Un po’ di cose da sapere su di me. In rigoroso ordine sparso.

Lo so, per queste cose esiste la pagina “about”. Ma visto
che ricevo le domande più strampalate su di me e la mia vita, ho pensato di fare
un post raccogliendo un po’ di cose che forse non sapete. Sperando, come
sempre, di divertirvi.


Adoro fare liste. Liste di cose da fare, progetti da
realizzare, obiettivi da raggiungere. Liste di cose che forse non sapete su di
me. Poche cose mi danno la stessa soddisfazione di quando depenno una voce
dalla lista. So che ci sono bravi specialisti che curano questo genere di disturbi. 

Quando sono nata mio padre sperava nel secondo maschio e in
sala parto scommetteva col ginecologo sul sesso. Naturalmente ha perso. Da allora
lui sostiene che sono un bastian-contrario, ed io lo contesto. 

Da bambina ero una grande sgobbona: un anno, alle
elementari, mi è stata data la medaglia di migliore alunna della scuola. Me ne
vergogno tutt’ora.

Ho un fratello maggiore bello e intelligente; io ho sempre
fatto la parte della figlia bruttina e diligente. Vedi sopra.

Ho viaggiato per la prima volta da sola all’età di quattro
anni; da allora mi è rimasto il morbo della valigia e purtroppo viaggio molto
meno di quanto vorrei. Il miglior modo per conquistarmi è regalarmi il codice di una prenotazione aerea.

Ho letto dieci volte Piccole Donne; l’ultima da adulta in lingua
originale. La mia preferita delle sorelle March era ed è, naturalmente, Jo. Infatti
portiamo lo stesso diminutivo. Detesto invece che mi si chiami Giovy.


Il mio nome è quello di una bisnonna che fu
straordinariamente alta. Pare che il nome si sia portato dietro la statura; il
mio 1,74 non si spiega altrimenti, considerando che mia madre è alta 1,50.

Sono lentigginosa: d’inverno dissimulo col fondotinta, d’estate
capitolo clamorosamente. Le mie lentiggini sono rosa, e questa è un’informazione
essenziale da conoscere.


Ho i capelli mossi ma potrete ammirare la mia testa leonina
solamente al mare. Sono infatti un’adepta della setta della piastra e la mia
religione mi vieta di portare i capelli al naturale.

Mi manca l’orgoglio della sardità tipico della mia gente. Forse
perché sono sardo-piemontese. Forse perché la mia nonna sarda conosceva il
proprio albero genealogico fino al 1600 e ci teneva a rimarcare che la nostra famiglia era arrivata dalla Spagna (cosa peraltro molto
diffusa in Sardegna) ed era di origine fiamminga. Non so se fosse vero o si
trattasse di una estrema forma di snobismo.


Ho una dozzina di allergie con cui convivo
allegramente: ci ignoriamo a vicenda. Il che funziona, la maggior parte delle
volte.

Sono appassionata di storia, in particolare di quella della
prima metà del ‘900. Ho una piccola biblioteca tematica in casa, in cui
giocoforza abbondano saggi sul Ventennio. Questo non fa di me un’estremista di destra.


Al momento di scegliere l’università mi sono iscritta in
una facoltà quasi a caso. Se tornassi indietro crederei di più nei miei sogni e
farei una scelta diversa.

Ho una lista – denominata Lista del campanello – contenente alcuni nomi di uomini più o meno
famosi. Si chiama così perché mio marito sa che se uno di loro dovesse mai suonare
il campanello, lui si dovrebbe fare da parte. Senza tante storie. Ubi maior…


Non ho mai smesso di fare lavori creativi da quando ho
iniziato all’asilo. È anche il mio modo preferito di  trascorrere del tempo con le mie bambine:
lavorare insieme ad un progetto. Forse è per questo che mia figlia, alla
richiesta di formulare un pensierino sulla mamma, ha scritto sulla lavagna: la mia mamma
adora fare i lavoretti. Non so come l’abbia presa la maestra.

Mi piacciono le moto. Sono nipote, figlia, sorella e moglie
di motociclisti. Anni fa avevo imparato a guidare su un 125cc, ora credo che
non saprei mettere nemmeno la prima.


Ho un terrore irrazionale degli animali che strisciano, fatico
a guardarli perfino in fotografia. Sono convinta che se il serpente incarna il
Male nella Bibbia è perché incute un disgusto insuperabile. Almeno per me. Devo
sempre trovare un bravo specialista per questo disturbo…

Per oggi è tutto. Se avete altre domande strambe assurde e impertinenti,
postatele nei commenti e farò una seconda puntata di “cose che forse non sapete
su di me”.

