Parental control ante litteram

Eccoci al quarto appuntamento con i miei corsivi che stanno uscendo su L’Unione Sarda, nella pagina della tv. Quello di oggi ha preso spunto da una foto custodita in un vecchio album a casa dei miei genitori. Ci siamo io e mio fratello seduti a tavola, che arrotoliamo malamente gli spaghetti intorno alla forchetta; penso che la foto sia stata scattata per immortalare il ritorno dei guerrieri nel mio primo giorno di scuola. Comunque, senza divagare, sullo sfondo della foto campeggia il vecchio televisore rosso, una specie di cubo con antenna incorporata, e dei tasti anch’essi cubici sulla destra. Ricordo bene che quando volevamo cambiare canale, pigrissimi, ingaggiavamo un testa a testa:
– dai, cambia tu – iniziava uno
– no, dai, se stavolta cambi tu io cambio alla prossima – e così via, finchè uno non perdeva la pazienza e si alzava sbuffando.
Il modestissimo cubo rosso, che trasmetteva in bianco e nero, è stato per un po’ di tempo l’unico televisore di casa, fino a quando un gigantesco tvcolor dotato di telecomando fece ingresso in salotto e lì venne collocato come un moderno totem.
Se all’ora di pranzo mia madre ben volentieri sintonizzava la tv rossa sui cartoni, altrettanto non avveniva all’ora di cena, quando i programmi per ragazzi erano terminati e la presenza di mio padre imponeva a prescindere che guardassimo il telegiornale. Alle notizie seguiva il film di prima serata, e noi eravamo comunque lì davanti allo schermo, finché non scattava l’ora di andare a letto. Non c’era l’idea che il telegiornale e certi film non fossero adatti ai bambini; soltanto qualche anno più tardi si iniziò a fare dei distinguo e sullo schermo comparvero i bollini verde-giallo-rosso.
Ma il parental control, in qualche modo, c’era.

Aspetto, come sempre, le vostre opinioni.

6 pensieri riguardo “Parental control ante litteram”

  1. Piu' o meno e' la stessa infanzia che ho vissuto io con mio fratello.All'epoca le tv compravano cartoni animati dal Giappone senza pensare che li son divisi per fasce d'eta' ma che fossero comunque tutti per bambini.Grazie a questo tutti noi nati negli anni 70 siamo cresciuti con buone dosi di cartoni piuttosto violenti, uomo tigre in primis, ma siamo tutti piu' o meno normali!:)Per il film idem, si guardava un pezzo di quello che c'era e alle 21.30 a letto!:)Solo raramente mio padre diceva che non era un film adatto a noi e ci faceva guardare altro!

  2. Anche da noi la tv cubica era rossa!!! E mi sa che le lotte con mia sorella erano le stesse pure quelle…Erano davvero altri tempi. Ma un criterio lo dobbiamo innanzitutto avere noi genitori, no?^_^ps: se ti va, da me è arrivata la Valentine Tag…

  3. @Luca: è vero i cartoni era abbastanza violenti, per fortuna che non hanno fatto danni, forse ha compensato il fatto che se ne guardava decisamente meno e che per il resto si passava un sacco di tempo con altri bambini a giocare!@Carla: chissà se era uguale! Quando i miei comprarono la tv a colori e per di più col telecomando fu una festa!

  4. Vero pero' si e' passati,secondo me da un estremo all'altro, prima c'erano cartoni animati violenti pero' i bambini venivano cmq considerati piccoli adulti ora invece si tengono troppo nella bambagia!

  5. @Luca: hai sollevato un problema molto complesso, che meriterebbe non uno ma una serie di post… è vero, stiamo super attenti a cosa guardano, cosa mangiano, non diamo loro autonomia, e spesso li facciamo crescere come piccole appendici dei genitori, incapaci di affrontare da sé il mondo. Dovremmo tutti cercare un equilibrio!

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