Una Mammadilettante e l’educazione sessuale

Scena: domenica sera ad Hove Haven, gruppetto di bambini invitati dalla nana grande per giochi e pizza. Tre femmine ed un maschio tra gli otto e i dieci anni. Mentre affetto spicchi grondanti sugo e mozzarella, verso bicchieri di aranciata e porgo tovaglioli di carta, ascolto i loro discorsi senza partecipare.

Parlano della gravidanza, del parto. Hanno opinioni molto diverse in merito. “Il bambino esce dalla pancia della mamma!” dice il maschietto dall’alto dei suoi dieci anni. Risatine delle femmine; sguardi di traverso. L’ho capito, l’hanno bollato come quello che ne sa meno di loro. 
E loro, le saputelle, quanto ne sanno veramente? E’ da un po’ che la nana grande ha iniziato a farmi domande specifiche su tutto ciò che c’è prima della nascita, ed è giusto che sia così.
Le mie spiegazioni, più poetiche che fisiologiche, sul bambino che si sviluppa a poco a poco nella pancia della mamma – prima è grande come un fagiolino, poi come un micino, infine come un bambolotto – e quando è pronto viene fuori, non le bastano più. 
Sì, ma come ci è entrato nella pancia della mamma? Bella domanda.
E’ arrivato uno dei momenti per me più temuti di tutta la mia carriera di madre: spiegare a mia figlia la sessualità. Un argomento sul quale sono per natura molto pudica, e che trovo difficile affrontare. Non è solo questione di spiegare come funziona il corpo umano. Quello, tutto sommato, è il meno. Come si fa a spiegare come funzionano i sentimenti e l’attrazione fisica? Come si insegna il rispetto per il proprio corpo, per quello degli altri, l’importanza di saper coniugare azioni e sentimenti, di non farsi influenzare dalle pressioni del gruppo, di capire quando è bene allontanarsi dalle situazioni sgradevoli, di saper chiedere aiuto se necessario?
Ci sono una montagna di aspetti che vorrei affrontare insieme a lei, per aiutarla a crescere serena e consapevole dei propri desideri e del proprio valore; un qualcosa che mi pare vada perdendosi a causa di una mal intesa conquista, da parte delle donne, della stessa libertà sessuale concessa da sempre agli uomini. Mi terrorizzano le immagini delle baby prostitute, spesso spalleggiate dalle mamme per conquistare una borsa firmata; mi tolgono il sonno le notizie delle tredicenni che offrono prestazioni sessuali ai coetanei nei bagni della scuola, per una ricarica telefonica o anche solo per sentirsi accettate e diventare più popolari. Queste sono le donne libere e moderne?
Come madre di femmine, nell’affrontare il tema dell’educazione sessuale sento il dovere non solo di spiegare alle mie figlie parole come pubertà, concepimento, gravidanza, parto, ma anche e soprattutto di inculcare loro una consapevolezza di sè e dell’impatto che le proprie azioni possono avere sulla propria vita anche nella sfera del sesso e dei sentimenti. 
Intanto, per rispondere alle domande della nana n.1 e iniziare insieme questo viaggio in un mondo da grande, ho fatto quello che faccio sempre: comprare un libro. E’ sempre tra i libri che trovo conforto e ispirazione, un aiuto concreto per affrontare i piccoli grandi temi della mammità.
La mia scelta è caduta su questo:  Programma di educazione sessuale 7-10 anni
Un libro molto ben fatto sia per le illustrazioni, chiare e inequivocabili anche se delicate, che per le spiegazioni, semplici ma complete. Un libro che si sofferma a lungo anche sugli aspetti di tipo morale e sentimentale che mi stanno a cuore, e che non tralascia nemmeno di affrontare i problemi spinosi della pedofilia, dell’esibizionismo, delle molestie.
Mettere la testa sotto la sabbia sarebbe inutile: le statistiche ci dicono che purtroppo le probabilità che i nostri figli vivano almeno una volta nella vita un episodio in grado di turbarli sono molto alte. Meglio allora dare loro gli strumenti per comprendere cosa sta accadendo e venirne fuori il prima possibile, con l’aiuto degli adulti in cui ripongono la loro fiducia.
A questo proposito per i bambini dell’età della nana n. 2, cinque anni e dintorni, segnalo l’utilissimo e-book Qui non si tocca, messo a punto dal Consiglio d’Europa per spiegare ai più piccoli, con una favola allegra e colorata, che ci sono parti del corpo che meritano maggiore rispetto e protezione di altre, e riconoscere quindi gli abusi.

