Giugno: la prova costume

Attenzione: questo non è un post con consigli di bellezza o utili suggerimenti strategici su come arrivare preparate alla famigerata prova costume, che tanto terrorizza le donne ad ogni latitudine.
Prima di tutto perché, se non sono brava a dar consigli a me stessa, figuriamoci che danni posso fare nell’elargire consigli agli altri; e poi perché sull’argomento in questione credo di essere una tra le più scarse al mondo. Insomma, quantomeno non proprio una fonte autorevole. 
Vi racconto, però, come gestisco io il momento della prova costume: fregandomene.
La mia ricetta? Tempo all’aperto, in tutte le stagioni
“Eh, facile”, dirà qualcuno, conoscendo i miei miserevoli 50kg-e-qualcosa di peso. Ma non è così.
Non è così perché spesso, troppo spesso, non sono contenta di me stessa quando mi guardo allo specchio. Quando sono andata a comprarmi un costume da bagno, un paio di settimane fa, nel camerino del negozio sono stata presa dallo sconforto.
Alzi la mano la donna che non vive la stessa sensazione. La vorrei conoscere.
Sei magra? Ti vedi troppo magra, cioè senza alcuna forma femminile. Io per esempio c’ho delle anche così sporgenti che quando prendo la nana piccola in braccio lei ci si accomoda sopra come fosse una poltroncina. Hai le forme femminili al posto giusto? Sì però ti vedi pure la pancia e il rotolino. E così via, di mancanza in mancanza: troppo alta, troppo bassa, troppo androgina, troppo formosa, troppo bianca o troppo scura; nella lista dei difetti – veri ma più spesso immaginari – si può continuare all’infinito.
Io, per esempio, solo a livello fisico vanto i seguenti complessi: seno e sedere non pervenuti, eccesso di lentiggini, carnagione da nordeuropea, capelli pazzi, cicatrici varie, sterno sporgente, doppio mento, piedi mostruosi, mani da uomo, ossa delle anche sporgenti (vedi sopra). Mi pare sia tutto. Ah no, ginocchia ossute e distrutte dalle cadute da cavallo. Ogni volta che mi chino si sente “crac”.
E allora, che si fa? Si rinuncia al costume in favore di uno scafandro? 
Verrebbe da pensare che fosse l’unica soluzione possibile.
consapevolezza dei propri punti di forza e di debolezza: io lo slip brasiliano lo lascio alle diciassettenni!

E invece no. 
Non vi pare che siamo diventate tutte un tantino fissate sulla questione? Al limite del patologico, talvolta? Questa storia della prova costume viene presa un po’ troppo sul serio, a mio avviso. Tutte a pensare alla coscia con la pelle a materasso e poche a riflettere sul fatto che magari mangiare meno schifezze e sollevare di tanto in tanto il sedere dalla sedia potrebbe sortire qualche benefico effetto su quel materasso che sfoggiamo sotto il punto vita. 
Non aver paura di provare nuove attività, a qualsiasi età
Abbiamo perso quasi completamente l’idea del legame, necessario e indissolubile, che esiste tra forma fisica e salute e pretendiamo di essere delle bellezze pneumatiche (scusa Huxley scusa, non le uso più le tue citazioni… non ho resistito) senza muovere un dito. 
Se c’è da ingerire 2-3 pastiglie ben venga, ma non chiedeteci di andare a correre/camminare/sudare in generale! Che poi si scompiglia la piega, si rovina la manicure, si rischia perfino di puzzare!
E questo succede perché siamo diventati incapaci di volerci bene, ascoltarci, prenderci cura di noi stessi. Miriamo ad obiettivi che non dovrebbero essere desiderabili e che siamo destinati invariabilmente a non raggiungere. Abbiamo perso di vista qual è l’obiettivo ultimo: essere sani.
Ecco perché mi arrabbio tanto quando si parla della “prova costume”: ma che razza di prova è? Cosa dobbiamo dimostrare? e soprattutto, da chi è composta la commissione d’esame?
lei è Nausicaa, che io definisco “la mia psicoterapeuta”

“Non ho tempo per fare sport”, mi dicono un sacco di persone. A parte che, per star bene, non è necessario immolare la propria vita sull’altare dell’attività fisica, perché al limite basterebbe anche solo imporsi di fare le commissioni a piedi in città, sistemare due piante in giardino, portare il cane al parco a far pipì, e così via… A parte tutto questo, la mancanza di tempo è una bugia che queste persone si raccontano, che tutti tendiamo a raccontare a noi stessi quando non vogliamo fare qualcosa. 
Crescendo invece ho imparato che, quando voglio davvero fare qualcosa, magicamente riesco a trovare il tempo. Le giornate paiono dilatarsi e arrivare a ricomprendere proprio quell’attività cui tenevo tanto. E non è perché, come mio marito mi ripete quotidianamente, io soffro di un disturbo (chiaramente psichiatrico) da lui denominato “iperattività delle sinapsi”, che mi ha valso il soprannome di Leonardo Da Vinci per l’incapacità di stare ferma fisicamente e mentalmente. 
E’ perché è tutta una questione di testa. 
Quella testa, quel cervello, che troppo spesso trascuriamo in favore dei cuscinetti e della cellulite, delle smagliature e del rotolino. Dimenticandoci che quando il cervello funziona come dovrebbe, cioè quando impariamo a volerci bene e prenderci cura di noi stesse a tutto tondo, il resto segue in modo automatico e naturale: la salute ne trae giovamento e il corpo, miracolosamente, si adegua. 
Mai dimenticare il prezioso cibo per la mente!
In fondo quella stupida vignetta che sta girando in rete è proprio vera…

E adesso che ho distillato le mie perle di saggezza, vado a scofanarmi mezzo vasetto di nocciolata, l’unica vera alternativa al gelato che, per me, è la risposta perfetta al 90% delle domande sull’esistenza.
Con questo post partecipo al tema del mese delle Instamamme

5 pensieri riguardo “Giugno: la prova costume”

  1. Giovanna, Giovanna, io ti adoro!!!E sai una cosa: il terrore di scoprirmi o il sentirmi vestita in modo non adeguato la mio fisico, il panico da camerino, alla fine finisce che lo provo proprio in camerino o quando mi riguardo nelle foto o allo specchio. Perché poi, fortunatamente, quando esco di casa vivo e basta e me ne frego!Dovremmo imparare a volere più bene al nostro fisico per ciò che ci consente di fare: camminare, correre, saltare, arrampicarci, sollevare oggetti e figli…andare in montagna.Invece ci preoccupiamo solo del lato estetico!

  2. Il tuo post è carinissimo e molto vero, anche se confesso che io me ne sono sempre fregata abbastanza e quindi non mai realmente sofferto di 'prova costume'.Quello che mi ha molto colpito nel tuo post è il richiamo alla 'vita salutare', e hai perfettamente ragione. In questi giorni finalmente mi sono decisa a risolvere con la fisioterapia più di un problema non curato negli anni e mi dico e mi ripeto – ma come è possibile che io sia fatta di mente e corpo e che me ne sia sempre fregata di quest'ultimo? Secondo me ci stiamo facendo del male, tutti, in questa società dove viviamo lontano dalla natura e pensiamo di avere energie illimitate… credo che taglierò un po' di impegni e persone nei prossimi mesi, e mi dedicherò un po' di più a me stessa, corpo compreso!

  3. @Mamma Avvocato: io ho imparato solo col tempo a volermi bene, da ragazzina ero molto più vittima dei modelli di bellezza che emergevano dalle riviste e dalla tv, complice anche il fatto che fino agli anni dell'università ho bazzicato passerelle e set fotografici. Ed è stato proprio lì, però, che mi sono resa conto che c'era qualcosa che non andava e che tutta la questione del fisico era proposta alle ragazze e gestita in maniera del tutto distorta e innaturale. Abbiamo solo questo corpo, ed è la nostra casa, dobbiamo volergli bene e prendercene cura, non maltrattarlo in nome di un'estetica quantomeno discutibile!@Silvia: sicuramente tu non sei una donna fragile, ho intravisto in te una grande forza e una grande serenità, e questo credo ti abbia aiutata a vivere in maniera equilibrata "la prova costume" e tutto ciò che essa significa. Mi fa piacere che condivida il mio richiamo alla salute: io ho avuto diversi disturbi alla schiena, negli anni, e solo quando mi sono decisa a prenderli veramente di petto ne ho tratto benefici: la fisioterapia, poi il pilates, poi lo sport praticato poco ma costantemente. E adesso è tutto sotto controllo. Ma prima di arrivarci ho passato dei mesi con busto e collare, sotto farmaci, e mi sono giurata che "mai più"!

  4. Finalmente qualcuna che dica che la prova costume è un dramma anche per le magre!!! A me nessuno crede e va bene si non ho problemi di peso ma tanto tonica non sono e il seno non so cosa sia, sai che lo scorso anno mi son comprata il costume da Tezenis reparto bimba??? E non venitemi a dire che questo non è un "dramma"!!! …per nascondere più difetti possibili, io mi abbronzo per tutti i tre mesi d'estate!!!

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