Weekend gallurese

Un veloce foto-post per raccontarvi il mio weekend in Gallura.

Siamo partiti il sabato, tutti e quattro più Mela, il cane, che portiamo con noi ogniqualvolta sia possibile. E cerchiamo sempre di fare in modo che lo sia. Perchè lei è perfetta e la sua compagnia è sempre un piacere e mai un ostacolo al nostro divertimento.

La strada era lunga e abbiamo fatto una tappa alle cascate di Sos Molinos, fuori da Santu Lussurgiu.
Mi duole dire che questo cippo illeggibile costituiva tutta la segnaletica destinata ad aiutare i turisti a trovare il luogo… davvero non il massimo.

Alle cascate si arriva scendendo lungo una gola ripida e ombreggiata da vegetazione abbondante, che crea una temperatura fresca davvero piacevole in questo periodo.

Improvvisamente lo spettacolo delle cascate ti si apre davanti: un salto di oltre 30 metri, suddiviso tra cinque “gradini”, che ti lascia ammutolito con la sua bellezza.

Alcune persone stavano facendo il bagno nelle acque (gelide, a dire il vero) e ci siamo pentiti di non aver pensato di mettere il costume sotto i vestiti: abbiamo perso un’occasione unica!

Abbiamo consumato il nostro pranzo seduti sulle larghe pietre piatte che seguivano il corso d’acqua, giocando a far correre le barchette di carta stagnola per le rapide in miniatura create dalla corrente.

Mela ha apprezzato molto il fresco e l’acqua bassa in cui sguazzare senza pericoli. Diciamo che non è esattamente una cagnetta nuotatrice…

Al pomeriggio, arrivati al resort in cui avevamo prenotato, siamo stati felici di scoprire che ci avevano assegnato una casetta indipendente in cima alla collina, circondata dal verde in cui Mela si è divertita a fare lunghe sortite esplorative. Dopo un lauto aperitivo, servito a bordo piscina, ci siamo spostati per la cena.

Era da tanto che volevamo tornare al Muto di Gallura, un luogo in cui siamo stati per la prima volta dieci anni fa, sotto la neve di dicembre e naturalmente con i nostri cani.

E’ un posto che ha un solo difetto: si mangia troppo! Ho creduto di sentirmi male, ad un certo punto, e di stramazzare con la faccia nel piatto come quel personaggio del film Seven che muore per overdose da cibo. A notte inoltrata me ne sono andata via con una pancia pari almeno a quella dei cinque mesi di gravidanza…

La mattina dopo ci è toccato stare a mollo in piscina per smaltire la cena da diciassette portate.
(notare il bozzo attorno all’ombelico… tutta colpa di zuppa e ravioli galluresi!)

Il cielo era un po’ velato, e un delizioso venticello rendeva la temperatura perfetta. Così ho seguito il consiglio di mio marito, che mi sbeffeggia costantemente per il mio attaccamento morboso alle creme solari, e mi sono esposta al sole senza protezione.
Mal me ne incolse! Sono tornata alla base color aragosta, con un simpatico eritema sul petto che è in via di guarigione ora, a distanza di dieci giorni! Mai ascoltare i consigli dei mariti, specie se hanno una carnagione molto più scura della tua (no, non è nordafricano)!

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