Libri letti (e riletti) quest’estate. 1

Da lettrice forte quale sono, ho pensato di raccontarvi alcuni dei libri che ho letto quest’estate. E siccome sono appunto tantini… ecco una prima parte. I tre volumi che seguono sono in realtà una rilettura: da quando ho scoperto questo autore, quando avevo una decina d’anni, non manco mai di rimettere mano ai suoi libri. Perchè i racconti di James Herriot, veterinario dello Yorkshire (Inghilterra settentrionale) a partire dagli anni ’30, sono adatti anche ad un ragazzino, scritti come sono con una delicatezza, senso dell’umorismo e liricità che non conosce limiti minimi d’età.

Herriot, pur avendo iniziato a scrivere dopo i 50 anni, ha una produzione abbastanza vasta, tutta incentrata attorno allo stesso tema: la sua attività di veterinario. Tuttavia trovo che i migliori siano quelli di cui vi parlo oggi, che incidentalmente sono anche i primi pubblicati.

I suoi racconti non sono mai noiosi, anche quando descrive la faticosa manovra per ruotare il piede di un vitello che proprio non vuole saperne di nascere, o quando indugia sulla tubercolosi delle vacche, sulle ferite dei cani o la castrazione dei gatti. Herriot ci strappa più di una risata quando racconta del suo rapporto con il bislacco socio Sigfried, aristocratico playboy dalla memoria corta e il suo pazzo fratello Tristan, studente tanto svogliato quanto geniale, animato da una genuina passione per gli scherzi pesanti. Ci fa sorridere quando rievoca il goffo corteggiamento ad Helen, la bellezza della contea, che inaspettatamente sceglie di sposare proprio lui, squattrinato maldestro veterinario giunto nello Yorkshire dopo una laurea in Scozia.

In Creature grandi e piccole, Herriot rievoca i primi tempi della professione, l’incontro con i rudi coltivatori dello Yorkshire, dotati di un grande cuore, i piccoli successi nella professione e le cantonate dovute all’inesperienza. E ci porta attraverso il primo incontro con Helen, fino al matrimonio, culminato in un viaggio di nozze nella contea, a somministrare test tubercolinici alle pecore per conto del tenutissimo Ministero. Esilarante l’episodio dell’invito alla cena danzante e la descrizione dell’antiquato abito da ballo indossato da James per l’occasione.

In Beato fra le bestie James Herriot è uno sposo novello, che impara ad apprezzare le gioie del matrimonio: ritornare a casa a notte fonda, dopo essere stato sdraiato sul pavimento di una vaccheria frustata dal vento a far partorire una riottosa bovina, e accoccolarsi accanto alla moglie addormentata, riscaldandosi al calore di lei.

L’Europa è però spazzata da ben altri venti, quelli della guerra: quando il secondo conflitto mondiale infuria, James e il suo socio Sigfried si arruolano volontari nella RAF: in Cose sagge e meravigliose Herriot torna indietro con la memoria ai più esilaranti o commoventi episodi della sua professione di veterinario, mentre si sottopone al durissimo addestramento, a tratti tragicomico, per diventare un pilota e volare sui Tiger Moth.

Se, come me, amate gli animali e le atmosfere della campagna inglese vi incantano, non potete lasciarvi sfuggire queste piccole perle di letteratura.

2 pensieri riguardo “Libri letti (e riletti) quest’estate. 1”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *