Yes, I can!

“Yes, I can!” sembra essere il motto della nana piccola da qualche settimana a questa parte. In pratica sta attraversando una fase di autostima estrema, in cui vuole cimentarsi in cose nuove, con la ferma convinzione di potercela fare. E ce la fa.
Ce la fa proprio perché è convinta di potercela fare, questa è l’idea che mi sono formata osservandola giorno per giorno. Non è una tautologia.
Come sabato pomeriggio: festa di una compagna della sorella al pala-ghiaccio. Bambine dai nove anni in su si affollano lungo la ringhiera, malferme sui pattini. Qualcuna, più grande e con più familiarità con il luogo, attraversa la pista quasi con disinvoltura. Ragazzi e ragazze scivolano, cadono, si rialzano ridendo e trascinandosi a vicenda sulla pista fredda e scivolosa.
La nana piccola è, come sempre, la più piccola. E’ il suo destino, forse. Troviamo un paio di pattini n. 28 e lei, per mano al papà, entra sulla pista. Li vedo al centro, il punto più tranquillo, mentre lui pazientemente le spiega quale posizione tenere per non perdere l’equilibrio. Li osservo fare qualche passo insieme, andare fino alle ringhiere e poi di nuovo verso il centro. Due, tre volte. Poi vedo che mio marito le lascia la mano e lei parte da sola, piano piano, concentratissima. Solleva lo sguardo e mi rivolge un sorriso radioso, mentre un passo dopo l’altro arriva fino da me. Pattinando. Dire che è galvanizzata non rende l’idea. Cammina, anzi pattina, ad un metro da terra. Le chiedo se vuole uscire dalla pista, se è stanca, se ha freddo, e lei mi risponde un NO scandalizzato. E’ una delle ultime a lasciare il ghiaccio, richiamata dalle pizze fumanti che stanno raggiungendo i tavoli.
Mi viene in mente di quella volta che ha voluto concludere a tutti i costi il percorso sospeso, e di come dopo fosse felice e fiera di se stessa. Mi ricordo di quando ha imparato ad andare in bici senza rotelle, della determinazione che ci ha messo, di come io la guardavo preoccupata mentre tentava di mantenere l’equilibrio e mi sforzavo di sorridere e fare finta di niente.

Mi viene in mente, ancora, di come dopo un avvio lento a scuola lei sia letteralmente fiorita e sia orgogliosa del lavoro che svolge in classe. Vederla affrontare i compiti in allegria (e rapidamente) è una gioia, sentirla raccontare delle cose meravigliose che ha imparato mi scalda il cuore. Si sente felice e gratificata nel raggiungimento dei suoi piccoli grandi obbiettivi.
Il suo entusiasmo è così contagioso da essermi di insegnamento. Ho imparato una lezione importante: bisogna crederci. Avere fiducia in se stessi è già metà del lavoro quando ci si pone un obbiettivo. Avete notato che le persone pessimiste trovano continue conferme del proprio sguardo negativo sul mondo? E che invece quelle ottimiste, al limite dell’incoscienza, spesso raggiungono i propri sogni per quanto pazzi e poco realistici potessero apparire?
Entusiasmo, determinazione, fiducia in se stessi, capacità di sbagliare con un sorriso e rimettersi in piedi senza frignare. Tutte cose che mi ha mostrato quella bassetta dai capelli lisci. Quella che ha ancora i ponfetti nelle mani.

9 pensieri riguardo “Yes, I can!”

  1. Wow!!!! Una bambina speciale che sicuramente assomiglia alla sua mamma!!Grande Giovanna, per quello che insegni alle tue bimbe, con il tuo esempio, e per le tue riflessioni!! GRAZIE per averle condivise; ho molto su cui riflettere!! Un abbraccio

  2. Mi hai fatto sorridere: avevo una compagna all'università, he si lamentava sempre… e in effetti, finiva che capitavano tutte a lei! + come se il nostro sguardo sul mondo influenzasse il modo in cui il mondo ci vede. Quante volte, se decidiamo di farci coraggio e affrontare la giornata con ottimismo, poi le cose vanno per il verso giusto? Che bello avere tanta autostima già da piccoli, fa proprio bene!

  3. @Michela:grazie a te, condividere i miei pensieri sulla maternità e gli avvenimenti che accadono, è proprio il motivo per cui è nato questo blog@Silvia: vero cara? se si parte già con l'idea che siamo sfortunati e non ce la faremo, non potremo che trovare conferma alle nostre supposizioni!@Adriana: mi fa piacere! buona giornata a te

  4. @cara Sabrina, è vero, e forse è proprio in quei momenti che dobbiamo sforzarci di crederci ancora, proprio quando sembra impossibile… perchè è dall'(apparente) impossibile che nascono le soddisfazioni più grandi

  5. Mai insegnamento fu più dolce, vero?grazie a te che lo hai scritto e alla tua bimba che ti ha ispirata perché oggi avevo proprio bisogno di leggere parole come questo e ricordarmi che ci devo credere io per prima!Piccola saggia donnina!

  6. perdona il ritardo con cui ti rispondo… spero che abbia ritrovato buonumore ed entusiasmo! E' proprio vero, dai nostri bambini abbiamo molto da imparare, basta tenere gli occhi aperti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *