La mia estate. E quattro anni di Mammadilettante

La mia estate non è finita, ma le ferie quelle sì.
La mia estate è iniziata a maggio e continuerà fino a novembre, ché ogni volta il compleanno di Anita mi ricorda che è il momento di rimettere le odiose scarpe chiuse e cercare un golfino.
E forse è per questo prolungarsi pigro dell’estate, che settembre mi piace e non mi spaventa. Perché c’è l’eccitazione da ritorno a scuola, odore di quaderni e una voglia matta di trovare un pretesto per comprarmi un diario, un planner nuovo, quell’organizer di pelle morbidissima color acquamarina che solo a posarci gli occhi mi vengono delle buone idee. E le penne di tutti i colori, quelle che trasformano le buone idee in idee geniali. La forma è sostanza, no?
Che poi, c’è proprio bisogno di un pretesto per un planner nuovo? Non basta che oggi sia il primo settembre? Un settembre che arriva carico di progetti, di promesse e desideri. Se smettessi di progettare e desiderare non sarei più io. Un primo settembre che tiene ancora per mano un agosto abbronzato, di piedi nell’acqua facendo attenzione ai ricci e alle orziadas, di capelli che non ne vogliono sentire di farsi pettinare, e allora pazienza. C’è sempre tempo, per aver la testa in ordine. Ricci e idee.

Agosto di lentiggini che non le conto più, e mia madre sostiene che ormai si sono unite come i puntini della Settimana Enigmistica. Di focacce salate, oleose al punto giusto e mangiate seduti su una roccia, a riempirsi gli occhi di azzurro. Di pensieri e riflessioni su cosa voglio essere da grande, e dove, e con chi. E non è vero che sono grande adesso. Adesso sono in progress. Come il dove e il con chi.
Estate di maschere per snorkeling riempite di paguri, solo per il gusto di liberarli poi tutti insieme.

Di amiche con cui ridere la notte, in cerca di un fresco che non si trova, tra le vie ancora roventi dopo il caldo della giornata. E dirsi a vicenda che siamo troppo sbagliate e finiremo all’inferno sì, ma almeno saremo insieme. E rideremo anche lì come sceme, e io parlerò come la ragazza dell’est per cui vengo sempre, invariabilmente, scambiata. Chiamatemi Tanja. Quella che non mette la crema solare e poi diventa fosforescente.

Un’estate di aperitivi preparati magistralmente dal mio papà, ogni giorno uno diverso, da bere piano sulla terrazza della casa al mare, mentre il sole scende e la mente viene presa dalla malinconia. E lui che, tutte le estati, fa lo stesso commento: “hai visto come si sono accorciate le giornate? Un’altra estate se ne sta andando”. E io lo mando sonoramente a quel paese, anno dopo anno. Basto io, col sunset blues.

Ma che importa se l’estate se ne sta andando, quando c’è settembre che ci imbroglia con quella luce dorata che si sostituisce al bianco tagliente di luglio e agosto per ammorbidire i contorni delle cose?
Tutto a settembre appare più gentile, conciliante.
Settembre che è tutto nelle tue mani, scrigno di “potrei” e di “voglio” come piace a me.
Tante cose mi aspettano in questo settembre che è ancora tutto estate, qui nel profondo sud. Ma più bello nei colori, più poetico della prosaica estate con la sua spavalderia accecante. Più introspettivo.

 E oggi, primo settembre, sono quattro anni che esiste questo blog. Con i suoi alti e bassi, proprio come me. Grazie perchè anche voi ci siete.

3 pensieri riguardo “La mia estate. E quattro anni di Mammadilettante”

  1. Se la tua estate finisce a Novembre, quest'anno ti vorrei battere e non fare finire mai la nostra estate. Non riusciremo a dare una grande continuità ma con tanti weekend al sud o all'estero… ce la possiamo fare! 🙂

  2. @Stefania: e pensa che, prima di questo, avevo un altro blog… non riesco proprio a non scrivere, e anzi posto molto meno di quanto vorrei. Grazie per essere passata di nuovo!@Barbapapà: uh, che bello! se c'è da preparare un bagaglio io sono sempre pronta… i weekend fuori con la famiglia sono il massimo

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