Ci sono!

Mi stavate dando per dispersa? oppure non vi siete nemmeno accorte della mia assenza dalla blogosfera per oltre una settimana? Negli ultimi giorni ho avuto una infernale accoppiata: straordinari al lavoro + operai in casa. Ho passato momenti così caotici da dimenticarmi perfino, giovedì scorso, che era il mio compleanno! Poco male, non mi piace autofesteggiarmi!
Vi mostro un’immagine della fase più faticosa dei lavori: lo svuotamento della libreria del salotto. Diciannove ripiani da un metro, quasi pieni. Il punto non è stato tanto togliere i libri, ma conservare l’ordine nel quale sono collocati sulle mensole: divisi per genere (romanzi, poesia, saggistica, guide etc) e poi in ordine alfabetico all’interno dello stesso genere. Un incubo che spero di non dover più affrontare per altri sette anni…

Alla fine del lavoro, con la libreria svuotata e il suo contenuto accatastato sul pavimento, avremmo avuto proprio voglia di buttarci tutti e quattro sul divano e guardare magari un film adatto a tutta la famiglia. Peccato che il televisore giacesse sotto un telone in plastica e che sui divani fossero poggiati vasi, cornici, quadri etc.
Lì abbiamo capito che l’incubo era appena cominciato. Perchè – ricordate? – io sono quella del “no alla tv in cameretta”, “no alla tv nella camera dei genitori” e “no alla tv in cucina”. Insomma, abbiamo un solo televisore. Salta quello, viene meno la possibilità di guardare qualsiasi programma.
Niente libri, niente divano, niente tv. Per un po’ siamo stati in preda allo sconforto, incapaci di decidere dove e come trascorrere il resto della serata. Poi abbiamo trovato una soluzione, applicata anche nei cinque giorni successivi.
Leggete qui.

{Real Bloggers}: nuove tendine per il bagno

Conoscete l’iniziativa “Real bloggers”?
E’ una sorta di gioco tra blogger in cui mostriamo la nostra vita così com’è veramente. Questo è un tema che mi sta molto a cuore, infatti ne ho già parlato in un altro post precedente, nel quale mi sono accodata all’iniziativa di Rita, ovvero #quellochelabloggernondice. Addirittura, questo è stato l’argomento di uno dei miei primi post, e ci torno sopra volentieri perché penso che non se ne discuta mai abbastanza. Noi donne infatti abbiamo l’insana tendenza a cercare di fare tutto, di incastrare mille cose, di non ammettere debolezze… e questo ci porta a mostrare nei nostri blog magari solo la parte migliore della nostra vita. Niente di più sbagliato!
Ecco quindi il mio contributo a Real Blogger, che spero vi aiuti a vedermi come sono: una donna con pregi e difetti (soprattutto difetti!) che conduce una quotidiana battaglia contro sciatteria e disordine, tentando al contempo di ritagliare del tempo per le sue passioni creative.

Adoro le tende: cambiano letteralmente il volto di una stanza e in più sono facilissime da realizzare. Massima gratificazione con il minimo sforzo.
Così quando qualche tempo fa mi è stato regalato uno scampolo di pizzo color ocra/salmone ho subito pensato di farne delle tendine per il bagno delle bambine. E’ un bagno relativamente grande secondo gli standard attuali, dove predominano un look retrò e i colori della terra, per cui delle tendine di delicato pizzo color salmone mi sono parse subito un’idea adatta.
Il fatto è che come mio solito mi sono messa a realizzarle in un pomeriggio di ordinaria follia: la nana grande che studiava geografia con un compagno, la nana piccola alle prese con la suddivisione in sillabe, cane e gatto eternamente in mezzo ai piedi… ma se avessi deciso di aspettare un momento più opportuno forse non le avrei mai cucite!

Ho tentato, con scarso successo, di sottrarmi alle coccole del cane, Mela

Ho quindi organizzato il tavolo della cucina: di qua la mia macchina da cucire, di là libri e quaderni per seguire le bambine nei compiti. E il cesto del pane da sgranocchiare durante il lavoro…

Quindi dopo un po’ la mia cucina aveva questo aspetto…

Una volta terminate le cuciture, e giunto il momento di appendere le tendine, ho tirato fuori anche la cassetta degli attrezzi, molto real pure lei… notate il caos in cui teniamo viti chiodi etc!
Che poi, dopo un paio di prove, mi sono resa conto che le bacchette erano troppo lunghe, quindi senza scompormi troppo le ho semplicemente…segate, fino a ridurle della misura giusta! Non è un sistema molto ortodosso, ma ha funzionato!

