Duemilasedici

Qualcuno mi ha dato per dispersa. E forse un po’ lo sono, almeno per quanto riguarda il web, perché non mi si vede quasi più su facebook e instagram. Io che sono tanto costante, formichina della vita, in questa situazione mi sono tirata indietro. Nella vita reale, invece, ci sono eccome e non mi tiro indietro davanti a progetti, idee, novità. Da incastrare nella routine del quotidiano con quei giochi di prestigio che noi donne sappiamo fare tanto bene, conservando il sorriso per i nostri figli a costo di perderci la salute.

Autunno cagliaritano

 

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Bravi Bimbi e il post n.200

Oggi va online il mio duecentesimo post!
Per questo mi fa particolarmente piacere segnalarvi che, se vi va, oggi mi trovate con una simpatica intervista sul sito Bravi Bimbi, intervista per la quale ringrazio molto Riccardo che mi ha contattata, e Giulia di Mamma Avvocato che gli ha fatto il mio nome e ha espresso il desiderio di sentire le mie risposte.

Zombie, urla e ragnatele

Le mie figlie adorano mostri, zombie e storie un po’ spaventose, e quando si avvicina Halloween sono sempre in fermento per i travestimenti paurosi. Quest’anno ad esempio la nana grande si è vestita da ballerina zombie, un soggetto di sua invenzione

La nana n. 2 invece ha optato per un travestimento da Mercoledì Addams, usando il costume che avevo realizzato per la sorella in occasione della festa dei suoi sei anni che era stata proprio una festa del terrore. Quell’anno io mi ero vestita da Morticia, con grande sorpresa degli altri adulti presenti e mio sommo divertimento.

Trovo che le feste del terrore abbiano un vero effetto liberatorio per i bambini, e al di là del divertimento che deriva dal travestirsi siano uno strumento utilissimo per affrontare le loro paure ed esorcizzarle, magari ridicolizzandole. Attenzione! non intendo ridicolizzare i bambini o sminuirne le paure, che dal loro punto di vista sono davvero reali e spaventose, quanto piuttosto far emergere il lato comico di ciò che li intimorisce, riportandolo ad una dimensione per loro più gestibile. Ricordate ad esempio Ferdinando, il mostro della polvere? Ne avevo parlato qui.
E’ proprio questo lo spirito che ho trovato nel libro Zombie, Urla e Ragnatele, che alle mie figlie è piaciuto moltissimo.  Qualche settimana fa sono stata contatta da Francesca, una delle fondatrici di Timbuktu, un piccola azienda che crea prodotti digitali d’eccellenza che, in collaborazione con la De Agostini, ha creato una collana di libri per bambini dal nome significativo: Missione paura.
Una mini collana volta proprio ad affrontare le più comuni paure dei nostri figli attraverso attività divertenti e creative, da fare magari insieme a mamma e papà.
Ho accettato con gioia di fare una recensione di Zombie, Urla e Ragnatele perché credo fortemente nel potere taumaturgico dei libri; dopo aver ricevuto il volume a casa sono stata ancora più contenta della scelta, conquistata dalla grafica accattivante e dai contenuti.
 
Il protagonista del libro è Oscar, un bambino abilissimo nell’organizzare feste terrificanti, che spiega ai piccoli lettori come mettere in piedi un evento spaventoso di sicuro successo. Attraverso consigli divertentissimi, che spaziano dalla preparazione degli inviti – rigorosamente spruzzati di sangue – a come allestire un buffet a prova di zombie affamato- mitici i tramezzini a forma di bara – Oscar guida i bambini attraverso le loro piccole grandi paure, esorcizzandole per mezzo della comicità.
Il libro ha anche una versione interattiva, gratuita per chi possiede l’edizione cartacea: scaricando infatti l’app free iStorie è possibile continuare a giocare con Oscar e i suoi amici grazie alla realtà aumentata.
Davvero una bella idea per un regalo di Natale!

