Quote of the week. Week two. La Cresima e le decorazioni

La settimana scorsa mi sarebbe tanto servito un po’ di tempo libero in più, per preparare con calma e con amore una bella festa per mia figlia, ormai giunta al fatidico momento della Cresima. Ma pare che ci sia una specie di legge di Murphy in base alla quale se tu aneli ad avere tempo libero (ah! ah!)  improvvisamente le nonne che avrebbero dovuto darti una mano si dileguano, le riunioni al lavoro si moltiplicano, e sorgono imprevisti di ogni genere. Tipo che la tua gatta cade da un albero e si ritrova con un dente semidivelto e proiettato verso l’esterno, in versione vampiro prognato, che farebbe anche parecchio ridere se non pensassi che poverina, sicuramente deve darle fastidio, e quindi tra le mille cose da fare inserisci anche un’andata dal veterinario per procedere ad anestesia + estrazione.

Inizialmente mi sono sentita frustrata, arrabbiata e divorata dai sensi di colpa; poi sono dovuta comunque scendere a patti con il poco tempo a disposizione, e allora mi sono consolata pensando che anzichè le grandi cose che avevo in mente di organizzare per lei ho potuto fare solo piccole cose, ma con molto amore. Cose molto pensate e scelte e predisposte con cura nei piccolissimi ritagli di tempo concessi da questa settimana che mi ha fatta sentire un criceto sulla ruota. Ecco la frase che ha ispirato quindi la mia settimana:

“Fai piccole cose con molto amore”.

Come questo piccolo tavolo allestito per la confettata, tutto sul bianco e menta, con i sacchettini e il piccolo cartello realizzati da me.

Come la decorazione che ho appeso al muro sopra la mia scrivania, fatta di ventagli di carta, anch’essi fatti da me.

Come la tavola, sempre sul bianco e menta, apparecchiata per tempo e con cura, per dare un festoso benvenuto ai nostri ospiti.

Sono felice di essere riuscita a fare almeno queste piccole cose, e non penserò con malumore a tutte quelle che avrei voluto fare e che sono rimaste sulla mia lista, inevase.

Eccole qui, le due sorelle, pronte per andare in Chiesa e per la successiva festa. E’ stata una grande emozione da convidere insieme, tutta la famiglia.

Vita imperfetta pt.5: La lumaca. O chiocciola che dir si voglia

 Perchè in tema di accessori per capelli non mi batte nessuna.

Questa è una bella favola.
C’era una volta una mamma che aveva un lavoro part time e faceva una vita normale. Anziché fare quarantaquattro cose contemporaneamente e tutte terribilmente male, ne faceva solo due/tre per volta, e riusciva a farle malino, sentendosi tanto brava e gratificata. “Malino” era infatti il massimo cui potesse aspirare, ma questo lo comprese solo anni dopo, quando iniziò a lavorare a tempo pieno e vide che le sue modestissime capacità di incastratrice di impegni, riordinatrice di casa, accompagnatrice a visite pediatriche e veterinarie, scuole feste e sport, cuoca e creativa, venivano messe a dura prova.
Ad ogni modo, in quella fase della sua esistenza la Mammadilettante riteneva di essere sufficientemente brava, una Mamma-non-dilettante. Dopo aver portato a piedi l’unica figlia all’asilo proprio dietro casa ella era solita sedere nel minuscolo giardino, sulla panchina a ridosso della fontanella, per cucire alla luce del sole autunnale. Cane gatto pesci e tartaruga le facevano allegra compagnia: il suo mondo era un posto gioioso e bucolico, popolato di animaletti amichevoli. Magari troppo amichevoli. Ma lei ancora non lo sapeva.

In una di quelle idilliache mattine di sole la Mamma-non-dilettante si attardò nei suoi lavori creativi e rimase in giardino fino al momento di recuperare la nanetta dall’asilo, godendo dei colori di quella parete di vite americana che l’autunno stava lentamente trasformando in un trionfo tutto rosso e oro.
Mise da parte in fretta il lavoro e percorse le strade del suo quartiere, dove era solita incontrare dei simpatici vecchietti con i quali volentieri scambiava qualche commento sul tempo e sulla vita. Notò che le persone la guardavano in modo strano ma non vi badò, convinta com’era di essere perfettamente in ordine. Come sempre. C’era forse un velo di presunzione in questa granitica certezza? Può essere. Ma lei ancora non lo sapeva.
Anche all’asilo le maestre la osservavano in volto con espressione concentrata, quasi a volerle carpire un qualche segreto. Ma lei non vi prestò attenzione.
Solo una volta recuperata la dolce figliola e percorso a ritroso il breve tratto asilo-casa, Mamma-non-dilettante comprese il perchè di tanti sguardi attenti. Fu proprio la creatura a svelarle il mistero, chiedendole: “mamma, cog’è quetto?” e indicando la sua testa con estremo interesse.
E fu così che la perfetta Mamma-affatto-dilettante scoprì che tutti la fissavano non per la sua sfolgorante bellezza, non per le sue garbate conversazioni, non per il suo abbigliamento ricercato, ma perché sulla cima della testa ospitava una gigantesca lumaca, provvista di guscio, che dai rampicanti aveva trovato più conveniente passare ai suoi capelli. Un accessorio davvero fashion, niente a che vedere coi soliti cerchietti, mollette e forcine di vario tipo.
Staccò l’amichevole animaletto, lo rimise accanto alla fontana, e corse a farsi uno shampoo, prendendo nota mentalmente che prima di uscire di casa è meglio guardarsi SEMPRE allo specchio, anziché confidare nella propria perfezione

Vita imperfetta. Part 1

C’è chi dice che ad Hove Haven conduciamo una vita perfetta. Che siamo sempre impeccabili e organizzati, con un sorriso radioso sul volto e ottime maniere. Lo dice, naturalmente, solo chi ad Hove Haven non ci è mai entrato se non attraverso la porta virtuale del blog e dei social.
Chi invece ci frequenta nella vita reale sa quanto poco perfettina sia la nostra giornata, e come siamo sempre all’inseguimento del compito dimenticato, la spesa non fatta, il vaccino saltato. Mi viene giusto in mente che forse Carolina doveva fare un richiamo…
Per questo, voglio inaugurare una sorta di rubrica con stralci di vita imperfetta, o meglio: ad alto tasso di normalità.

Va oggi in onda la parte 1°, che potremmo intitolare: Personalizza i tuoi compiti

Interno giorno, una domenica qualunque. Mammadilettante scorge sul pavimento della cucina, a partire dalla portafinestra che conduce al giardino, strane orme scure di forma indefinita, appartenenti di certo ad una strana creatura non meglio identificata. Incuriosita segue quella scia bruna che porta fuori dalla cucina, verso il corridoio e la stanza delle nane. Qui si interrompe dove i compiti di inglese giacciono sul pavimento abbandonati. Chiaro, no? I vostri figli dove tengono le schede una volta che hanno eseguito gli esercizi? Le mie nane per terra, sebbene fornite entrambe di scrivania sulla quale, oltre che lanciare calzini usati puzzolenti e fare braccialetti dell’amicizia spargendo perline in ogni dove, si potrebbero al limite anche fare e conservare i compiti.
Sulla scheda contenente gli esercizi sull’uso del present continuous riposa una cosa marron, della stessa sfumatura delle orme. Ad un primo sguardo della madre perplessa potrebbe essere un insetto, illecitamente penetrato in casa dal giardino. Un’osservazione più attenta produce un sospiro di sollievo: non è un insetto. Dev’essere un pezzetto di foglia secca. Sì. Il giardino ne è pieno e non si fa in tempo a raccoglierle che già il terreno ne è di nuovo ricoperto. Un soffio di vento ed entrano in casa.
Mammadilettante si china volenterosa per togliere la foglia dalla scheda e la scheda dal pavimento, e solo allora si accorge che no, non è un insetto e nemmeno una foglia secca. E’ cacca. Di cane. Odore inconfondibile. La genitrice disgustata rivede la sua scala delle preferenze, in favore dell’insetto che prima la schifava tanto. Insetto morto spiaccicato batte cacca di cane 100 a 0.
Si può scrivere cacca, oppure faccio brutta figura? Deiezione canina suona tanto fine! Al limite userei popò.
A quel punto scatta l’urlo disumano. Le mamme perfettine non alzano mai la voce, io invece sì. Urlo con la voce da posseduta dal demonio e la nana n.1 compare come niente fosse.
“Da dove arrivi?” Chiedo io.
“Dal giardino”
Un sospetto inizia a farsi strada nella mia mente.
“Stavi per caso raccogliendo le cacche di Mela?” Chiedo. E’ una delle piccole incombenze domestiche che le spettano, perchè cresca sapendo che avere il cane non porta solo allegria ma anche qualche piccola seccatura. Naturalmente si suppone che poi, entrando in casa, gli stivali di gomma vengano sostituiti dalle pantofole.
“Solleva un po’ quello stivale” dico io.
Eccolo lì, il blob. Il mostro marrone. La cacca. Un simpatico plateau di materiale organico, spesso un paio di centimetri, di cui lei non si è accorta. Santa innocenza. Ha girato per tutta la casa con quella roba saldamente ancorata alla suola, senza avere nessun fastidio. E mi ha “timbrato” tutto il pavimento.
“E adesso – soggiungo io, preoccupata per i compiti – come si fa per la scheda di inglese?”
Segue un attimo di silenzio.
“La metto in una cartellina trasparente, così la maestra la può correggere lo stesso!” annuncia lei trionfante.
“Brava, e dopo la passiamo all’insegnante di scienze per il suo laboratorio…”

