Dieci piccole cose

L’altro giorno la nana “piccola ma ormai non più tanto piccola” era molto preoccupata per l’esito di una verifica scolastica. D’istinto mi è venuto da dirle: “Guarda che mamma ti ama allo stesso modo, che tu prenda 10 oppure 2 non cambia assolutamente niente” e immediatamente l’ho vista illuminarsi e cambiare totalmente umore. Questo mi ha fatto riflettere su quanto una nostra frase possa rassicurare, incoraggiare, dare il senso del nostro amore oppure viceversa gettare un bambino nell’ansia e perfino nella disperazione.

Ho pensato di fare una lista di 10 piccole cose, apparentemente banali, che le mie figlie amano sentirsi dire da me, per non dimenticarmi MAI di ripetergliele all’infinito.

  1. Ti amo moltissimo, non c’è cosa terribile che tu possa fare che mi farebbe cambiare idea
  2. Mi piace molto passare del tempo insieme/ho voglia di passare del tempo con te
  3. Sono orgogliosa di essere la tua mamma, non vorrei nessun’altra figlia
  4. Sarai sempre il mio cucciolo, anche quandò io sarò una vecchietta e tu una signora grande
  5. Grazie
  6. Grazie per avermi raccontato il tuo segreto/problema
  7. Grazie per avermi ascoltata
  8. Anche io, alla tua età… (segue racconto di esperienza simile)
  9. Da piccola eri la bambina più simpatica del mondo (segue racconto divertente di strafalcioni, monellerie etc)
  10. Puoi sempre contare su di me

Avete altre frasi da suggerire?

2 pensieri riguardo “Dieci piccole cose”

  1. Hai fatto bene a scrivertele!
    Al ricciolino piace tanto sentirsi dire che sono molto orgoglioso di come si è comportato in una situazione.
    E poi il classico: “per me sei il bambino più bello del mondo!”
    La tua n. 1 la uso dopo averlo sgridato, se mi sembra molto mortificato. Lo rassicura pur non togliendo nulla alla punizione.

    1. Sono d’accordo; infatti anche quando facciamo la pace, la punizione resta, e resta perchè se un genitore ha disposto una punizone non è per far dispetto al bambino in quanto in quel momento è infastidito o seccato, ma piuttosto perchè ritiene che quella punizione abbia un valore educativo e sia momento di crescita, dunque rimane a prescindere dallo sbollire dell’arrabbiatura!

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