A Londra con mia figlia

Ad Hove Haven accade che la nana n.2 tenda a vampirizzarmi, assorbendo una buona quota del mio tempo e delle mie energie. E’ sempre stata molto più dipendente da me rispetto alla sorella maggiore, che sin da piccolissima è stata una piccola guerriera indomita. 
Ma anche la piccola guerriera a volte ha bisogno della mamma tutta per sè. Per questo nell’ultimo anno ho cercato di costruirmi spazi e attività solo per noi due, come ad esempio l’equitazione, che per motivi di statura è ancora preclusa alla sorellina minore.
Avevo però promesso ad Anita che avremmo anche trascorso qualche giorno fuori io e lei da sole, e così la scorsa settimana siamo salite su un aereo dirette a Londra. Non ironizzate sulla monotonia delle mie destinazioni di viaggio, perchè questa volta la scelta l’ha fatta lei! 
Sono stati tre giorni splendidi, nei quali tutta l’organizzazione ha ruotato attorno ai suoi desideri, eccezion fatta per le due ore dedicate alla Tate Britain, dove finalmente ho potuto vedere i pittori romantici che attendevo di incontrare da una vita, e incantarmi nuovamente di fronte ai preraffaelliti che avevo già visto a Torino nel mese di giugno.
Caro Millais, io ti amo, sappilo
“Lui” è stato capace di dipingere questo capolavoro. Ci ho passato davanti mezz’ora almeno
Dunque, a parte quel paio d’ore in cui è stata costretta ad ascoltarmi blaterare di arte nella mia perfetta incompetenza, il resto del tempo è stato dedicato solo a lei.
Having a delicious Victoria Sandwich at the Tate cafè
Così abbiamo fatto un tour di Londra su uno dei mezzi anfibi utilizzati durante la sbarco in Normandia, capace di passare con un sonoro splash dalle strade trafficate al Tamigi. Per un’appassionata di storia del ‘900 è impressionante pensare che quello stesso mezzo, privo di tetto e sedili, abbia condotto sulle coste della Francia i soldati alleati durante l’ora più difficile della WWII
Il nostro mezzo anfibio, una Duck chiamata Miranda
Direttamente dall’ultimo 007-Skyfall, la sede dell’MI6, ovvero dei servizi segreti 
Abbiamo girato per i negozi e le strade già vestite a festa, come fossimo due amiche anzichè madre e figlia
Knightsbridge con le luci di Natale
Una delle splendide vetrine di Harrods, simile ad un Winter Wonderland
Abbiamo passeggiato per i Kew Gardens per una mattina intera, beandoci della perfetta bellezza autunnale degli scorci
C’è bisogno di aggiungere parole per illustrare questo splendore?
anche a Kew si prepara l’allestimento natalizio!
Perché mi viene da immaginare Lizzie Bennet che esce da qui? Troppa Austen nuoce alla salute!

Insieme abbiamo affrontato i 118 gradini che conducono alla Treetop Walk, una delle maggiori attrazioni dei Kew Gardens: una passeggiata a 18 metri d’altezza, in mezzo alle cime degli alberi, lunga 200 mt.
la passerella vista da terra
La skyline di Londra, dall’alto della Treetop Walk
My big girl, con il Big Ben sullo sfondo
Verso il terminal 4 di Stansted
Abbiamo avuto pochi giorni a disposizione, ma quei giorni sono stati utilissimi per farci sentire ancora più vicine e per marcare la distanza tra la figlia secondogenita, che è ancora al cento per cento una bimba, e la prima, che con i suoi nove anni si sta affacciando ad una fase diversa della vita, delicata e affascinante, nella quale spero di riuscire ad essere un punto di riferimento importante ma non invadente. Ho sempre guardato Anita come una specie di mistero da scoprire, nel suo essere così diversa da me, dal mio carattere e dal mio modo di pensare. Ho spesso avuto difficoltà a capirla e qualche volta perfino ad accettarla per com’è, ma sono convinta che abbiamo fatto grandi passi avanti verso la reciproca comprensione, in questa breve vacanza a due. 

3 pensieri riguardo “A Londra con mia figlia”

  1. Non è poi così diversa se ha scelto Londra come meta!Scherzi a parte, mi sembra un'ottima idea da tenere a mente per futuro, una vacanza a due! Noi a volte facciamo attività separati con un bambino a testa, e devo dire che è bellissimo avere l'opportunità di concentrarsi su un solo figlio alla volta…

  2. Piky e Silvia: non so spiegarvi quanto questi giorni insieme abbiano fatto bene sia a me che a mia figlia, ed in generale al nostro rapporto che spesso è un po' sacrificato a causa della sorellina che mi sta costantemente attaccata, come una patella allo scoglio!

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