{Real Bloggers}: nuove tendine per il bagno

Conoscete l’iniziativa “Real bloggers”?
E’ una sorta di gioco tra blogger in cui mostriamo la nostra vita così com’è veramente. Questo è un tema che mi sta molto a cuore, infatti ne ho già parlato in un altro post precedente, nel quale mi sono accodata all’iniziativa di Rita, ovvero #quellochelabloggernondice. Addirittura, questo è stato l’argomento di uno dei miei primi post, e ci torno sopra volentieri perché penso che non se ne discuta mai abbastanza. Noi donne infatti abbiamo l’insana tendenza a cercare di fare tutto, di incastrare mille cose, di non ammettere debolezze… e questo ci porta a mostrare nei nostri blog magari solo la parte migliore della nostra vita. Niente di più sbagliato!
Ecco quindi il mio contributo a Real Blogger, che spero vi aiuti a vedermi come sono: una donna con pregi e difetti (soprattutto difetti!) che conduce una quotidiana battaglia contro sciatteria e disordine, tentando al contempo di ritagliare del tempo per le sue passioni creative.

Adoro le tende: cambiano letteralmente il volto di una stanza e in più sono facilissime da realizzare. Massima gratificazione con il minimo sforzo.
Così quando qualche tempo fa mi è stato regalato uno scampolo di pizzo color ocra/salmone ho subito pensato di farne delle tendine per il bagno delle bambine. E’ un bagno relativamente grande secondo gli standard attuali, dove predominano un look retrò e i colori della terra, per cui delle tendine di delicato pizzo color salmone mi sono parse subito un’idea adatta.
Il fatto è che come mio solito mi sono messa a realizzarle in un pomeriggio di ordinaria follia: la nana grande che studiava geografia con un compagno, la nana piccola alle prese con la suddivisione in sillabe, cane e gatto eternamente in mezzo ai piedi… ma se avessi deciso di aspettare un momento più opportuno forse non le avrei mai cucite!

Ho tentato, con scarso successo, di sottrarmi alle coccole del cane, Mela

Ho quindi organizzato il tavolo della cucina: di qua la mia macchina da cucire, di là libri e quaderni per seguire le bambine nei compiti. E il cesto del pane da sgranocchiare durante il lavoro…

Quindi dopo un po’ la mia cucina aveva questo aspetto…

Una volta terminate le cuciture, e giunto il momento di appendere le tendine, ho tirato fuori anche la cassetta degli attrezzi, molto real pure lei… notate il caos in cui teniamo viti chiodi etc!
Che poi, dopo un paio di prove, mi sono resa conto che le bacchette erano troppo lunghe, quindi senza scompormi troppo le ho semplicemente…segate, fino a ridurle della misura giusta! Non è un sistema molto ortodosso, ma ha funzionato!

Solo dopo queste operazioni mi sono spostata nel bagno, dove ho praticato dei forellini nella cornice della finestra (riuscendo nell’impresa di spezzare un gancetto dentro il legno, così da dover fare un secondo buchetto accanto al primo, poi nascosto fortunatamente dal tessuto), posizionato i ganci e infine appeso le tendine di pizzo

Ed ecco il risultato finale… le tendine appese alla finestra, accanto alla cornice in cui ho messo due foto antiche di famiglia ed una cartolina, anch’essa dei primi del ‘900, scritta da mio nonno alla sua madrina quand’era sotto le armi.


Se desiderate entrare a far parte della ciurma di Real Bloggers
potete farlo a partire dal prossimo post (tra un mese),
basterà scrivere a Francesca (novecento@iol.it) o a Diana (dolcedidi1976@virgilio.it)

Ecco le altre  Real Bloggers che hanno aderito all’iniziativa!

Diana : http://www.applepieshabbystyle.com/
Francesca: http://passionedeco-francesca.blogspot.com/
Anna: http://ultimissimedalforno.blogspot.it/
Eugenia: http://my-new-old-life.blogspot.it/
Elle: http://limonestracciatella.blogspot.it/
Mara: http://home-shabby-home.blogspot.it/
Manuela :http://www.myroseinitaly.com/
Gloria: http://www.villavillacolle.net/
Soribel : http://lullaby-coccinellalaboriosa.blogspot.it/
Manuela : http://pinkfrilly.blogspot.it/
Lisa : http://shabbypassion.blogspot.it/
Sofia: http://pensieriromantici.blogspot.it/
Marzia: http://curiositacreative.blogspot.it/
Giovanna: http://giovy75.blogspot.it/
Carla: http://www.vivreshabbychic.com/
Giovanna: http://www.mammadilettante.com/
Silvia: http://joyshabby.blogspot.it/
Gilda: http://wwwsweetsweethome.blogspot.it/
Grazia : http://www.erbaviola.com/
Gaia: http://www.alices-adventuresinwonderland.com/
Clara: http://cannellaemele.blogspot.it/
Anna: http://meravigliosofrenchchic.blogspot.com/

Potete inoltre trovare la raccolta delle nostre immagini anche su Pinterest,
nella cartella Real Bloggers   http://www.pinterest.com/francescameazza/real-bloggers/ !

Se volete potete anche partecipare da Instagram
usando gli hashtags
#realbloggers
#quellochelabloggernondice
#nonsonowonderwoman