E’ agosto

E’ iniziato agosto, e anche le mie agognate ferie stanno per arrivare.
Che poi, io non sono capace a stare ferma, ad applicare il concetto che ferie = riposo. Mi piace un po’ di dolce far niente. Circa cinque minuti. Poi inizio a scalpitare con idee e progetti e cose da fare. Organizzati in liste.

Quindi, beccatevi la mia to-do-list delle ferie.

  • Scrivere, scrivere, scrivere. Più importante in assoluto.
  • Leggere, leggere, leggere. Che è quanto di più vicino al non far niente io riesca a concepire.
  • Ridipingere i muri del giardino in prossimità del gazebo e finire di arredare quell’angolo.
  • Fare qualche cena con amici nell’angolo gazebo rimesso a nuovo.
  • Sistemare cucina, corridoio e lavanderia, dopo che gli operai avranno finito.
  • Restaurare il piano del tavolo da pranzo e la piattaia di cucina.
  • Finire il progetto con il driftwood e le conchiglie (c’è un attrezzo che mi serve e non trovo da nessuna parte!)
  • Ricominciare a guidare la moto, con l’obiettivo di prendere la patente il prossimo autunno.
  • Iniziare a contrattare con mio marito su quale moto acquistare (naturalmente io lo so già quale voglio).
  • Imparare ad usare bene la sua canoa.
  • Organizzare almeno una gita in barca in un posto dove non sono ancora stata. Possibilmente barca a vela e possibilmente con pernottamento a bordo. Ho già un paio di idee…
  • Portare le bambine ad un parco acquatico, come ogni anno.
  • Organizzare un’escursione a cavallo con Anita, con discesa in spiaggia all’alba. Giuro che me lo ha chiesto lei!
  • Convincere mio marito che è indispensabile che impari anche lui almeno le basi dello stare in sella. 
  • Incontrare un paio di amiche blogger (hey, lo so che siete là che leggete!).
  • Imparare a dormire e a mettere in pausa il cervello. Ok, questa non è fattibile, già lo so.
  • Smettere di aggiungere voci a questa lista, altrimenti non mi bastano tre anni di ferie…

Ma soprattutto, più di ogni altra cosa, il mio proposito per queste ferie è di scegliere di essere felice, ogni mattina. La felicità è una scelta, non lo sapete?

Ghirlanda fuoriporta di foglie acquarellate

L’altro giorno, aspettando un po’ di ospiti che dovevano venire a casa a mangiare una fettina di torta per il mio compleanno, ho realizzato in fretta e furia questa ghirlanda, tanto semplice da realizzare quanto d’effetto.

E’ un piccolo progetto che si può realizzare coinvolgendo i bambini: si divertiranno un mondo a pasticciare con gli acquerelli!
L’idea mi è venuta curiosando in questo blog americano di decorazione, poi l’ho modificata a mio uso e consumo (cioè, non avevo in casa nessun vecchio libro da sacrificare anche perché per una bibliofila come me strappare le pagine di un libro è praticamente un sacrilegio!)
OCCORRENTE:
Un cartoncino per acquerello 60×90 cm: non prendetelo di una grammatura troppo grossa altrimenti tagliarlo sarà faticosissimo (e non potrete farlo fare ai bimbi);
Un set di acquerelli;
Un pennello grande;
Una base per ghirlande in polistirolo;
Nastro a piacere (1 mt);
Colla a caldo;
Forbici o taglierina;
Procedimento:
Abbiamo scelto una palette di colori che ci piaceva: dal viola al verde passando per l’azzurro, che è il colore predominante ad Hove Haven, poi la nana n. 2 ha dipinto con gli acquerelli tutto il foglio, partendo dal viola e aggiungendo il blu fino a sfumare nell’azzurro. All’azzurro ha poi aggiunto il verde, creando un bellissimo viridian, e poi ha sfumato fino al verde vero e proprio.

