BLS-D: Basic Life Support and Defibrillation

Un pomeriggio come tanti di un paio d’anni fa. In cucina, le nane sbocconcellano dei biscotti. Improvvisamente alla nana piccola ne va di traverso un pezzetto ed io, mentre lei tossisce convulsamente, le dico “guarda l’uccellino!” invitandola ad alzare il capo per favorire la deglutizione. L’espediente non serve e così passo alle pacchette sulla schiena, mentre lei continua a tossire e il viso le diventa sempre più rosso. Non sono preoccupata, mi pare normale amministrazione. Capita quando si mangia e ride e ci si agita sulla sedia nello stesso momento. Ad un certo punto però lei fa come un sospiro e la tosse le si interrompe. Rimane immobile, con lo sguardo perso nel vuoto. Il sangue defluisce via dal viso e la nana grande mi dice: guarda, le stanno venendo le labbra blu!. Quella frase fa come suonare un campanello nella mia testa: questa NON E’ ordinaria amministrazione. E in quel momento, è come se uscissi dal mio corpo ed iniziassi a guardare la scena da fuori: il tempo rallenta ed io mi vedo alzarmi dalla sedia, prenderla da dietro stringendola al petto, dove finiscono le costole. Ho un vago ricordo di una manovra da fare in questi casi, ma come si chiama? Forse manovra di Heimlich, ma non ho il tempo di pensarci su. Non so esattamente quale sia il punto del torace in cui praticarla, ma in quell’attimo di calma allucinata mi vedo comprimerle il diaframma due, tre, quattro volte, mentre lei è come un pupazzo tra le mie braccia. La nana grande mi fissa con gli occhi sgranati, ammutolita. Qualche secondo dopo, la piccola ha un singulto e sputa fuori il pezzo di biscotto incriminato; il suo viso riprende immediatamente colore e così, devo ammetterlo, pure il mio. Quanti minuti sono passati da quando tutto è iniziato? Non lo saprò mai, ho vissuto come in un film al rallentatore, ma ora che il pericolo è passato, che mia figlia è lì, un po’ stordita e tossicchiante, ma VIVA, tutta l’emotività e la paura, e quei pensieri che non hanno un nome ma sono il terrore di ogni madre mi assalgono all’improvviso e scoppio a piangere. Sono stata fortunata. Non sapevo esattamente cosa stavo facendo, ma la sorte mi ha aiutata a farlo nel modo giusto. Piccole differenze nel praticare la manovra avrebbero potuto risultare fatali.
Perché vi racconto tutto questo? Perché ieri il mio ente ha fatto fare ai dipendenti un corso di BLS -D, ovvero di Basic Life Support and Defibrillation (supporto di base alle funzioni vitali e defibrillazione), attraverso il quale abbiamo imparato, da laici – cioè non medici – quelle manovre che servono ad intervenire in caso di arresto cardiaco, respiratorio, e per la disostruzione delle vie aeree. Abbiamo imparato come usare in sicurezza il defibrillatore semiautomatico, strumento preziosissimo ancora poco diffuso nel nostro Paese. Purtroppo.
Ho lasciato l’ufficio che era ormai notte, dopo aver provato infinite volte il massaggio cardiaco, la manovra di Heimlich (era proprio lui!), la respirazione bocca a bocca su un apposito manichino, e mi sono portata via una nuova consapevolezza, la serenità che se di nuovo mi accadesse un evento simile a quello che già ho vissuto, o peggiore, saprei cosa devo fare per evitare il peggio e arginare la situazione in attesa dell’arrivo di soccorritori esperti.
Queste manovre sono davvero fondamentali, e se praticate immediatamente dopo l’arresto cardiaco aumentano il tasso di sopravvivenza del doppio o anche del triplo. Sapevate che dopo dieci minuti di assenza di ossigeno al cervello i danni che ne conseguono, ammesso che il paziente poi sopravviva, sono in linea di massima irreversibili? Ecco perché tutti, ma proprio tutti, dovremmo conoscere almeno le basi del BLS. Sarebbe utile ad esempio che nelle scuole i ragazzi seguissero dei corsi, così come coloro che praticano sport, affinché eventi tristissimi come quello del calciatore Piermario Morosini non abbiano a verificarsi mai più.