Un giorno a Desenzano del Garda

Del progetto a favore dell’AIL in cui sono stata coinvolta in qualità di blogger ho già parlato qui.
Oggi, nella seconda puntata, vi racconto invece della nostra bellissima giornata a Desenzano del Garda, dove si è tenuta la festa che Cameo e AIL hanno organizzato per le mamme blogger. Un modo per ringraziarle per l’impegno che stanno mettendo in questa campagna di sensibilizzazione, ma anche per far divertire i loro bambini in compagnia della mascotte Muu Muu, la simpatica mucca che dà il nome al budino con le macchie.
Tuttavia l’inizio della festa era fissato per le 15, mentre il nostro volo per Orio partiva alle 6,35: la mattina era dunque interamente a nostra disposizione, e confesso che ero un po’ preoccupata.
Le bambine sarebbero state brave o avrebbero fatto lagne per qualunque cosa, a causa della sveglia alle 4,30 e conseguente stanchezza? Avremmo trovato un tempo orribile e ci saremmo dovute rifugiare in un centro commerciale per sfuggire a pioggia e vento, senza poter mettere il naso fuori?
Fortunatamente, tutto è filato nel migliore dei modi. Anche perché l’agenzia pubblicitaria che ha organizzato l’evento ci ha trattate da principesse, ad esempio mandandoci all’aeroporto una macchina con autista per portarci a destinazione.
Il tempo era perfetto: soleggiato e senza un filo di vento; ottimo per dedicarsi ad esplorare la cittadina.

Il porticciolo vecchio
nane incantate dal presepe in allestimento

il lungolago, semi deserto di prima mattina
osservando pesci ed anatre

E’ stato bello entrate in un panificio e comprare due tranci di focaccia salata, da addentare sedute sul molo soleggiato, le gambe a penzoloni.

Desenzano è una cittadina gioiello, linda e curatissima

Abbiamo consumato il pranzo in un grazioso bistrot, La Cambusa, dove le bambine si sono ingozzate di polenta pasticciata e io di cinghiale (lo adoro, nella mia vita precedente devo essere stata…Obelix!), per finire con tortini caldi di cioccolato.
Boccheggiando per il troppo cibo siamo andate di nuovo lungo il lago, fino al faro. Da quel punto il panorama era davvero splendido, con le montagne innevate in lontananza.

Poco prima delle 15 un’auto ci ha portate alla festa, organizzata in Dolce Casa Cameo.

l’ingresso della sede

All’evento siamo stati trattati tutti come amici attesi a lungo, e questo mi ha colpito. Mi aspettavo un qualcosa di più “freddo” e orientato al marketing, che invece è rimasto decisamente sullo sfondo; da una parte, per dare risalto all’iniziativa benefica portata avanti dall’azienda, dall’altra per permettere ai bambini di partecipare spensieratamente ad una vera e propria festa di compleanno

Anita e Carolina vengono accolte dalla mascotte e dall’animatrice
I bimbi sono coinvolti nella preparazione di un disegno 
il capolavoro di Carolina
Tutti a bocca aperta per lo spettacolo di magia
il momento della torta
e poi dolci per tutti, naturalmente. 

Infatti, mentre i bambini si divertivano tra una caricatura e un trucco di magia, le mamme blogger hanno approfondito, insieme al Consigliere AIL Giuseppe Navone, le attività portate avanti dall’associazione e l’importanza di rendere virale il messaggio della campagna.

Alle 18 la festa è finita e alle 18, puntualissimo, si è presentato l’autista per riportarci all’aeroporto. “Purtroppo”, avendo il volo alle 21,35, eravamo in largo anticipo sui tempi e ci è toccato farci lasciare ad Orio center anziché all’aeroporto, dove per far passare il tempo siamo entrate in qualche negozio…

A mezzanotte eravamo a letto, stanche ma felici.
E’ stata una giornata molto densa di eventi, in cui ho conosciuto dal vivo tante altre blogger che seguivo via web: è sempre strano e bellissimo stringere la mano ad una persona che ti sembra di conoscere, ma che fino ad un minuto prima è stata lontanissima da te. Chissà, forse sono nate delle amicizie che dureranno nel tempo!

Prima di concludere questo lunghissimo foto post vi ricordo che la campagna di Cameo a favore dell’AIL non si è conclusa affatto sabato scorso, con l’evento riservato ai blogger, ma prosegue fino a gennaio 2015. Tutti possiamo contribuire in modo molto semplice per far aumentare il contributo destinato all’associazione (Cameo infatti ha destinato fin da subito 30mila € al miglioramento delle case alloggio): basta condividere sui social una foto con il tag #auguriMuuMuuXAIL. Ad ogni immagine corrisponde 1 € in più. Qui trovate altri dettagli dell’iniziativa.
Un gesto piccolo e semplice che può fare una grande differenza.

Mammadilettante insieme a Muu Muu per AIL

Oggi un post serio. Perchè quando si parla di leucemie non si può non essere serissimi. Specie se ad essere ammalati sono i bambini.
La Cameo, casa che tutti conosciamo per i preparati per dolci (andiamo… alzi la mano chi non ha mai fatto un buon budino last minute, non avendo tempo per un dolce cucinato in casa!), in occasione del compleanno della linea di prodotti Muu Muu (sì, il budino al latte con le macchie!) ha deciso di sovvenzionare il funzionamento delle case-alloggio dell’Associazione Italiana Leucemie.
L’AIL infatti mette a disposizione dei bambini e ragazzi, che devono spostarsi nel territorio nazionale per sottoporsi a trattamenti per la leucemia, degli alloggi totalmente gratuiti che riproducono l’ambiente domestico per rendere la loro permanenza fuori casa il più confortevole possibile, nonchè psicologicamente lontana dall’idea di “ospedale”. Aree gioco e ambienti a misura di bambino, insieme all’animazione di volontari preparati e capaci, per sostenere i piccoli pazienti emotivamente oltre che da un punto di vista pratico.
E’ una causa nobilissima, questa scelta da Cameo, e il modo pensato per promuovere l’iniziativa è simpatico e accattivante. Oltre al cospicuo contributo fisso che Muu Muu devolverà a favore di AIL, infatti, tutti noi possiamo fare crescere questa cifra in poche mosse. Quante foto sceme condividiamo ogni giorno su facebook, instagram o twitter? Dai, ammettiamolo: non c’è niente di male, siamo tutti un po’ schiavi dei social. Foto dei piedi (ce l’ho), della colazione (ce l’ho), del nuovo look (ce l’ho), dell’uscita con le amiche (ce l’ho).
Proviamo invece a fare così:

Andrà bene qualunque foto condivisa su facebook, twitter o instagram, che serva per “fare gli auguri”a Muu Muu: basta che vi ricordiate di aggiungere l’hashtag #auguriMuuMuuXAIL, e per ogni immagine (o anche post senza foto) che contenga questo tag, Cameo devolverà 1€ in più all’AIL per migliorare le case alloggio. I post corredati di immagine verranno anche pubblicati nel social wall dell’iniziativa, che si aggiorna in tempo reale con i nuovi scatti.
Un gesto semplice e veloce per chi è solito postare e condividere, quindi perché non farlo?
Posso contare su di voi?
Trovate tutte le info sull’iniziativa qui.

Ma non è finita, perchè la campagna a favore dell’AIL avrà il suo punto più alto sabato prossimo a Desenzano del Garda
E qui entrano in scena le mamme (e i papà) blogger. Perchè siamo stati invitati, insieme ai nostri figli, ad un pomeriggio di gioco e di riflessione organizzato da Cameo insieme all’AIL, per conoscere meglio la realtà delle leucemie infantili e per entrare nel vivo del progetto di miglioramento delle case alloggio.
Il 22 quindi, io e le nane faremo una scappata a Desenzano, onorate di poter partecipare all’evento. Restate sintonizzati per gli aggiornamenti!

Maggio, il mese delle rose

E’ arrivato maggio. Con il suo sole tiepido e il mio piccolo giardino traboccante di rose.