E voi avete già affrontato le domande imbarazzanti dei vostri figli in merito alla sessualità? Come avete gestito la cosa?

8 pensieri riguardo “Una Mammadilettante e l’educazione sessuale”

  1. Si,e la mia grande,di sei anni da compierea a mesi,me le pone già da quando aveva quattro anni.Non sono tanto per i giri di parole.ho sempre risposto con semplicità ma sincerità,lasciando spazio per approfondimenti futuri. le risposte di fantasia hanno sempre generato più morbosità che dato soddisfazione alla sua curiosità.

  2. I miei bambini sono veramente ancora troppo piccoli quindi ancora non ho avuto nessun accenno alla questione, ma ovviamente verrà anche il nostro turno… grazie per tuoi consigli, mi permetto di condividere il tuo post su FB – tra l'altro le tue letture sembrano decisamente migliori del "come uscire di casa e ritornarci sana e salva", libro che a mio tempo mi ha più disgustata e che altro…

  3. io ancora no, ma non lo vedo molto vicino (matteo 5 anni e pietro 3). tra l'altro il fatto che siano due maschi mi fa presumere che la parte "spinosa" se la vedranno più col padre, a me toccherà quella più poetica e filosofica, perchè credo che coi maschi a un certo punto il dialogo si chiude con la madre rispetto al tema sesso. forse verso i 10 anni? non so proprio…comunque io credo e spero che il valore ed il rispetto per il corpo, proprio e dell'altro, io glielo stia già insegnando nella vita di tutti i giorni. spero.non avevo mai pensato ad un libro per affrontare la questione, alla quale comunque ho pensato, la prossima volta in libreria ci darò uno sguardo.tienici aggiornate!

  4. @Eli: certo, hai senz'altro ragione, la questione va affrontata da entrambi i lati della barricata; è che io sto immersa in questo universo tutto di femmine e spesso le dinamiche delle interazioni coi figli maschi mi sfuggono!@Fra e Silvia: dire la verità sempre, giustissimo, e anche gradualità nel dirla, aggiungerei, perchè sono questioni delicate e ciò che posso spiegare alla ottenne non lo posso spiegare negli stessi termini alla cinquenne… non lo capirebbe e non sarebbe nemmeno interessata, per ora, a conoscerlo. A volte anche il sapere troppo prima del tempo secondo me può produrre disgusto e turbamento@Serena: probabilmente hai ragione, nel tuo caso tuo marito avrà una parte importante nel fare dei discorsi "da uomo a uomo" e a te resterà tutto l'aspetto sentimentale/etico etc da trattare

  5. Sono ancora lontana dal momento ma ne avverto già il peso, perché credo che il ruolo che abbiamo e quello che si deciderà di dire, farà la differenza e come hai detto tu non c'è solo l'aspetto pratico ma quello morale e' forse più importante. Il libro credo sia un'ottima idea di partenza, e' li, e' scritto e permette di ragionarci su. Me lo segno per i tempi che verranno.

  6. Utilissima la regola del qui non si tocca. Diciamo che per certi aspetti non avere femmine un po mi esenta da questo delicato argomento. Con i maschi la questione l'ha risolta il papà e sai….. non so ancora se è un bene o no

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