Abbiamo steso il nostro “lenzuolino” ad asciugare in giardino, con tanto di mollette, e una volta pronto abbiamo fatto lo stesso lavoro dall’altro lato, avendo cura che dietro il viola ci fosse il viola e non il verde, e lo stesso per gli altri colori.
Poi abbiamo tagliato il cartoncino in tante strisce da circa 3 cm di larghezza (ne sono uscite appunto 30)

E ogni striscia è stata divisa verticalmente in 6 pezzi da 10 cm, tutto ad occhio.

Ad ogni rettangolo poi abbiamo dato una forma lanceolata, facendo una punta da una parte e lasciando la base piatta dall’altra, anche in questo caso tutto rigorosamente ad occhio

Infine abbiamo incollato le foglie sulla base di polistirolo. Non ho fotografato questi ultimi passaggi perché non pensavo di dedicarvi un post, ma nel tutorial da cui ho preso l’idea si vede molto bene come procedere.
Si tratta in ogni caso di incollare le foglie a raggiera, seguendo le gradazioni di colore

Lo strato successivo deve andare a sovrapporsi in parte al precedente, in modo da coprire la base delle foglie. Abbiamo avuto cura inoltre di coprire bene i lati ma non il retro della ghirlanda, perché altrimenti non saremmo riuscite ad appenderla.
Per terminarla abbiamo creato un fiocco con il nastro quadrettato, e un piccolo cappio per sospenderla al gancetto che c’è sulla porta d’ingresso.
Ed eccola qua

Vi piace? Credo che per un po’ la terremo sulla nostra porta, in attesa di ispirazioni di sapore più estivo. Sto già pensando a qualcosa con le conchiglie…

Maggio, il mese delle rose

E’ arrivato maggio. Con il suo sole tiepido e il mio piccolo giardino traboccante di rose.

La rossa Tradition 95 che fa capolino in mezzo alla gloria dorata di Golden Gate

La candida Monna Lisa che attende di dischiudersi

Golden Celebration e i suoi morbidi rami carichi di fiori profumatissimi

La superba Wall Street con la sua tonalità albicocca sfumata di giallo e i suoi lunghi steli perfetti per il taglio

Maggio con il n. 3 di Casa&Décor, interamente dedicato al fiore più amato di tutti i tempi.
E naturalmente c’è anche il mio articolo, con un tutorial tutto dedicato alle rose – stavolta però di stoffa – per far felici mamme e figlie!

L’avete già acquistato in edicola? Se non lo avete ancora fatto vi consiglio di rimediare subito, troverete una rivista che di numero in numero si fa più ricca e colorata, piena di idee e spunti interessanti!

{Real Bloggers}: nuove tendine per il bagno

Conoscete l’iniziativa “Real bloggers”?
E’ una sorta di gioco tra blogger in cui mostriamo la nostra vita così com’è veramente. Questo è un tema che mi sta molto a cuore, infatti ne ho già parlato in un altro post precedente, nel quale mi sono accodata all’iniziativa di Rita, ovvero #quellochelabloggernondice. Addirittura, questo è stato l’argomento di uno dei miei primi post, e ci torno sopra volentieri perché penso che non se ne discuta mai abbastanza. Noi donne infatti abbiamo l’insana tendenza a cercare di fare tutto, di incastrare mille cose, di non ammettere debolezze… e questo ci porta a mostrare nei nostri blog magari solo la parte migliore della nostra vita. Niente di più sbagliato!
Ecco quindi il mio contributo a Real Blogger, che spero vi aiuti a vedermi come sono: una donna con pregi e difetti (soprattutto difetti!) che conduce una quotidiana battaglia contro sciatteria e disordine, tentando al contempo di ritagliare del tempo per le sue passioni creative.

Adoro le tende: cambiano letteralmente il volto di una stanza e in più sono facilissime da realizzare. Massima gratificazione con il minimo sforzo.
Così quando qualche tempo fa mi è stato regalato uno scampolo di pizzo color ocra/salmone ho subito pensato di farne delle tendine per il bagno delle bambine. E’ un bagno relativamente grande secondo gli standard attuali, dove predominano un look retrò e i colori della terra, per cui delle tendine di delicato pizzo color salmone mi sono parse subito un’idea adatta.
Il fatto è che come mio solito mi sono messa a realizzarle in un pomeriggio di ordinaria follia: la nana grande che studiava geografia con un compagno, la nana piccola alle prese con la suddivisione in sillabe, cane e gatto eternamente in mezzo ai piedi… ma se avessi deciso di aspettare un momento più opportuno forse non le avrei mai cucite!