La catena della sopravvivenza

Vi invito a consultare i numerosi materiali presenti in rete, come questo manuale destinato agli operatori del 118. Esiste anche il sito della Italian Resuscitation Council, l’organizzazione che ha predisposto il corso che ho seguito io, ma se digitate Basic Life Support in un motore di ricerca vi appariranno molte altre risorse utili.
Non aspettiamo di trovarci nella situazione di emergenza, con l’idea che questi eventi capitino sempre agli altri, facciamoci trovare preparati, perché anche un minuto può fare la differenza!

Disclaimer: non sono un medico e ciò che riporto non vuole sostituirsi ai pareri degli esperti del settore. Racconto solo la mia esperienza di privato cittadino, come tale suscettibile di errori e imprecisioni.

7 pensieri riguardo “BLS-D: Basic Life Support and Defibrillation”

  1. Concordo sul corso. Il mio ente ce lo fece fare circa 5 anni fa ma è come se non fosse valido il corso sostenuto perchè negli anni non ci ha mai fatto fare l'aggiornamento che è obbligatorio. Ps. sai che paura…..

  2. Ciao e piacere di conoscerti sono una mamma di gemelle, mi immagino la tua paura, molto spesso con due poi, è successo che gli è andato qualcosa di traverso ma comunque non hanno mai smesso di respirare fortunatamente. Credo anch'io che sia importantissimo saper come comportarsi, infatti nel mio blog ho scritto due post relativi a questo argomento, per far sì che si abbia almeno una nozione di base. Poi se ci fosse bisogno, la paura non so se mi bloccherebbe, spero di no e che non ce ne sia mai bisogno.

  3. Finalmente mi fa commentare, maledetta connessione! Ti assicuro che sono sbiancata anch'io, e stavo solo leggendo! E mi è venuto in mente 'soffocare' di Palaniuk, anche se non è certo il mio libro preferito…

  4. @Antonella: bisognerebbe fare gli aggiornamenti annuali, spero che il mio ente non sarà negligente in materia!@Debora: il piacere è mio! Passerò sul tuo blog per conoscerti meglio e leggere i post, hai ragione, è proprio un tema fondamentale! Io credo comunque che nei momenti di emergenza il nostro corpo attivi risorse extra e ci faccia fare le cose giuste anzichè farci bloccare impietrite dal panico (almeno spero!!)@Silvia, non l'ho letto, ma a questo punto mi documenterò! Un abbraccio cara

  5. è su un tizio che soffoca apposta per farsi salvare – chi riesce a sentirsi un eroe si sente responsabile per chi è riuscito a salvare, e quindi questo tipo campa quasi solo chiedendo soldi ai suoi salvatori…

  6. Ho avuto un'esperienza simile con il nano quasi un anno fa…terrore allo stato puro e per fortuna, con un colpo secco sulla schiena, la caramella iincriminata (che stipudamente avevo lasciato che mangiasse, seppur divisa a meta', perche era carnevale e ne era circondato) e' uscita…la gente intorno o non si e' accorta di nulla o mi ha dato della pazza, dicendomi che gli "staccavo i polmoni"… Io ho risposto che almeno era vivo!!! Comunque hai ragione, questi corsi dovrebbero essere ovunque e magari pure obbligatori, come l'RC auto.Complimenti alla tua freddezza e brava!

  7. @Silvia: inquietante!un po' come quegli autolesionisti che ingoiano di tutto per finire al pronto soccorso e conquistarsi un quarto d'ora di celebrità!@Mamma Avvocato: hai fatto bene a fregartene di quello che potevano pensare gli altri, evidentemente avevano sottovalutato la situazione!

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