La rossa Tradition 95 che fa capolino in mezzo alla gloria dorata di Golden Gate

La candida Monna Lisa che attende di dischiudersi

Golden Celebration e i suoi morbidi rami carichi di fiori profumatissimi

La superba Wall Street con la sua tonalità albicocca sfumata di giallo e i suoi lunghi steli perfetti per il taglio

Maggio con il n. 3 di Casa&Décor, interamente dedicato al fiore più amato di tutti i tempi.
E naturalmente c’è anche il mio articolo, con un tutorial tutto dedicato alle rose – stavolta però di stoffa – per far felici mamme e figlie!

L’avete già acquistato in edicola? Se non lo avete ancora fatto vi consiglio di rimediare subito, troverete una rivista che di numero in numero si fa più ricca e colorata, piena di idee e spunti interessanti!

Ci sono!

Mi stavate dando per dispersa? oppure non vi siete nemmeno accorte della mia assenza dalla blogosfera per oltre una settimana? Negli ultimi giorni ho avuto una infernale accoppiata: straordinari al lavoro + operai in casa. Ho passato momenti così caotici da dimenticarmi perfino, giovedì scorso, che era il mio compleanno! Poco male, non mi piace autofesteggiarmi!
Vi mostro un’immagine della fase più faticosa dei lavori: lo svuotamento della libreria del salotto. Diciannove ripiani da un metro, quasi pieni. Il punto non è stato tanto togliere i libri, ma conservare l’ordine nel quale sono collocati sulle mensole: divisi per genere (romanzi, poesia, saggistica, guide etc) e poi in ordine alfabetico all’interno dello stesso genere. Un incubo che spero di non dover più affrontare per altri sette anni…

Alla fine del lavoro, con la libreria svuotata e il suo contenuto accatastato sul pavimento, avremmo avuto proprio voglia di buttarci tutti e quattro sul divano e guardare magari un film adatto a tutta la famiglia. Peccato che il televisore giacesse sotto un telone in plastica e che sui divani fossero poggiati vasi, cornici, quadri etc.
Lì abbiamo capito che l’incubo era appena cominciato. Perchè – ricordate? – io sono quella del “no alla tv in cameretta”, “no alla tv nella camera dei genitori” e “no alla tv in cucina”. Insomma, abbiamo un solo televisore. Salta quello, viene meno la possibilità di guardare qualsiasi programma.
Niente libri, niente divano, niente tv. Per un po’ siamo stati in preda allo sconforto, incapaci di decidere dove e come trascorrere il resto della serata. Poi abbiamo trovato una soluzione, applicata anche nei cinque giorni successivi.
Leggete qui.

Di Pinkification e modelli di bellezza

Ieri ho scritto questo articolo per L’Unione Sarda, riflettendo ancora una volta sul clima in cui crescono oggi le bambine. Quand’ero una ragazzina, e tutte sognavamo di fare le modelle, i nostri punti di riferimento erano le supermodel anni ’90: ragazze snelle sì, ma sportive e con le curve al punto giusto. Eppure, già allora se ne stigmatizzava l’eccessiva magrezza, gridando al pericolo anoressia. Di chirurgia estetica invece si parlava ancora molto poco; giusto qualcuna ritoccava il naso troppo importante o il seno, nel caso facesse la modella di intimo. 
Oggi il c.d. ritocchino è stato sdoganato come se fosse “ordinaria manutenzione” del nostro aspetto, sebbene i risultati siano spesso tutt’altro che naturali. Non solo, a braccetto con i ritocchini va una magrezza sempre più esasperata che produce piccoli mostri dalla testa sproporzionata rispetto al corpo, dotati di zigomi prominenti adatti più a Cip & Ciop che ad una bella ragazza. Ecco, quello che io vorrei far capire alle mie figlie è che tutto questo non è e non deve essere la normalità. Che non è altro che una gabbia per la donna, condannata a somigliare ad una bambola di plastica anziché ad una creatura armoniosa. Come penso (anzi, spero) di riuscirsi? Aprendo le loro menti. Perché se da un lato il nostro corpo è il tempio in cui vive la nostra anima, e come tale deve essere curato, dall’altro questa cura non deve tradursi in una violenza, né nel centro di un’esistenza altrimenti vuota. Voglio quindi provare a mostrare loro che nella vita c’è altro oltre a trucco parrucco dieta e look. Ci sono i viaggi, lo sport, lo studio, il dedicarsi ad aiutare il prossimo, non ultima la vita spirituale, della quale tendiamo a dimenticarci perché non si vede. Perché a volte siamo proprio noi genitori a sbagliare, specialmente con le figlie, trattandole istintivamente da piccole creature frivole. E se invece che complimentare la nuova maglietta gli chiedessimo qual è il loro libro preferito?