Ho tentato, con scarso successo, di sottrarmi alle coccole del cane, Mela

Ho quindi organizzato il tavolo della cucina: di qua la mia macchina da cucire, di là libri e quaderni per seguire le bambine nei compiti. E il cesto del pane da sgranocchiare durante il lavoro…

Quindi dopo un po’ la mia cucina aveva questo aspetto…

Una volta terminate le cuciture, e giunto il momento di appendere le tendine, ho tirato fuori anche la cassetta degli attrezzi, molto real pure lei… notate il caos in cui teniamo viti chiodi etc!
Che poi, dopo un paio di prove, mi sono resa conto che le bacchette erano troppo lunghe, quindi senza scompormi troppo le ho semplicemente…segate, fino a ridurle della misura giusta! Non è un sistema molto ortodosso, ma ha funzionato!

Solo dopo queste operazioni mi sono spostata nel bagno, dove ho praticato dei forellini nella cornice della finestra (riuscendo nell’impresa di spezzare un gancetto dentro il legno, così da dover fare un secondo buchetto accanto al primo, poi nascosto fortunatamente dal tessuto), posizionato i ganci e infine appeso le tendine di pizzo

Ed ecco il risultato finale… le tendine appese alla finestra, accanto alla cornice in cui ho messo due foto antiche di famiglia ed una cartolina, anch’essa dei primi del ‘900, scritta da mio nonno alla sua madrina quand’era sotto le armi.


Se desiderate entrare a far parte della ciurma di Real Bloggers
potete farlo a partire dal prossimo post (tra un mese),
basterà scrivere a Francesca (novecento@iol.it) o a Diana (dolcedidi1976@virgilio.it)

Ecco le altre  Real Bloggers che hanno aderito all’iniziativa!

Diana : http://www.applepieshabbystyle.com/
Francesca: http://passionedeco-francesca.blogspot.com/
Anna: http://ultimissimedalforno.blogspot.it/
Eugenia: http://my-new-old-life.blogspot.it/
Elle: http://limonestracciatella.blogspot.it/
Mara: http://home-shabby-home.blogspot.it/
Manuela :http://www.myroseinitaly.com/
Gloria: http://www.villavillacolle.net/
Soribel : http://lullaby-coccinellalaboriosa.blogspot.it/
Manuela : http://pinkfrilly.blogspot.it/
Lisa : http://shabbypassion.blogspot.it/
Sofia: http://pensieriromantici.blogspot.it/
Marzia: http://curiositacreative.blogspot.it/
Giovanna: http://giovy75.blogspot.it/
Carla: http://www.vivreshabbychic.com/
Giovanna: http://www.mammadilettante.com/
Silvia: http://joyshabby.blogspot.it/
Gilda: http://wwwsweetsweethome.blogspot.it/
Grazia : http://www.erbaviola.com/
Gaia: http://www.alices-adventuresinwonderland.com/
Clara: http://cannellaemele.blogspot.it/
Anna: http://meravigliosofrenchchic.blogspot.com/

Potete inoltre trovare la raccolta delle nostre immagini anche su Pinterest,
nella cartella Real Bloggers   http://www.pinterest.com/francescameazza/real-bloggers/ !

Se volete potete anche partecipare da Instagram
usando gli hashtags
#realbloggers
#quellochelabloggernondice
#nonsonowonderwoman

Casa&Décor and me

E’ che qualche volta i sogni si avverano. L’avevo detto, io, che questo 2014 sarebbe stato un anno bello bellissimo. Pieno di cambiamenti. Posso dire che fino a questo momento è stato davvero così, e nei prossimi mesi prevedo altre belle cose in arrivo. Ma non divaghiamo.

