E’ un periodo

E’ un periodo che mi piace il rosa, che non mi è mai piaciuto. E quasi mi vergogno a dirlo, io che la stanza delle nane l’ho fatta tutta rossa e beige.

E’ un periodo che ogni minuto libero che ho lo passo su un libro di storia, cercando di capire, conoscere e approfondire. Ed evidentemente devo aver tediato a morte la mia famiglia, tanto che la nana n. 2 l’altro giorno mi ha detto: – mamma, speriamo che la guerra finisca presto! –
– Quale guerra, amore?- Ho chiesto io.
– Quella di cui parli sempre! – Ecco. Devo averle confuso un tantino le idee.

E niente, è che l’ho portata a fare il giro delle postazioni fortificate della contraerea, disseminate sulle nostre coste…

E’ un periodo che quello che ho scritto sopra non è vero fino in fondo, perché quando ho del tempo libero ho bisogno anche di stare all’aria aperta. In sella, possibilmente. Comunque a prendere sole e vento e profumi della terra. Sul vento ultimamente sono stata fin troppo accontentata…beware of what you wish!

E’ un periodo che ho più pazienza con le mie figlie, e vediamo quanto dura. Che rido di più e ascolto la loro musica. E ci prepariamo per uscire ballando e cantando come due bambine felici e una mamma scema ma felice.
E’ un periodo che le sbaciucchierei tutto il giorno: la grande sulle lentiggini, una per una, la piccola su quel naso minuscolo e perfetto che non ho capito da chi abbia ereditato. Di certo non da me.

E’ un periodo che continuo a dire troppi sì e troppi pochi no, e poi mi ritrovo a fare il giocoliere degli impegni. Ma ho anche capito che mi piace così, finché il fisico regge e mi viene dietro.

E’ un periodo che quando mi fermo, la sera, mi viene la tristezza perché penso sempre troppo.

Mi succede sempre all’approssimarsi del mio compleanno, quando rifletto sul fatto che sono passati altri 365 giorni e ancora non ho combinato niente di significativo nella vita. E allora mi viene una specie di mutismo che, credetemi, è un fatto piuttosto raro.

E’ un periodo che stavo facendo il mio consueto fioretto quaresimale e ho dovuto smettere perché ero andata sotto i 50 kg. Dal che ho realizzato che la mia dieta è composta almeno per il 50% di zuccheri, e ho deciso che non ho nessuna intenzione di rimediare.

E’ un periodo che mi vengono fuori battute taglienti, e devo imparare a moderare il mio sarcasmo. L’ho capito quando la mia amica mi ha detto: – non ti vorrei mai come nemica –
E’ un periodo, però, che sono diventata anche più assertiva; e questo sì che va bene.
E’ un periodo che vorrei abbracciare molto forte una persona e dirle che le voglio bene e che ci sono sempre, ma non so se questa persona voglia. E temo che la prenda come un’indebita invasione. Perciò spero che legga e si riconosca.

E’ un periodo che ho sempre voglia di scrivere e il tempo non mi basta mai. E allora scrivo di notte, scrivo mentre aiuto le bambine a fare i compiti, ripassando 3×4 e i divisori di 110. Scrivo mentalmente mentre faccio la spesa, aspettando di trovarmi davanti ad una tastiera. E poi sbaglio i detersivi, ma non i congiuntivi.

Che ho voglia di viaggiare, ma c’è lo stesso problema. E oltretutto non posso viaggiare mentre ripasso le tabelline. Che poi succedono gli incidenti.
E’ un periodo che il lettore cd della mia macchina è passato a miglior vita, e io non posso più ascoltare i miei cd e soprattutto cantare le mie canzoni preferite. Quindi ho smesso di rendermi ridicola ai semafori, e questo mi addolora molto.

E’ un periodo che… mi sembra di avere moltissimo e di non avere abbastanza. E non ho capito se questo sia il motore dell’automiglioramento o di una stupida costante frustrazione.

quattro generazioni su un tavolino

2 pensieri riguardo “E’ un periodo”

  1. E' un periodo intenso, vedo.Forse è davvero una spinta al miglioramento, forse no, ma credo dipenda anche da come la prendi, da cosa ti spinge a fare.Stare in sella e studiare storia, ad esempio, non mi sembra frustrazione.Per la pazienza, è bellissimo, come pure il rosa, le canzoni, la voglia di scrivere e viaggiare.Sul pensare troppo, soprattutto la sera, non sai quanto ti capisco!Come per la persona.Io in passato (recente), mi sono frenata per non invadere e ora me ne pento.Quindi, almeno per te, mi sento che è meglio abbracciarla. Per lei, purtroppo, non so.

  2. Cara, grazie del tuo commento. Proverò ad abbracciarlo e a dirglielo, che gli voglio un bene che nemmeno immagina…speriamo che serva. A lui più che a me. E chissà che a me non aiuti per i pensieri notturni..Ti abbraccio molto, pensando che aprile sarà un mese felice per te, vedrai

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