I bambini e la moda

Lunedì sono stata nuovamente ospite de L’Unione Sarda, stavolta nella pagina della moda, per offrire il punto di vista della mamma blogger sul rapporto tra bambini e abbigliamento firmato. I nostri figli infatti sono consapevoli del proprio aspetto fin da un’età molto verde, e ben presto iniziano a chiedere che la mamma faccia indossare loro un certo capo piuttosto che un altro. Questo è vero indubbiamente per le femminucce, ma conosco diversi maschietti che si sono dimostrati attenti al proprio look fin da piccoli.
Trovo che in linea di massima sia giusto assecondare i gusti dei propri bambini in fatto di abbigliamento: anche la moda è una via per esprimere la propria personalità, un biglietto da visita che prima ancora della stretta di mano offre al mondo un’impressione su di noi. Ben venga quindi che i nostri figli abbiano gusti ben definiti in tema di forme e colori: le inclinazioni naturali di ognuno di noi andrebbero rispettate ad ogni età. Ma c’è un ma: proprio perché ciò che indossiamo dice al mondo qualcosa di noi, è giusto che insegniamo ai nostri figli anche qualche regoletta del vestirsi: ad esempio, che le occasioni d’uso non sono tutte uguali (a scuola non ci si veste come quando si va ad una cerimonia), che i vestiti devono essere sempre puliti e in ordine (proprio stamattina ho sequestrato alla nana piccola la sua maglietta preferita, che era piena di patacche ma che lei insisteva ad indossare comunque), e che ci vuole un po’ di attenzione nell’accostare tessuti e colori. Quando la nana grande aveva un paio d’anni la lasciai per un pomeriggio in compagnia di un’anziana zia che la portò a giocare ai giardinetti, e siccome non era capace di dirle di no in alcun modo lasciò che scegliesse lei cosa indossare. La ritrovai alle sei di un pomeriggio di luglio, con 35 gradi all’ombra, vestita di uno scamiciato di velluto a coste sull’arancio e verde, con sotto maglietta a maniche corte fuxia, e per completare il look scarpine di vernice, senza calze. Perfetta per arrampicarsi sugli sterrati del parchetto, no? Un’immagine agghiacciante che continua a turbare i miei sonni.
Quando i bambini crescono poi subentra un problema diverso: quello delle marche. I nostri figli iniziano a confrontarsi con altri bambini, magari un po’ più grandi, che portano la scarpa “giusta”, la felpa logata, la borsa con il marchio bene in vista. E chiedono di poter fare altrettanto. Mia figlia, dall’alto dei suoi otto anni, sta iniziando questo percorso ed io tento di gestire la questione con equilibrio. Ne parlo qui, sul giornale.

Avete già avuto occasione di confrontarvi con i vostri figli sulla questione abbigliamento firmato? Che linea seguite nel rispondere alle loro richieste?

8 pensieri riguardo “I bambini e la moda”

  1. Anche questo,le marche, e' un argomento delicatissimo, tu riporti un episodio dei tuoi tempi, che poi sono anche i miei :),ma ora mi sembra che la situazione sia notevolmente peggiorata nel senso che ora mi sembra molto piu' raro trovare un ragazzino che indossi qualcosa di non firmato e sopratutto che tutti pretendano di essere vestiti in un certo modo da capo a piedi.Trovare il giusto equilibrio e sopratutto farlo capire ai figli e' davvero molto difficile, in bocca al lupo!:)

  2. Vista la tenera età del nano non ho ancora dovuto affrontare l'argomento, a parte per la questione Peppa Pig. Per ora, ho detto no all'acquisto, perchè il nano non aveva proprio bisogno dell'ennesima maglietta, spiegandoglielo e dicendoli che avrebbe potuto chiederla alla "prossima festa".Non so se ha colto, di sicuro però se ne è dimenticato presto.La penso come te, anche se non so se sarà brava a tener fede alle mie idee…speriamo!

  3. Greta compie, tra poco più di due settimane, 4 anni. La mattina per andare a scuola sceglie, a grandi linee, cosa mettersi. Diciamo che può optare tra gonna e pantaloni. Per lei sarebbe sempre gonna e collant. Non siamo ancora nella fase delle marche e delle firme però "lo zainetto di Peppa Pig" o "gli stivali di Hello Kitty" sa cosa sono. Io credo che sia molto importante che noi genitori, nei limiti del possibile ed evitando di vietare per vietare, si insegni l'importanza e la bellezza del diverso e dell'unico. Anche negli accostamenti, fucsia ed arancione sono perfetti. Fortunatamente Gudrun bada molto di più alla sostanza che alla marca ma purtroppo ci sono sempre le zie, le nonne …

  4. Leggendolo così su due piedi mi è venuto in mente che il problema della 'firma' è ancora a livello basso. Intendo dire che è giusto insegnare ai figli che i 'lasciapassare' non ti regalano amici veri. E che magari a otto anni sono i vestiti, ma a quindici sono le sigarette, se non peggio… e se un ragazzino non sa farsi apprezzare in altro modo, magari poi è più facile che cada in queste trappole.Scusami stasera scrivo malissimo, mi si incrociano gli occhi dal sonno! Magari poi ripasso a leggere quel che ho scritto per vedere se si capisce…ps: gli articoli inseriti così non sono leggibili dal cellulare purtroppo, per quello sono sempre in ritardo!

  5. @Luca: è vero, ormai la ricerca della marca a tutti i costi inizia ben prima di quanto cominciasse quando eravamo piccoli noi, e sicuramente è lo specchio della nostra società iper attenta non solo al look ma anche allo status symbol. Penso che dire NO a tutto sia sbagliato, ma poi in quale punto intermedio tra il no e il sì si trovi l'equilibrio… lo ignoro e sto cercando di scoprirlo!@Mamma Avvocato: iniziano a volere fin da piccoli dei capi che sono riconoscibili per la presenza dei personaggi che amano, e poi più avanti subentrano con le marche. Le mie figlie sanno comunque che in linea di massima si acquista solo ciò di cui c'è bisogno e che rientri nel nostro budget, per tutte le cose extra ci sono i compleanni, sempre che vengano comunque approvate di principio. Ovvero: un paio di scarpe da 150 euro non lo comprerei a mia figlia ottenne nemmeno per Natale!@Andrea: Vietare per vietare è stupido e porta secondo me alla reazione opposta a quella desiderata. Meglio cedere su qualcosa e resistere su qualcos'altro. Tua moglie è una persona di grande buon senso e sono certa che trovi sempre il mix giusto!@Silvia: è vero, si inizia con la felpa di Violetta e si finisce, come dici tu, con la sigaretta o peggio. Per questo la lezione di fondo da impartire ai figli è così importante anche se si tratta "solo" di vestiti. Se la apprendono si spera che sappiano poi applicarla ad altri campi ben più importanti!Un abbraccio cara, spero che oggi sia più riposata

  6. Esatto, ma mentre ai nostri tempi spesso ci si accontentava di una sola cosa di marca ed era cmq facile trovare anche persone che non si vestivano di marca ora mi sembra che tutti i ragazzini siano marchiati dalla testa ai piedi,basta andare un sabato pomeriggio in un qualsiasi centro commerciale,e per questo dico che raggiungere l'equilibrio e' davvero difficile!

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