Cose belle e grandi nascono da piccoli gesti. Succede che su facebook la tua amica – Fra, ti posso definire così? – Francesca Meazza ti segnala una rivista nuova nuova, di quelle che a te piacciono da morire. E tu corri a comprarla. E ti piace così tanto quello che leggi che mandi un messaggio per complimentarti e inizi un dialogo con la deliziosa Manuela Longo, la responsabile della redazione, e finisce che poi sei lì che scrivi e costringi quel santo di tuo fratello a farti le foto per l’articolo. 
BAM! Praticamente dal niente. Qualche volta succede, e stavolta è successo a me e io non potrei esserne più felice.
Ecco la copertina del n. 2 di Casa&Décor, mese di aprile, sul quale trovate la mia rubrica, la prima di una serie che spero sarà lunghissima. Il mio auspicio è di poter crescere insieme a questa bella pubblicazione, ed alle persone che se ne occupano e che hanno saputo renderla così accattivante
e se volete dare un’occhiata alla mia rubrica… eccola qui, a pagina 96 (sì, ci sono anche le nanette!)
E’ proprio vero che Good things come to those who wait

Ghirlanda primaverile

questa è la ghirlanda che la scorsa settimana ho realizzato in tutta fretta per adornare la porta d’ingresso in occasione della Comunione della nana grande.

L’ho creata interamente con materiali che avevo già in casa, per cui il suo costo è pari a zero.
Occorrente:

1 sagoma per ghirlande in polistirolo, repribile per c.a. 1€ nei negozi di hobbystica;
1 striscia lunga cm 150 di tessuto di organza di cotone lilla (o del colore che preferite), stretto una decina di cm;
1 striscia lunga 30 cm di plumetis di cotone, sempre lilla (i due tessuti sono ciò che mi è avanzato dal confezionamento di un abitino estivo d bambina);
fiori di stoffa,
nastri in tinta o a contrasto.

Avvolgere il tessuto più lungo intorno alla ghirlanda, sovrapponendo leggermente gli strati ed evitando che i bordi non rifiniti siano visibili con qualche sfilacciatura. Per far questo, puntate sul retro della ghirlanda con qualche spillo, in modo da tenere il tessuto nella posizione desiderata.
Attorno alla ghirlanda così rivestita, avvolgete un nastro di raso girandolo nel verso opposto a quello seguito per rivestire con la stoffa, in modo da creare un effetto di strati che si incrociano.
Con la striscia di tessuto più corta, create un fiocco, piegando e sovrapponendo il tessuto sempre in modo da non far vedere i bordi al vivo. Appuntatelo con due spilli nascosti sul centro della ghirlanda, in basso.

Create un mazzolino legando tra loro con un cordino dei fiori di stoffa, in tinta o a contrasto, anche diversi tra loro. Sempre con spilli nascosti, appuntatelo di lato, verso il centro superiore.
Infine con un pezzetto di nastro da 15 cm create un laccetto per appendere, usando sempre la tecnica degli spillini nascosti.

Voilà, 5 minuti di lavoro per un gradevole risultato! E quando vi stuferà, potrete smontarla e recuperare tutti i materiali.
Che ne dite, vi piace il risultato?

