Personaggi

A guardarlo da fuori, con lo spirito del documentarista di National Geographic, l’ambiente del maneggio è un piccolo mondo perfetto e completo. Tutti i tipi umani vi sono rappresentati, e io mi diverto moltissimo ad osservarli con spirito critico.
Ad esempio c’è Claudio, settantenne che mi fa un perfetto baciamano e mi saluta sempre con un “riverisco, signora” che mi fa ridere sotto i baffi (che spero di non avere). Claudio che, seduto in tribuna, si intrattiene con la nana piccola in discorsi che paiono interessargli moltissimo, mentre io e la nana grande montiamo. Un vero gentiluomo, anche con le donnine piccole piccole! Claudio e il suo accento del nord, Claudio e i suoi tre cavalli TRE di proprietà, tre animali magnifici e fieri con nomi altrettanto altisonanti. Peccato che Claudio sia irrimediabilmente una schiappa, e peccato che non se ne renda conto. Peccato che abbia il potere di innervosire anche l’animale più mite e riesca a farsi buttare giù ogni volta che monta. A suo merito sia messo agli atti che si rialza con aplomb inglese e rimonta in sella come niente fosse: è abituato!
Poi c’è Enrica, che è la perfetta incarnazione della ragazzina viziata. Arriva in ritardo per una serie di ragioni che tutti devono assolutamente comprendere e condividere. Tipo che ieri ha fatto tardi in discoteca quindi è ovvio che non riesca ad alzarsi. Sale in sella con il muso, scende con il broncio. Passa davanti alla tribuna e chiede di fare silenzio perché non riesce a concentrarsi. Tutti gli altri che stanno montando in quel momento invece sì. Fa un movimento di maneggio e tu devi fermarti e cederle il passo, non importa che lei ti stia inopinatamente tagliando la strada. Pasticcia in un salto e si lamenta del sole negli occhi, del sottopancia regolato male, del campo pesante. Mi ricorda quegli allenatori di calcio che danno sempre la colpa all’arbitro per le sconfitte.
E c’è anche Serena, che fa la maestra. Ha gli occhi dolci quando parla dei suoi bambini, ma poi in sella è una furia. “Oggi mi hanno fatta disperare”, mormora indossando i guanti, e mentre si siede puoi vedere la scarica di elettricità che scende lungo la sua spina dorsale fino alla paletta della sella. Non ce n’è più per nessuno. Serena è la compagna con cui lavoro meglio, perché la sua decisione e la sua bravura mi spronano ad essere all’altezza. L’istruttore ci guarda galoppare e incitarci a vicenda e ci dice che siamo due atteggiate. “Siete carine lo stesso anche quando non vi date tutte queste arie!”, ci ha urlato l’altro giorno. E noi ridevamo.
C’è Carla, che si fa spostare gli elementi dell’ostacolo sempre più in alto, perché ormai è entrata nel tunnel e le ci vorrebbe un centro di disintossicazione. Carla che commenta ogni salto e si sgrida da sola a voce alta, con estrema severità.
E a proposito di essere nel tunnel, c’è pure Ludovica, che ha solo otto anni e frusta il cavallo come una dannata. Ludovica va fermata, perché vorrebbe fare tutto, anche quello che non è ancora in grado di fare. E applica gli aiuti un po’ a modo suo. Tutta bastone e niente carota.
Infine – ma i personaggi sarebbero molti di più – c’è Aldo, che per pagarsi le lezioni tiene pulite le scuderie e governa i cavalli. Aldo che ha il fisico da fantino e monta con tutto lo spirito di rivalsa che la sua condizione gli ispira. Con Aldo ho fatto una delle mie proverbiali gaffes, che mia figlia ogni tanto mi ricorda, deridendomi. Spero che lui mi abbia perdonata.
Il maneggio è un universo molto trasversale: persone diversissime tra loro si trovano a dividere uno spazio di lavoro ognuna col suo bagaglio di esperienze, abilità e difetti caratteriali. Ad accomunarle c’è solo la passione per una disciplina un po’ particolare, passione che aiuta a sfumare differenze in altri contesti insuperabili. E’ una bella scuola di vita, per me e per mia figlia. Che ieri ha fatto i suoi primi tempi di galoppo e ha saltato la sua prima crocettina, urlando di gioia.
“Tua figlia è un’incosciente”, mi ha detto l’istruttore ridendo, “non ha dato il minimo segno di paura o esitazione! Vabbè, ma è figlia tua…”. E forse non si è reso conto del complimento che mi ha fatto.

3 pensieri riguardo “Personaggi”

  1. Giovanna è sempre un piacere leggere i tuoi post. Hai fatto un excursus preciso delle persone che frequenti al maneggio, mi sembrava di averle davanti e ho provato antipatia e simpatia per le persone per cui la provi tu!Ho sempre sognato di fare lezioni di equitazione, avere un mio cavallo..mentre questo l'ha preso alla lettera mio cucino che si è aperto un maneggio tutto suo e insegna salto ad ostacoli dopo anni di sue gare.Buona giornataFrancesca

  2. Grazie cara Francesca, volevo proprio farvi essere lì con me, e guardare insieme quello che accade! Sai che invidio molto tuo cugino? Io avevo interrotto per un sacco di anni l'equitazione (sai, prima l'università, poi le bimbe, poi il lavoro a tempo pieno…) e ho ripreso solo da poco, ha fatto bene lui a trasformare la passione in lavoro, credendoci fino in fondo. E a te invece dico che non è mai troppo tardi per iniziare!Ti abbraccio

  3. Bellissimo, sembra quasi di essere li, con voi. la varietà e la scuola di vita che descrivi mi ricorda ciò che ho notato spesso in montagna o in palestra di arrampicata…e' bello vedere come persone molto diverse e con vissuti differenti possano avere una stessa passione che li accumuna tutte.

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