Casa&Décor and me

E’ che qualche volta i sogni si avverano. L’avevo detto, io, che questo 2014 sarebbe stato un anno bello bellissimo. Pieno di cambiamenti. Posso dire che fino a questo momento è stato davvero così, e nei prossimi mesi prevedo altre belle cose in arrivo. Ma non divaghiamo.

Cose belle e grandi nascono da piccoli gesti. Succede che su facebook la tua amica – Fra, ti posso definire così? – Francesca Meazza ti segnala una rivista nuova nuova, di quelle che a te piacciono da morire. E tu corri a comprarla. E ti piace così tanto quello che leggi che mandi un messaggio per complimentarti e inizi un dialogo con la deliziosa Manuela Longo, la responsabile della redazione, e finisce che poi sei lì che scrivi e costringi quel santo di tuo fratello a farti le foto per l’articolo. 
BAM! Praticamente dal niente. Qualche volta succede, e stavolta è successo a me e io non potrei esserne più felice.
Ecco la copertina del n. 2 di Casa&Décor, mese di aprile, sul quale trovate la mia rubrica, la prima di una serie che spero sarà lunghissima. Il mio auspicio è di poter crescere insieme a questa bella pubblicazione, ed alle persone che se ne occupano e che hanno saputo renderla così accattivante
e se volete dare un’occhiata alla mia rubrica… eccola qui, a pagina 96 (sì, ci sono anche le nanette!)
E’ proprio vero che Good things come to those who wait

Severa e intransigente

Severa e intransigente: così mi hanno definita due persone diverse che hanno letto i miei corsivi degli ultimi tempi su L’Unione Sarda. Che io sia un genitore di quelli che gli psicologi definiscono normativi è indubbiamente vero. A temperare le regole, che poi spesso non sono che procedure da seguire (ad es. quando si entra a casa: scarpe e giacca a posto, cambiarsi d’abito, lavare le mani) c’è però una buona dose di affetto e allegria, insieme a tanta autonomia di scelta e di movimento e un generale rispetto delle inclinazioni naturali delle mie figlie. Senza perdere mai di vista però un aspetto fondamentale della relazione con i figli, e cioè che adulti e bambini non sono sullo stesso piano. E non solo perché noi siamo molto più alti di loro, ma perché sta nell’ordine delle cose previsto dalla natura che siamo noi a portarli per mano attraverso il mondo. Siamo noi a dover insegnare loro il bene e il male, il bello e il brutto, fino a quando non saranno in grado di discernere da soli, col tempo. Dai nostri figli non accetteremmo, ad esempio, consigli sul nostro lavoro, perché non hanno esperienza in merito, ma possiamo darne loro riguardo all’organizzazione del lavoro scolastico. Quindi, io mi domando, per quale motivo dovremmo invece accettare che le nostre figlie ci dicessero come dobbiamo vestirci? Forse che una bambina di 8-10 anni può comprendere quale stile sia più appropriato per una trentenne? Può capire le diverse occasioni d’uso? Io credo di no.
Certo se mi figlia mi dice “metti quel vestito rosa che mi piace tanto!” se è possibile io cerco di accontentarla. Ma se pretendesse di farmi vestire tutta lustrini e tulle…
Dunque, perchè vi racconto tutto questo? perchè da poco ho visto in tv un tremendo reality per bambine nel quale le figlie devono rifare il look alla mamma. E ovviamente lo fanno secondo il loro gusto. Ho provato pena per quelle mamme in minigonna, con completi leopardati…
Lo conoscete? Io l’ho trovato agghiacciante. Non riesco a trovare a questo programma un lato positivo. Ne parlo nell’articolo che è uscito ieri sul giornale, e che vi riporto qui.