Home Decor e libri

Se mi chiedessero di definire qual è il mio stile in tema di decorazione e arredamento sarei in leggera difficoltà. Cresciuta in una casa arredata con pezzi antichi di pregio, ai quali i bambini dovevano prestare molta attenzione, ho sempre guardato ai cottage inglesi come la giusta espressione di uno stile che fosse antico ma confortevole: tavoli dallo spesso piano di legno, sedie allegramente scricchiolanti, letti con coltri simili a nuvole, piatti spaiati in bella mostra e tessuti quadrettati mescolati a quelli a fiori.
Quando è stato il momento di arredare il mio nido, niente di ciò che trovavo nei negozi di antiquariato e nei mercatini della mia città mi soddisfaceva appieno: pezzi troppo pomposi, troppo cari, senza carattere.
Insomma, per farvela breve, io e mio marito siamo partiti per una fiera dell’antiquariato nel sud dell’Inghilterra, e i mobili che ci piacevano siamo andati a sceglierceli “alla fonte”!
Se vi state chiedendo se siamo dei ricchi signori che abitano un’immensa villa dalle pareti affrescate, rassicuratevi: in quella fiera i pezzi antichi ai quali abbiamo rivolto la nostra attenzione, anche sommando il costo della spedizione fino alla nostra soleggiata isoletta, ci sono costati infinitamente meno che varcare la soglia di un antiquario!
Negli ultimi anni poi ho sviluppato una passione per i paesaggi, le case e l’arredamento della Provenza; ed ecco che in casa nostra hanno fatto ingresso tavolo, sedie e scrittoio in stile provenzale, che ho rimesso a nuovo io ridipingendoli di un bianco shabby.
Unendo tutto ciò, ne viene fuori uno stile che non è country, non è francese, non è shabby chic, o meglio non è soltanto uno di questi ma l’insieme di tutti e tre: è il mio stile, che ovviamente non ha un nome.
Per capire un po’ di più cosa attrae la mia attenzione, vi consiglio un paio di libri che mi piacciono moltissimo e che, diversi tra loro per impostazione e contenuti, mi sono grande fonte d’ispirazione.

Il primo si intitola Perfect English Cottage, un libro il cui nome dice tutto su quale sia il cuore dell’opera: esempi di cottage veri, realmente abitati, con i loro pregi e difetti ed uno stile tutto particolare, bucolico, idilliaco, fatto di accostamenti talvolta così stridenti… da essere perfetti.

Il secondo, invece, è The French Country House, un libro con un’impostazione completamente differente, nel quale troverete immagini di bellissime magioni storiche francesi, immerse nella campagna ma non per questo meno grandiose. Case eleganti e ricche come musei, certamente non alla portata del lettore comune, ma comunque ricche di spunti che possono essere applicati nelle nostre scelte di decorazione.

Se siete alla ricerca di idee, o avete anche solo voglia di sognare, vi consiglio entrambi i libri!

Piattaia di recupero per la cucina

N.B. pupazzetti di vario tipo aggiunti dalle nane a scopo decorativo…

Oggi vi mostro il primo lavoro di restauro del 2013, che è andato a finire su una parete della mia cucina: una vecchia alzata di credenza che ho acquistato ad un prezzo simbolico e completamente rimesso a posto. Questo lavoro mi ha fatta penare non poco e il risultato è tutt’altro che perfetto; ma si integra bene con la mia cucina country e il colpo d’occhio non è male. Se tra qualche tempo troverò una soluzione migliore, rimpiazzerò questa senza troppi rimpianti, ma per il momento me la godo per la sua praticità.

Come dicevo, è stato un lavoro più complesso del previsto; in primo luogo perchè il mobile mi è stato consegnato pesantemente danneggiato: un lato era completamente spaccato, e dopo diversi tentativi e consulti ho dovuto segare via una parte dei piedi, che peraltro avrebbero avuto solo una funzione decorativa in quanto l’alzata era da appendere al muro e non da poggiare ad una base di credenza.

In secondo luogo, la tavola che costituiva la schiena era a dir poco marcia e si sfaldava solo a toccarla: schioda leviga sostituisci il legno era una fase che non avevo preventivato.

Terzo, la vernice non voleva proprio saperne di prendere: sverniciare, levigare e dare un primer non pareva sufficiente…. ho dovuto dare 5 mani di vernice per ottenere un risultato dignitoso!

Una volta terminato il restauro ed appesa l’ho riempita con quel caos organizzato che è un po’ la mia firma: barattoli etichettati, libri di cucina, vassoi e qualche altro oggetto utile da tenere a portata di mano.

Ecco un dettaglio dei barattoli, in fila sul ripiano più alto

Ed infine il dettaglio delle etichette, che ho fatto realizzare da un amico di mio marito che ha uno studio di grafica (sono stampate su una carta apposita che può andare anche in lavastoviglie), portandogli il disegno di come dovevano essere, linea per linea, sfumatura per sfumatura… mi ha presa in giro per un pomeriggio per la maniacalità!
Però, abbiate pazienza, potevano le mie etichette non essere del giusto punto di azzurro, e con il giusto font un po’ vintage??

