Quello che la blogger non dice

Avete presente quelle mamme perfette? Quelle che non hanno mai un capello fuori posto, un’unghia con lo smalto un po’ sbeccato, un abbigliamento un po’ sottotono? Ecco, quelle. Son certa che ognuna di voi ha almeno un’amica o conoscente così. La incontrate all’ingresso di scuola e non potete fare a meno di notare la piega fresca di parrucchiere, gli accessori perfettamente abbinati, lo sguardo fresco e luminoso. Vicine a lei vi sentite stropicciate, sciatte, inadeguate. Poi capita che vi facciano vedere le foto di casa loro, e lì subentra un vago senso di depressione: anche la casa è impeccabile quanto loro, nonostante la presenza di bambini. Ah, e i bambini? Quelli, poi, sono a dir poco perfetti: educati, rispettosi, sempre ben pettinati. Non come le mie nane, che hanno sempre qualche ciuffo cadente sugli occhi (sospiro).

Queste donne spesso sono anche blogger. 
Ci accompagnano per mano nelle loro case arredate con gusto eccelso (ma ad un costo bassissimo, precisano subito), elargiscono con grazia consigli sull’educazione dei bambini (anche se i loro, peraltro, non hanno mai manifestato nessun problema), condividono ricette di piatti riuscitissimi che hanno incantato i palati dei loro commensali. Preparati all’ultimo momento seguendo un’ispirazione improvvisa. 
Scorriamo i loro post con reverenza e ammirazione, e anche un pochino d’invidia. Come faranno?
Faranno che non è vero niente!
Faranno che, anche giustamente se vogliamo, delle loro esistenze ci mostrano solo il lato migliore, che però non è certo l’unico. Non dobbiamo prendere tutto quello che vediamo per vero.
#quellochelabloggernondice è proprio un’iniziativa lanciata dalla brava Rita di Faccio e Disfo per sentirci tutte compagne d’imperfezione. Ammettendo, semplicemente, #nonsonowonderwoman. 
Dal mio punto di vista, è una questione di priorità. Come ho già detto in uno dei miei primi post, cercare disperatamente di fare tutto, ma proprio tutto, in una malintesa aspirazione alla perfezione, non è decisamente una scelta vincente. 
Io, che sono una control freak tendenzialmente disorganizzata, una precisina casinista, una miss dieci&lode eternamente dilettante, un coacervo di contraddizioni insomma, questa regola aurea l’ho capita da tempo. 
All’inizio ne soffrivo, poi ho fatto pace con me stessa. Ora mi limito a riderci su, complice una fortunata tendenza all’autoironia che mi consente di dire, con una punta di autocompiacimento, che no, non faccio tutto. Non ci provo proprio. Pigra? Scegliete voi l’etichetta che più vi aggrada.
Al termine di una lunga giornata di lavoro, di incastri di impegni, di noiose incombenze, proprio non ci penso a mettermi a stirare, per dirne una. Magari impasterò la pizza col lievito madre (salvo poi dimenticarmi di fare qualche rinfresco), ma forse non stenderò i calzini. Perchè la mia priorità è il benessere della mia famiglia, e questo passa per prima cosa attraverso la mia salute mentale. Perciò se per avere la cucina in ordine devo diventare una pazza nevrotica, mi tengo il casino e ci rido sopra. Ripenso sempre a quello che mi disse una volta la mamma di un’amica ormai adulta, rammaricandosi di aver dedicato sempre molto tempo alla casa e poco ai figli: “i figli quando crescono non si ricordano se i vetri erano puliti o sporchi, ma si ricordano molto bene se hai giocato con loro, se ti sei seduta ad ascoltare il ripasso di scienze, se hai letto una storia prima di dormire”. 
Quindi, diffidate di quelle donne – e blogger – che si presentano come perfette, con case immacolate: o mentono o si esauriscono per ottenere quel risultato. 
Oppure, più semplicemente, nel loro blog non mostrano proprio tutto. Perchè a volte scrivere su un blog è come sostenere un colloquio di lavoro. Andiamo, chi direbbe al responsabile delle risorse umane quali sono i suoi punti deboli nella gestione del lavoro?!
Poichè io sono una blogger e no, generalmente non sono masochista, forse rientro nella categoria di chi non mostra proprio tutto. Anche se lo ripeto spesso, a chi mi dice “ma come fai a fare tutto?” che non faccio tutto. Forse nemmeno la metà. 
Ecco quindi, per chi ancora non l’avesse vista su Instagram, la foto della mia cucina in un normale giorno in cui torno di corsa a casa per una pausa pranzo di un’ora scarsa. Trovo che il cassetto aperto conferisca quel non so che di eleganza noncurante… o forse dovrei dire noncurata?
Casomai qualcuno avesse avuto il dubbio… #nonsonowonderwoman.

