Intervallo. Orroli

Ventiquattr’ore senza figlie, cane, gatti, tartarughe. Elimina quel piccolo esercito di creature che richiedono le tue attenzioni, e ventiquattr’ore ti sembreranno una settimana. Durante la quale una gita è capace di trasformarsi in un viaggio.

La nostra destinazione a Orroli è stata Sa Pardina, Bed & Breakfast di recente apertura di proprietà di Paolo, un ragazzo pieno di entusiasmo che ci ha accolti con simpatia e, cosa che non guasta, facendoci trovare la grande stufa di maiolica accesa, a contrastare il freddo inconsueto di questi giorni!

La sala comune (dalla pagina Fb del b&b)

La piccola struttura mi ha affascinato molto perché è stata ristrutturata cercando di preservare il più possibile i caratteri di una casa d’epoca: travi a vista, porte massicce con chiavistelli antichi, pareti decorate da fasce dipinte nei colori della tradizione costruttiva sarda. Un piacere per gli occhi.

Siamo usciti per andare a cena lasciando quell’atmosfera accogliente un po’ a malincuore, ma la breve passeggiata per il centro storico del paese ci ha conquistati. Orroli è un borgo sorto nell’alto Medioevo su un insediamento addirittura di epoca nuragica: la storia antica e quella più recente ci venivano incontro ad ogni passo.

Antica bottega di barbiere

La notta era limpidissima, il cielo trapunto di stelle…

Chiesa di San Vincenzo Ferreri

Dopo una buona pizza e una sebadas annaffiata di miele alla sapa siamo tornati rotolando al b&b, e abbiamo concluso la serata con una partita a Trivial (ha vinto lui, doh!), arrostendo i piedi davanti alla stufa.

La mattina successiva il silenzio era così denso che io ho dormito fino alle 8 e mi ha svegliata soltanto il suono della sveglia, cosa che mi accade tipo una volta all’anno… (quindi per il 2017 ho già dato, accidenti!)

Dopo una colazione che definire abbondante è riduttivo ci siamo avventurati fuori: pioveva, di quella pioggia senza convinzione che ti fa sentire stupido a tenere l’ombrello aperto, ma ti bagna con pignoleria sistematica se decidi di chiuderlo.

Abbiamo vagabondato ancora per il centro, godendo di tutti gli scorci che si offrivano alla vista;

accanto a case abbandonate e crollate se ne trovavano altre conservate e restaurate con amore

I nostri passi vagabondi ci hanno condotto al forno Kentos, dove viene prodotto dell’ottimo pane che si vende anche a Cagliari e che è chiamato “il pane dei centenari” perché gli abitanti del borgo vantano un record di longevità.

Nel frattempo si è deciso ad uscire anche un timido sole, che ha illuminato le piccole piazze e le vie

accompagnandoci verso la parte alta del paese, dove si trova un nuraghe e la chiesa dedicata a San Nicola

Dal cortile della costruzione sacra si gode di una magnifica vista sui tetti del paese e, più oltre, sui campi del Sarcidano

Un luogo incantevole, ricco di fascino, davvero azzeccato per la nostra breve fuga

4 pensieri riguardo “Intervallo. Orroli”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *