Vita imperfetta pt. 4: Il balsamo

C’è che io questa settimana al lavoro ho fatto gli straordinari che più straordinari non si può. Quindi alla domenica ci sono arrivata da raccogliere col cucchiaino, visto che pure sabato ho finito in ufficio dopo le 19. Quindi diciamo che nella gestione domestica mi sono persa qualche pezzetto per strada, tipo quelle commissioni che avrei fatto il sabato mattina se non fossi stata tumulata viva con un centinaio di odontoiatri (e ho pure mal di denti, colmo dei colmi!).
Certo, se io fossi stata una persona più organizzata non saremmo arrivati a questa tragedia, oppure se attorno a me ci fossero state persone altrettanto organizzate, di quelle che quando finisce un prodotto lo scrivono sulla lavagnetta di cucina (sappiamo tutti di chi sto parlando, vero?), il dramma accaduto ieri si sarebbe potuto evitare, e il mondo oggi sarebbe stato un luogo più felice.
Invece, purtroppo, non è così. Il mondo è un luogo oscuro e intricato, dove io mi aggiro come una pazza.

Vita imperfetta parte 4°: Il Balsamo
E’ domenica, finalmente sono a casa in pace, e ho tempo da dedicare a sistemarmi i capelli. Perché i miei non sono capelli normali e richiedono cure particolari. Lo sa bene quell’amica con cui sono andata alla spa, che mi ha vista uscire dalla doccia con un nido al posto della capigliatura. Lo sa bene la mia parrucchiera, che ironizza sul fatto che dopo aver asciugato la mia testa deve prendere un giorno di ferie per riposarsi.
Lo sa bene mio padre, che simpaticamente da bambina mi chiamava Il Re Sole. Avete presente?
E’ lui: un tipino con un’acconciatura niente male, no?



Di questo mio dramma dei capelli indomabili avevo parlato già in un precedente post (che resta uno dei più letti in assoluto in questo blog): eh sì, l’argomento merita di essere sviscerato!
Solo le portatrici sane di capelli pazzi possono comprendermi fino in fondo e condividere con me le fatiche per andare in giro con un aspetto normale e ordinato, tipo così:

Fatiche che passano per phon, spazzola e naturalmente piastra. Senza la piastra io sono una donna finita, e ammetto che questo simpatico elettrodomestico è un pilastro portante della mia autostima.
Ma tutto non si riduce a questi tre elementi perché, come le portatrici di capello pazzo sanno bene, anche il balsamo è fondamentale. Tantissimo balsamo. Circa mezzo vasetto, per intenderci. Non usano il balsamo solo le donne che nella vita non hanno più nulla da perdere, ne sono convinta.
Quel balsamo che naturalmente era finito, ieri, domenica, in un orario nel quale non era fattibile uscire alla ricerca di un negozio aperto. E chiaramente io ero sotto la doccia e avevo già fatto lo shampoo per cui avevo superato il cosiddetto punto di non ritorno. Ma sotto la doccia il vasetto del balsamo c’era: vuoto. E sulla lavagnetta di cucina non c’era scritto niente. E’ stata avviata un’inchiesta per scoprire il colpevole di questo crimine contro i capelli, che verrà crocifisso in sala mensa: sospetto si tratti di un’associazione a delinquere composta da marito + nane.
Comunque, ormai era troppo tardi per uscire dalla doccia, per cui mi attacco al campanello: quel campanello che non ho mai capito perché sia presente obbligatoriamente in tutti i bagni, in prossimità della vasca o della doccia, appunto. Ora ho compreso: serve per quando finisce il balsamo.
Ai miei squilli impazziti si presenta la nana grande, cui chiedo di frugare nel mobiletto sotto il lavandino. Naturalmente non c’è nessun balsamo di scorta, perché queste cose in genere le acquisto io, e io ero ostaggio degli odontoiatri. Sono giunta alla conclusione che se io muoio improvvisamente i membri della mia famiglia gireranno per il resto della loro esistenza con i capelli terribilmente disidratati. E’ noto infatti che il balsamo viene venduto solo in luoghi remoti, da stregoni che custodiscono le loro formule segrete a costo della stessa vita.
Il triste epilogo di questa storia è che non sono riuscita a districarmi i capelli, né mi sono potuta piastrare quella specie di groviglio che ho al posto della testa (e non mi riferisco ai pensieri, no), per cui sono nel pieno di un attacco di capelli pazzi come non ne avevo da quando ho superato l’adolescenza. Sembra la testa di Barbie: gialla e stopposa, con riccioli voluminosi e indefiniti.
E tutto questo non sarebbe successo se fossimo una famiglia appena appena più organizzata. Ma è bene che mi rassegni, perché questa evoluzione non potrà mai avvenire. Resteremo sempre così, che rincorriamo le cose e cerchiamo di mettere una pezza un po’ come viene.

Ah, vorreste vedermi coi capelli pazzi? Manco morta.

Buon lunedì dal re Sole

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