20 pensieri riguardo “Quello che la blogger non dice”

  1. Grazie Rita, trovo sia estremamente liberatorio mostrarsi per come si è, mantenere una facciata di perfezione è talmente snervante che prima o poi si rischia di esplodere!

  2. Ti appena scoperta,ma questo post la dice lunga 😀 ti seguirò con piacere ed interesse da mamma dilettante per due volte….ma anche se ne avessi altri mi sentirei una dilettante -_-'Un abbraccio, Simona

  3. io non rifaccio quasi mai il nostro letto, e questa è la cosa più "eclatante" ma ce ne sono 1000 altre, ma un pò di tempo fa, quando mi spaccavo il cervello sul fatto che proprio non riuscissi…ad essere perfetta, qualcuno mi ha detto che "le case dei bambini felici hanno i vetri sporchi" (detto inglese pare) e questa frase mi ha fatto riflettere tanto. anch'io penso sempre che ci ricorderà con più piacere di una casa allegra e disordinata che di una perfetta e silenziosa.

  4. @Simona: piacere di conoscerti! Anche io sono mamma due volte, ma credo che resterò comunque dilettante per sempre!@Barbara: mi sa che la cucina è la stanza che più subisce il disordine, d'altro canto non è il cuore della casa?@Serena: Anche io non riesco a rifarlo prima di andare in ufficio, anche perchè mi piace che prenda aria per bene, per cui avendo poco tempo per stare in casa al mattino (timbro alle 8), lo faccio quando torno oppure passo il turno senza troppi sensi di colpa!@Piky: quella dei ladri in casa è una battuta che mi fa spesso mio padre…

  5. io avevo delle amiche che non mi permettevano di entrare a casa loro perchè la mamma vietava loro di giocare a casa perchè altrimenti si sporcava. Dovevamo giocare fuori in cortile. In quella casa ci sono entrata diverse volte ma per quanto ordinata e perfetta mi dava l'idea di esser non vissuta e quindi morta

  6. la vita vera è questa!!Tante che hanno la casa perfetta sai come fanno?Vivono nello scantinato!Ho parenti con case perfette, mai usate, perchè? Vivono giù nello scantinato e nell'appartamento da favola ci vanno solo a dormire.

  7. Ciao…è la prima volta che leggo il tuo blog…e ci sono arrivata tramite Francesca di Passionedeco…..Grazie a entrambe per il post…è davvero snervante credere che esistano mamme e/o donne sempre perfette e in ordine…ma da tempo "sospettavo" non fosse vero niente o, per lo meno, la metà!!!!! Ne sono felice perchè anche io mi classifico volentieri nella categoria "NONSONOWONDERWOMAN". Ho un lavoro, sono mamma di due pargoletti con un terzo in arrivo e anche io, come te, ho scelto di mettere delle priorità nella mia vita…..Quindi…chissene dei pavimenti un pò sporchi, dei vetri un pò opachi, ecc ecc…Che poi nella sporcizia vera non ci viviamo mica!!!!Evviva la famiglia e chi sa prendersi in giro…..si vive decisamente meglio!!!!Lilly

  8. @bussola: hai proprio ragione, è la casa al nostro servizio, come nido e rifugio, e non dev'essere il contrario, sennò a che serve?!@Carla:il piacere è mio! e abbasso la stiratura@Antonella: io lo scantinato non ce l'ho, quindi da me il caos si vede appena varcata la soglia: noi siamo così, prendere o lasciare!@Lilly: piacere di conoscerti! E' chiaro che, essendo il blog un po' uno spazio di evasione, si cerca di presentare la vita nei suoi aspetti migliori. Chi vuole sentire lunghi post di lamentele su tutto ciò che va male? Ma quella parte c'è eccome, e rinnegarla sarebbe stupido. Auguri per il terzo cucciolo in arrivo, io ci penso spesso ma un po' mi spaventa