Antiche nuove tende

Il rifacimento della nostra camera da letto va avanti. Anzi, come dicono oltreoceano e oltremanica, il Master bedroom makeover, che fa moooolto più figo. Quando tutto sarà pronto vi mostrerò il risultato finale complessivo; per ora mi limito a farvi vedere qualche pezzo del puzzle.
Ecco le nuove tende, che ho cucito la scorsa settimana, complice la tonsillite della nana grande che mi ha costretta a saltare un giorno di lavoro (che peccato…) per accudirla. E così, mentre lei era accoccolata sul divano, a godersi lo stare a casa fuori programma, con la mamma, e senza sorella minore, io ero lì vicina alla macchina da cucire, che premevo sull’acceleratore della mia Singer. 
La foto della tenda per intero è così brutta, scura, da far sembrare la camera da letto l’antro di un orco… abbiate pazienza, il talento fotografico non è tra le mie doti! Quando la stanza sarà pronta spero che mio fratello mi soccorra scattando qualche immagine che le renda giustizia.  Per ora accontentatevi di questo mediocre scatto…

Per fare queste tende ho utilizzato, nella parte centrale, un lenzuolo antico che mi piace moltissimo: è in lino, tessuto a mano dalla madrina di mio nonno, che si chiamava come me. Lei non si sposò mai e donò il suo prezioso corredo, realizzato pazientemente nelle lunghe sere invernali, al suo figlioccio che lo ha tramandato a me. Tenere quel magnifico telo accuratamente ripiegato e conservato lo stava pian piano consumando, quindi ho deciso di regalargli quella vita che non ha mai avuto, e dargli il posto d’onore nella mia camera da letto.
Ecco un primo piano del monogramma e dell’importante ricamo a giorno che rifinisce il bordo del telo, arrampicandosi fino ai lati.

Ho poi acquistato su Tessuti.com 4 mt di tessuto a disegni provenzali; piccoli fiorellini stilizzati che riprendono la tonalità azzurro intenso delle pareti. Con questo ho fatto una mantovana e due finte calate (nel senso che sono unite al telo centrale, non si possono aprire per conto proprio), che ho orlato e munito di cordoncino piombato per tenerle ben distese. Un arricciatenda e voilà, le mie nuove, antiche tende, sono pronte. 

Che ne dite, vi piacciono? Ciò che a me piace di più, come sempre, è l’aver riutilizzato qualcosa che già avevo, che ha alle spalle una storia antica che parla di famiglia, di amore, di impegno e talento.

Ribaltina Rocaille bicolore

Ok, sono una craftaholic. Mi iscriverò ad un gruppo di sostegno, ma adesso ho ancora un paio di progetti in corso e poi smetto.
Questa è l’ultima arrivata ad Hove Haven, una ribalta in stile Rocaille dei primi del ‘900, lo stesso stile del tavolo da pranzo, che si presentava in buone condizioni strutturali ma aveva decisamente bisogno di qualcuno che si prendesse cura di lei: potevo forse lasciare inascoltato il suo grido di dolore? Giammai!!
prima dei lavori… un orrido bicolore con venature chiare

E siccome pitturare è quello che so fare meglio, non potevo che dipingerla!
L’ho prima sverniciata, per togliere quella simpatica finitura lucida tanto in voga negli anni ’40, carteggiata, poi ho dato 4 mani di due diversi colori: bianco panna e azzurro polvere, un colore tendente al grigio che ho creato mescolando celeste chiaro, panna e nero.
Infine ho carteggiato qua e là per simulare l’usura del tempo e per far emergere meglio i dettagli tipici di questo stile, come i piedi a ricciolo.
Adesso questa ribaltina alloggia nel mio salotto, ma non sarei contraria a “darla in adozione” ad una famiglia disposta ad amarla con il suo look shabby. Se siete interessati contattatemi a mammadilettante(at)gmail.com!