Bambini in auto. Sicurezza e cattive abitudini

Ora di punta, alla maxi rotatoria vicina al mio ufficio. Un Suv mi passa davanti e noto un papà alla guida e una bambina di quattro-cinque anni in piedi nella parte posteriore dell’abitacolo. Lui inchioda a causa di un’auto che taglia la strada, e la bambina si proietta pericolosamente in avanti, nello spazio tra i sedili. Prontamente il padre allunga un braccio e para la caduta verso la leva del cambio.
Quel gesto del braccio che si protende verso destra, come una cintura di sicurezza umana, lo faceva sempre anche mia mamma. Insistevo per sedere ogni volta davanti nella sua Mini rossa, e cambiare le marce al posto suo. Già a sei anni le automobili mi affascinavano e non vedevo l’ora di imparare a guidare. Degna figlia di mio padre…ma non ditegli di quella volta che ho fatto una gara Villasimius – Cagliari, nelle curve della litoranea: potrebbe preoccuparsi in differita, visto che la patente l’avevo presa solo un paio di mesi prima. Però la gara l’ho vinta, che schiaffo morale all’amico che mi aveva sfidata!!
Comunque, negli anni ’80 di indossare la cintura non se ne parlava. Anzi, forse la Mini neppure le aveva, e dunque mentre mia mamma guidava e io cambiavo le marce, ogni tanto lei scattava col braccio destro ad impedirmi di lasciare i denti da latte sul cruscotto alla prima frenata.
Quando viaggiavamo in giro per l’Europa però mio padre ci obbligava ad indossare le cinture di sicurezza dei sedili posteriori, anche in quei Paesi in cui non era previsto per legge. Attento alla sicurezza sì, ma in Germania, dove i limiti non c’erano, correva come un dannato. Capito da chi ho preso?
Vent’anni più tardi, quando sono diventata mamma a mia volta, la situazione in tema di sicurezza in auto era cambiata enormemente. Limiti di velocità molto più stringenti ed uguali in tutti i Paesi UE, nonchè cinture di sicurezza obbligatorie per tutti, in città e in autostrada.
Per i bambini, seggiolini di diverse tipologie, a partire dalla nascita fino al raggiungimento dei 36 kg di peso e 150 cm di altezza. A pensarci bene, mia mamma lo dovrebbe usare ancora!!!
Insomma, la consapevolezza dei rischi che si corrono in auto è decisamente cresciuta, e ancor di più riguardo a quelli cui sottoponiamo i nostri figli. Io, ad esempio, da quando trasporto un prezioso carico umano non corro più. E seggiolino fin dal primo giorno: chi condivide con me il ricordo del primo maldestro tentativo di aggancio della malefica navicella dentro l’auto, all’uscita dall’ospedale? Navicella è davvero il nome giusto, perché per capire come bloccarla con ganci e cinture mi sarebbe occorsa una laurea in ingegneria aerospaziale. E no, alla seconda figlia non avevo fatto esperienza, ho avuto di nuovo gli stessi problemi. Rimandata a settembre.
Però io mi domando perché, anche adesso che la legge ci obbliga e le case produttrici ci mettono a disposizione seggiolini di ogni foggia e colore, continuiamo a vedere bambini in piedi dentro l’abitacolo, bambini sulle ginocchia della nonna, magari seduti nel sedile anteriore, bambini con la testa fuori dal finestrino per prendere fresco. Bambini che, se hanno più di tre anni, nove volte su dieci non viaggiano né sul seggiolino né sull’alzatina destinata ai bambini più grandi? E dunque, naturalmente, non indossano neppure la cintura.

Alert: questo non è il modo corretto di viaggiare in auto!!! Don’t try this at home!

Sarò troppo estrema, ma i genitori che permettono queste cose mi fanno veramente saltare i nervi. Li senti dire: “tanto devo fare solo da scuola a casa!”, oppure “ma è grande e non ne vuole sapere”, o ancora “vuole stare in braccio alla nonna per le coccole”.
Non per essere menagrama ma basta, veramente, un attimo. La frenata troppo brusca per evitare il nonnetto che attraversa senza guardare; il ragazzo che smanetta sul cellulare e ti tampona al semaforo. Per tacere di incidenti davvero gravi, nei quali il mancato utilizzo del seggiolino e/o della cintura possono essere fatali. Anche a 50mt da casa.
Pensateci la prossima volta che vostro figlio, come la mia maggiore, dice qualcosa tipo: sono grande, e se mi fai stare sull’alzatina tutti i miei compagni mi prenderanno in giro!
Pazienza amore, rispondo io. Si parte solo quando siete entrambe sul vostro seggiolino, e le cinture sono state allacciate. Niente gesti atletici col braccio destro, a parare bambini volanti e mettere alla prova la prontezza di riflessi.

Cintura, occhiali da sole, fedele amica sulla spalla: pronti per nuove avventure

Un pensiero riguardo “Bambini in auto. Sicurezza e cattive abitudini”

  1. A me, più che nervoso, quelle mamme e papà fanno arrabbiare di brutto.Perché mi spiace, ma secondo me trasportare i figli in questo modo non è affatto AMORE, vuol dire non considerare la loro sicurezza.Se perdi una battaglia per il seggiolino quando hanno tre anni, come farai a convincerli ad essere prudenti e non bere quando guidano a 18, quando grandi lo sono davvero?

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