La giara di Gesturi

Durante il ponte di Ognissanti abbiamo organizzato una gita in giornata alla Giara di Gesturi, un parco della Sardegna che ricade nei comuni di Tuili, Setzu, Genoni, e appunto Gesturi. Si tratta di un altipiano dalle caratteristiche geografiche e ambientali molto particolari perchè, normalmente abbastanza arido, presenta degli avvallamenti simili a grandi catini naturali, detti “pauli”, che nei periodi di pioggia si riempiono d’acqua e vegetazione acquatica, creando come dei laghetti.

Intorno a queste zone secche si trovano poi ampie aree ricoperte di belle sughere, ma la particolarità per cui la Giara è conosciuta – e meta di tantissime gite scolastiche! – sono indubbiamente i cavallini selvatici che la popolano.

Un gruppo di cavallini ci ha accolti quasi all’entrata del parco, e per la delizia delle bambine ci è venuto letteralmente incontro!

 

Diciamo che questi cavallini, seppure selvatici, erano ampiamente abituati alle intrusioni umane, e si sono mostrati ben contenti di vederci: con continui colpetti di musi vellutati richiamavano la nostra attenzione, forse richiedendo cibo, forse desiderosi solo di coccole, che non gli abbiamo fatto mancare.

Mi chiedo però come avrebbe reagiato un’altra famiglia, meno abituata di noi alle effusioni equine, venendo accerchiata da un gruppo di cavalli invadenti!

La nostra cagnetta, Mela, era alquanto interdetta di fronte a questi compagni che si sono aggiunti alla nostra passeggiata, percorrendo un lungo tratto insieme a noi.

Ci siamo divertiti allora a scattare un po’ di foto con loro e a loro. Questo grigio è lo stallone, che se ne stava sempre un po’ in disparte, a sorvegliare il suo piccolo gruppo di femmine, alcune delle quali visibilmente gravide.

Ci siamo poi addentrati nella foresta di querce da sughero, dove abbiamo incrociato altri rappresentanti della razza equina meno socievoli (cioè non ci hanno degnato di uno sguardo!)

e abbiamo fatto un po’ gli scemi in mezzo agli alberi

Siamo poi arrivati fino al Nuraghe Taro, di cui per la verità si vedono ben pochi resti.

Infine abbiamo concluso con un bel pic nic sui tavolini di pietra che il parco mette a disposizione degli ospiti: inutile dire che eravamo gli unici visitatori e che abbiamo incontrato solo gente con zoccoli e criniera!

Al momento di andare via dal parco i nostri amici a quattro zampe ci hanno cortesemente accompagnato fino all’auto, varcando i cancelli della riserva (è dovuto venir fuori il custode per riportarli al sicuro!) e infilando perfino la testa dentro il finestrino, con grande divertimento delle bambine!

Ci siamo divertiti tantissimo ed è veramente una destinazione che vi consiglio, anche senza percorso guidato, perchè merita sia per il panorama che per gli animali che popolano il parco! Inoltre essendo un percorso quasi totalmente in piano, non particolarmente accidentato, può essere affrontato anche con bambini molto piccoli, addirittura in passeggino. Lo sconsiglierei solo a chi… ha paura dei cavalli. Ma decisamente non è il nostro caso.

 

 

Dodici

Lei ha le gambe lunghe che si muovono al ritmo di una musica interiore, dinoccolate e rapide come quelle di una puledra nervosa.

Ha gli occhi neri di qualche ascendente arabo, bordati di ciglia da cerbiatta. E lentiggini che, quando era piccola, le dicevo che erano i segni dei baci che le fate le davano mentre dormiva.

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Tiene stretto il mio cuore tra le sue dita con la calma sicurezza di chi sa di avere compiuto il piccolo miracolo di avermi chiamata “mamma” per la prima volta. Lei mi ha dato un nuovo nome. Che mi completa e mi spinge ogni giorno a voler essere migliore. Per essere davvero quella persona che lei crede che io sia.

Mentre il suo corpo cambia e si ammorbidisce ogni giorno sotto i miei occhi, così fa il suo carattere. Perchè è sempre stata un po’ bastian contrario, lei, e anzichè prendere le distanze da noi e diventare una figlia ribelle e scontrosa, con l’età si sta trasformando in una ragazzina più affettuosa, sensibile, responsabile. Ragionevole perfino. Increduli ci godiamo questo stato di grazia, sperando che si prolunghi il più possibile, e consapevoli che una mattina ci sveglieremo e ci troveremo davanti un mostro irriconoscibile, verso cui dovremo fare grande esercizio di pazienza.

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Quella stessa pazienza che lei mostra ogni giorno verso di noi e i nostri goffi tentativi di essere dei buoni genitori.

Lei oggi compie dodici anni, e io mi sento immensamente fortunata.