Ferdinando, il mostro della polvere

Eccomi qui, dopo qualche giorno caratterizzato, letteralmente, da problemi di visualizzazione.
Oggi vorrei presentarvi un nostro amico: Ferdinando, il mostro della polvere.
Ferdinando è un signore… no, un mostriciattolo, un essere alto circa un metro, una creatura mitologica  insomma, che abita sotto i letti di casa mia. Proprio sotto i letti, laddove si nascondo le paure dei bambini. Avete presente quel momento in cui si deve spegnere la luce e da sotto le coperte si alza una vocina che dice: mamma, ma se c’è qualcuno sotto il letto come faccio?
Hai voglia a spiegare che sotto il letto non c’è proprio nessuno, che nessun ladro sano di mente attenderebbe sotto le molle del materasso, spiaccicato come una sardina in scatola, che la casa piombasse nel sonno per uscire ricoperto di polvere e fare man bassa dell’argenteria. Quello è il piano razionale su cui si muovono le spiegazioni degli adulti, ed è un piano che spesso non giunge al cuore dei bambini.
Io stessa da bambina ho avuto un piccolo trauma. Merito di quella peste di mio fratello, e se oggi sta leggendo sappia che quell’episodio non l’ho dimenticato! Proprio lui con la sua faccia angelica, gli occhi azzurrissimi e il naso perfetto. Quello che oggi fa delle foto meravigliose.
Il suo divertimento preferito consisteva nel terrorizzarmi in modi sempre nuovi. Come quella volta che mi chiuse in una valigia. Che poi la serratura era rotta e ci volle circa mezzora per tirarmi fuori. Ma questa è un’altra storia. Io comunque con ascensori e catacombe oggi non vado troppo d’accordo.
Tornando a noi, io quella sera ero nel mio letto, un bel letto antico, a barca, molto alto. Utilizzavo uno sgabellino per salirci su, per cui immaginate che sotto ci fosse un sacco di spazio. E chi c’era nascosto sotto il letto? Lui, ovviamente. Attese che tutto fosse buio e silenzio e riemerse lentamente da sotto, facendo versi da mostro. Io urlai come una pazza e i miei genitori arrivarono correndo dalla loro camera da letto, spaventatissimi. L’unico che rideva era lui. Perfido.
Mia madre sostiene che ho continuato a dare una sbirciata sotto il letto prima di coricarmi fino all’università, ma questa naturalmente è una calunnia. Sono certa di avere smesso moooolto prima!
Memore di quel piccolo grande trauma, non mi sono sentita di sminuire le paure delle mie bambine.
Attorno all’idea che il sotto letto potesse essere abitato abbiamo costruito la figura di Ferdinando.
Della sua modesta statura abbiamo già parlato: Ferdinando è purtroppo irrimediabilmente basso, così basso da non poter fare paura a nessuno. E’ peloso, è vero, ma a ben guardarlo scopriamo che il suo corpo è ricoperto non di pelliccia, bensì di quella lanetta di polvere che è solita annidarsi, per l’appunto, sotto i letti. Beh, a casa mia anche in un sacco di altri posti: dietro le porte, tra la credenza e il muro, nell’intercapedine tra frigo e freezer. Occasionalmente, specie se sono attesi ospiti, alcune balle di lanetta particolarmente grandi si presentano nel corridoio. Per creare imbarazzo e suspense.
Dispetti di Ferdinando!
Ha grandi occhi grigio polvere, manco a dirlo, ed è completamente privo di denti, per cui si produce in un sorriso tutto gengive degno di un neonato.
In fondo è un buono. Anche se vive sotto i letti dei bambini, ci sta solo per proteggerli. Sta lì sotto così occupa il posto e nessun ladro, o mostro veramente pericoloso, potrà mettervisi e spaventare le mie bambine.
La notte a volte viene fuori, si siede sulla poltroncina bianca, e veglia su di loro. Questo è il suo mestiere. Infatti adesso, quando andiamo a dormire, lo salutiamo e gli auguriamo buon lavoro!
Il sotto letto non ci fa più paura, perché alla paura abbiamo dato un nome e un volto amico.

3 pensieri riguardo “Ferdinando, il mostro della polvere”

  1. Sai che ultimamente combattiamo anche noi con qualche mostro? Per ora niente di tarumatico ma spesso Leo se ne esce che in camera ci sono i mostri e che e' meglio tenere la luce accesa. Tutto sotto controllo per ora e non so se questo e' qualche strascico da asilo, ma dovro' trovare anch'io un rimedio per evitare che la situazione peggiori.

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