  9. MI sa che io sono una blogger e mamma anomala…spesso scrivo dei problemai e di ciò che non va e non riesco a fare e ogni tanto rileggo e mi accorgo che il mio blog è una sequenza di lagne e interrogativi e…cerco di rimediare con un post "positivo", per me, per ricordare!Quello che non bisogna dimenticare mai, secondo me,è che il blog è un'hobby, uno spazio per noi, non una vetrina…anche perchè, vetrina per cosa??quanto alle mamme imperfette, ne vedo tante in giro, poi sorrido e spesso nel loro sorriso di rimando vedo la mia stessa imperfezione!!!Il tuo blog a me piace tantissimo, comunque, wonder woman o dilettante disorganizzata che tu sia!

  10. @Mamma Avvocato: anche io parlo anche dei dubbi, delle giornate no, delle ansie, anzi ti dirò che se guardi il io primissimo post vedrai che il blog è nato proprio per condividere con le altre mamme questi momenti e per ironizzarci su tutte insieme, consapevoli che siamo, come dici tu, un po' tutte sulla stessa barca. Ci sono invece quelle che peccano di falsa modestia e presentano solo il bello della loro vita (e fin qui ci potrebbe pure stare, giusto per non appesantirsi), millantando anche cose che non ci sono pur di non dire: Hey, anche io ho le giornate no!Ad esempio: io ci tengo ad essere curata, mi piace vestirmi "bene", avere le mani a posto… insomma, essere presentabile. Ma non faccio un dramma, e non nego, che non sempre sono così, perchè magari non ho avuto il tempo, o la voglia, di rimettermi lo smalto o uscire coi tacchi. Pazienza!Sono o non sono una dilettante?!Un abbraccio cara, grazie per le belle parole

  11. concordo nel dire che questo post è liberatorio e l'iniziativa la trovo geniale!. Per quanto mi riguarda io invece sono con la casa del tipo "apuntodiesaurimento", nel senso che non sopporto il disordine. Lo so, è una malattia, lo considero un grave diffeto, non ti pensare, ma è più forte di me. Allora la mattina prima di uscire di casa metto tutto a posto!. araaaaaa… , quando la casa è sporca mi da fastidio, stiro tutto argggg… credimi, un karma!… ma anch'io ho imparato con il tempo a convivere in pace con me stessa… invidio le persone che possono vivere felici nel disordine, a me mi snerva… quindi metto a posto… Quando i miei bambini giocano gli lascio fare, posso vivere con la casa piena di macchinine ovunuqe (solo per qualche ora)… ma poi si mette a posto tutti insieme… è un tema questo, veramente da riflettere… ci penserò… sul resto delle cose sono un disastro, (non so se meno male)… distratta, non curata (mai una goccia di trucco, mai smalto sulle unghie, mai un tacco) anche qui, pazienza!. chi mi ama mi ama così!…intanto ti mando un abbraccio e grazie per consentirmi questo mega sfogo!!!

  12. @Adriana: ti ammiro, se riesci a mantenere la sanità mentale e contemporaneamente fare tutte queste cose in casa! Io da quando ho iniziato a lavorare a tempo pieno e quindi ho avuto molto meno tempo per sistemare casa mi sono resa conto che ne andava del mio equilibrio, per cui ho deciso che era meglio fingere di non vedere alcune cose, e pazienza se ogni volta che vengono a casa i miei genitori fanno qualche commento acido! Grazie a te per essere passata a trovarmi, ricambio l'abbraccio

  13. Ciao! ti ho scovata rimbalzando su vari blog che condividevano questa iniziativa che devo dire essere liberatoria: io non sono nemmeno mamma e tutta questa perfezione della lavoratrice-supermamma-moglieamorevole-cuocaperfetta-purebloggerfamosa mi ha sempre messo un'ansia feroce. Io uso il mio blog solo come spazio per condividere i miei lavori craft, non ho mai voluto/osato aggiungere di più perchè sono ben lungi dalla perfezione che vedo in giro. Grazie per avermi infuso un po' di coraggio 🙂

  14. @Picci: benvenuta cara!dall'alto della mia imperfezione cronica mi sento di rassicurarti sul fatto che essere multitasking spesso significa fare tante cose mettendoci una pezza, senza davvero concluderne nemmeno una… ad es. per un progetto che mostro sul blog ce ne saranno 3 o 4 abbandonati a metà! Spero di rileggerti presto, buona giornata!

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