Solo dopo queste operazioni mi sono spostata nel bagno, dove ho praticato dei forellini nella cornice della finestra (riuscendo nell’impresa di spezzare un gancetto dentro il legno, così da dover fare un secondo buchetto accanto al primo, poi nascosto fortunatamente dal tessuto), posizionato i ganci e infine appeso le tendine di pizzo

Ed ecco il risultato finale… le tendine appese alla finestra, accanto alla cornice in cui ho messo due foto antiche di famiglia ed una cartolina, anch’essa dei primi del ‘900, scritta da mio nonno alla sua madrina quand’era sotto le armi.


Se desiderate entrare a far parte della ciurma di Real Bloggers
potete farlo a partire dal prossimo post (tra un mese),
basterà scrivere a Francesca (novecento@iol.it) o a Diana (dolcedidi1976@virgilio.it)

Ecco le altre  Real Bloggers che hanno aderito all’iniziativa!

Diana : http://www.applepieshabbystyle.com/
Francesca: http://passionedeco-francesca.blogspot.com/
Anna: http://ultimissimedalforno.blogspot.it/
Eugenia: http://my-new-old-life.blogspot.it/
Elle: http://limonestracciatella.blogspot.it/
Mara: http://home-shabby-home.blogspot.it/
Manuela :http://www.myroseinitaly.com/
Gloria: http://www.villavillacolle.net/
Soribel : http://lullaby-coccinellalaboriosa.blogspot.it/
Manuela : http://pinkfrilly.blogspot.it/
Lisa : http://shabbypassion.blogspot.it/
Sofia: http://pensieriromantici.blogspot.it/
Marzia: http://curiositacreative.blogspot.it/
Giovanna: http://giovy75.blogspot.it/
Carla: http://www.vivreshabbychic.com/
Giovanna: http://www.mammadilettante.com/
Silvia: http://joyshabby.blogspot.it/
Gilda: http://wwwsweetsweethome.blogspot.it/
Grazia : http://www.erbaviola.com/
Gaia: http://www.alices-adventuresinwonderland.com/
Clara: http://cannellaemele.blogspot.it/
Anna: http://meravigliosofrenchchic.blogspot.com/

Potete inoltre trovare la raccolta delle nostre immagini anche su Pinterest,
nella cartella Real Bloggers   http://www.pinterest.com/francescameazza/real-bloggers/ !

Se volete potete anche partecipare da Instagram
usando gli hashtags
#realbloggers
#quellochelabloggernondice
#nonsonowonderwoman

Di Pinkification e modelli di bellezza

Ieri ho scritto questo articolo per L’Unione Sarda, riflettendo ancora una volta sul clima in cui crescono oggi le bambine. Quand’ero una ragazzina, e tutte sognavamo di fare le modelle, i nostri punti di riferimento erano le supermodel anni ’90: ragazze snelle sì, ma sportive e con le curve al punto giusto. Eppure, già allora se ne stigmatizzava l’eccessiva magrezza, gridando al pericolo anoressia. Di chirurgia estetica invece si parlava ancora molto poco; giusto qualcuna ritoccava il naso troppo importante o il seno, nel caso facesse la modella di intimo. 
Oggi il c.d. ritocchino è stato sdoganato come se fosse “ordinaria manutenzione” del nostro aspetto, sebbene i risultati siano spesso tutt’altro che naturali. Non solo, a braccetto con i ritocchini va una magrezza sempre più esasperata che produce piccoli mostri dalla testa sproporzionata rispetto al corpo, dotati di zigomi prominenti adatti più a Cip & Ciop che ad una bella ragazza. Ecco, quello che io vorrei far capire alle mie figlie è che tutto questo non è e non deve essere la normalità. Che non è altro che una gabbia per la donna, condannata a somigliare ad una bambola di plastica anziché ad una creatura armoniosa. Come penso (anzi, spero) di riuscirsi? Aprendo le loro menti. Perché se da un lato il nostro corpo è il tempio in cui vive la nostra anima, e come tale deve essere curato, dall’altro questa cura non deve tradursi in una violenza, né nel centro di un’esistenza altrimenti vuota. Voglio quindi provare a mostrare loro che nella vita c’è altro oltre a trucco parrucco dieta e look. Ci sono i viaggi, lo sport, lo studio, il dedicarsi ad aiutare il prossimo, non ultima la vita spirituale, della quale tendiamo a dimenticarci perché non si vede. Perché a volte siamo proprio noi genitori a sbagliare, specialmente con le figlie, trattandole istintivamente da piccole creature frivole. E se invece che complimentare la nuova maglietta gli chiedessimo qual è il loro libro preferito?