che si prova quando si capisce di aver compiuto un atto sbagliato. Perché la verità, e il coraggio di dirla, per me vanno sempre premiati. Mettiamo che avessi trovato la boccetta la mattina dopo; mia figlia mi avrebbe potuto dire che la mamma di Costanza le aveva dato il permesso di prenderla, e io non mi sarei resa conto di ciò che era effettivamente accaduto. Invece ha preferito correre il rischio di venire sgridata o punita, e dirmi la verità. Forse sbaglio, ma io in quel momento sono stata orgogliosa della mia quattrenne. Perché dentro di sé ha lottato contro il primo impulso, quello di sottrarre una cosa non sua e tenerla nascosta, e ha fatto vincere quei valori che faticosamente giorno per giorno cerchiamo di inculcarle. Ha fatto un piccolo passo verso la maturità, e per questo l’ho stretta forte a me e le ho detto quanto le volessi bene. Ciò non toglie che stamane lo smalto sia stato riconsegnato alla sorella della derubata, che è in classe con mia figlia.
Anche io ho imparato una piccola lezione da questo evento: che a voler essere integralisti nel portare avanti le proprie idee, per quanto teoricamente buone e giuste come io ritengo sia la mia battaglia contro la pinkification, talvolta si rischia di cadere nell’effetto paradosso, ragion per cui – a denti stretti – qualche passata di smalto rosa per bambine in futuro la concederò. Amen!

7 pensieri riguardo “Di nani pentiti e riflessivi”

  1. sono d'accordo, l'integralismo non è mai una soluzione secondo me. e poi qualche esperimento va pur lasciato fare a chi si deve ancora formare un'idea. credo che sia più facile comunicare e far capire il proprio pensiero lasciando liberi piuttosto che imponendo, se no come dicevi tu, il proibito diventa mooolto ambito!

  2. Io sono d'accordo con la tua scelta, credo che dire la verità va premiato e che se noi genitori facciamo capire ai nostri figli che possiamo comprendere anche le loro debolezze e parlarne serenamente loro avranno fiducia in noi. Sullo smalto devo dire che io la lascio a Marta mettersi lo smalto (zac!), lei lo adora. Glielo dico che non mi piace, mi vede eternamente senza smalto e con le unghie corte, ma la lascio. Le concedo quel pizzico di steriotipo femminile, lo so, ma forse non lo vedo come una "pinkification".

  3. @Serena: io sono un po' integralista nel mio approccio alle cose, quindi questo avvenimento è stato utile anche per me per riconsiderare la situazione@Silvia e @Adriana: esatto, a volte si esagera pensando di far bene… e ci si dimentica di quando eravamo noi quelle da educare. Io lo smalto lo uso spesso, anche perchè ho il brutto vizio di torturarmi le pellicine e avere le mani curate e "colorate" mi aiuta a frenare l'impulso, per cui presumo che in parte ci sia anche la voglia di imitare la mamma! Certo, ogni cosa a tempo debito, ma insomma, forse stavolta ho esagerato e mia figlia mi ha dato una piccola lezione di coraggio e buon senso

  4. Credo che tu abbia scelto la lettera giusta e fai bene ad essere orgogliosa della tua bimba.Dicendoti la verità spontaneamente,inoltre, ti ha dimostrato che ha assimilato i vistri insegnamenti e valori e li ha fatti propri…devi essere orgogliosa anche tu, del lavoro che avete fatto con lei, quindi!quanto allo smalto, qualche piccola concessione credo sia coerente con l'idea di non voler perseverare in questa imperante sessualizzazione precoce (sulla quale mi pare di essere d'accordo con te, per quel che ho letto sul tuo blog): poter mettere lo smalto per gioco, ogni tanto, significa capire che si tratta, appunto, di un gioco di ruolo con le donne adulte e non la norma per le bambine.Non so se mi sono spiegata ma non riesco aad esprimermi meglio.

  5. @Mamma Avvocato: ti sei spiegata benissimo e condivido il tuo pensiero. Sono contenta che anche tu veda positivamente il fatto che la bambina abbia saputo riflettere e rendersi conto del proprio errore in autonomia, io l'ho trovato un fatto molto importante@Adriana: sono immagini molto forti e ironiche al tempo stesso, belle! grazie per il link

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