Strong is the new Pretty

Ieri guardavo le immagini, meravigliose, che questa fotografa ha scattato alle sue figlie e pensavo che da piccola assomigliavo molto a questo tipo di bambina: forte, spericolata, le ginocchia costantemente sbucciate. Tipo che con i pattini facevo la discesa ripidissima che correva accanto alla mia via e terminava in un campo di margherite gialle nel quale a fermarti erano gli arbusti, ché altrimenti avresti continuato a correre all’infinito. Oggi al posto delle margherite c’è una rotonda, e scendere in pattini per quella discesa non sarebbe consigliabile, ma allora mi sembrava la cosa più normale del mondo. “Non hai il coraggio!” mi dicevano, scatenando all’istante la trance agonistica. E scendevamo simili a proiettili urlando come una tribù in battaglia.
Avevo imparato a fare i salti con la bici, come i maschi, oppure giocavamo a calcio tutti insieme e io menavo quanto Alberto, Simone e Gianluca, anche se ero parecchio scarsa e mi mettevano sempre in porta.
Mi piaceva molto anche arrampicarmi sull’enorme magnolia del giardino, e una volta la vicina del secondo piano si spaventò moltissimo uscendo ad annaffiare i fiori del balcone e trovandomi proprio lì, ad altezza occhi. “Lo dico a tua madre!” era stata la sua terribile minaccia. Solo che a mia madre non gliene sarebbe fregato niente di sapere che sua figlia si era arrampicata fino a lì, lei che da bambina rubava le mele dal frutteto del parroco.

dalla bambola al camion dei vigili del fuoco

 Non è che non avessi un lato femminile: anche a me piaceva giocare con le bambole ed indossare il vestitino di sangallo, obbligatorio per compleanni e cerimonie, ma mi piaceva infinitamente di più scorrazzare in bicicletta e tornare a casa con gomiti e ginocchia abrase nel tentativo di fare qualche acrobazia.

incontri ravvicinati del terzo tipo: la nutria!

 C’erano in me entrambe le anime, e in fondo ci sono ancora. Perché una cosa non esclude l’altra: una bambina, o una donna, possono essere accoglienti e dolci e femminili anche se hanno corso nel fango fino a cinque minuti prima. O hanno sverniciato un mobile a forza di braccia, o hanno provato al parco i percorsi sospesi.

Hanno tirato con l’arco, pescato una spigola a canna, catturato gli insetti per osservarli o preparato pericolosi miscugli da piccolo chimico.

Quello che Kate T. Parker vuole ricordarci, con le sue foto, è che “forte” è bello, ed è femminile.
Anzi, “forte” è il nuovo “carino”. Perché non la smettiamo di dire alle nostre figlie “quanto sei carina con quella maglietta!” e iniziamo invece a dire loro che sono in gamba, che possono essere tutto quello che vogliono, dalla mamma all’astronauta, ed essere sempre belle, semplicemente perché sono loro stesse?
Perché se vogliono giocare alla principessa non ci sono problemi, ma se invece ciò che piace loro è arrampicarsi sull’albero e arrivare ad altezza secondo piano, anche strappandosi la maglietta per riuscirci, devono sapere che va bene anche così.
E se gli piacciono entrambe le cose? Tanto meglio: le principesse che si arrampicano sugli alberi sono le mie preferite. Non mettiamo loro dei limiti.

Se vi interessano i miei post precedenti a proposito di educazione delle bambine e lotta alla pinkification, cliccate qui

3 pensieri riguardo “Strong is the new Pretty”

  1. Sai, io non riesco a smettere di dire alla mia bimba quanto è bella, ma lo dico anche a mio figlio, tantissimo, e mi sono detta che dopotutto per me è un altro modo per dirgli quanto li adoro. Ultimamente si dice che non si deve dire 'bella' e 'bravo' – e io più che condannare a prescindere queste parole, a mio parere naturalissime, mi concentrerei sulle intenzioni che nascondono! Se dico bravo per stressare, ovviamente, non va bene, se lo dico perché trovo un disegno bellissimo o perché il piccoletto si è servito senza spargere carote per la tavola, non ci vedo nulla di male.Detto questo, la galleria della fotografa è bellissima e mi piace molto sia il tuo articolo, che le immagini che hai messo insieme. Io da piccola volevo essere un maschio, perché a mia mamma le bambine non piacevano più di tanto, o almeno questa era la mia impressione. Ora Sophie è molto più femminile di quanto sia stata io, e non permetto a nessuno di prenderla in giro. Mi piace sportiva con gli occhiali da uomo ragno, innamorata di ogni oggetto rosa, che si aggira per la casa con la bacchetta magica in una mano e la spada di Star Wars nell'altra. Come hai detto tu: siamo l'una e l'altra cosa, e sono entrambi parti femminili!Il messaggio che deve passare, qualunque siano le parole usate e i giochi preferiti è 'sei bellissima proprio come sei', e 'se vuoi puoi fare davvero tutto'.

  2. Da bambine io e te saremmo andate moooooltoooo d'accordo!!!Concordo con te in tutto e per tutto e credo che ciò valga, anche se in minor misura (perchè i maschi in questo sono molto più liberi) per i bimbi.Non sai quanto mi arrabbio quando mio marito dice al nano: "piangi come una femminuccia" (infatti è da un pò che evita) o quando il nano torna da scuola affranto perchè gli amichetti hanno criticato la sua maglia viola o quando qualche mamma dice ai bimbi al parco: non giocare con la bambola è da femmina!Mia madre ha sempre insistito sull'essere brava e poter fare tutto quel che si vuole eppure sai una cosa? Da adolescente io litigando l'ho accusata di non avermi nmai fatta sentire bella!!!Figlia ingrata…

  3. @Silvia, non credo affatto che sia sbagliato dire a nostri figli che sono belli, perchè anche quello fa parte della loro costruzione dell'autostima e sarebbe strano che crescessero pensando che non gli è mai stato detto dalla mamma che hanno, per esempio, begli occhi o un bel sorriso. E' sbagliato invece, a mio avviso, puntare solo su quello e impedire in qualche modo ai nostri figli di valorizzare le altre numerosi doti che hanno ricevuto in dono!@Mamma Avvocato: hai ragione, ci sarebbe tutto un discorso simile ma per certi versi opposto da fare per i maschietti…perchè se certi stereotipi si perpetuano nel tempo è anche perchè le mamme di maschi li consolidano con l'esempio e con l'insegnamento. Potresti raccontarci sul tuo blog la tua esperienza!

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