La Cresima. Aiuto, come la vesto?

Quanto è difficile vestire una quasi dodicenne per la Cresima? È roba da farsi venire le bolle ai piedi. A furia di girare per la città alla strenua ricerca dell’abitino giusto.

Non troppo infantile, perché la quasi dodicenne, anticipataria a scuola, è in terza media e non vuole più, giustamente, il vestitino alla marinaretta che fa fare gli occhi a cuore alla mamma: lei veste, per tutti i giorni, quel comodo look fatto di jeans strappati, giubbino in ecopelle e simpatiche t-shirt con unicorni e slogan inspirational attinti a piene mani da Pinterest.

Non troppo da grande però. Perché, appunto, ha quasi 12 anni. Ci sarà tempo per vestirsi “da ragazza”.

E poi, mamma è all’antica e non si dimentica che la Cresima è un Sacramento e si svolge in Chiesa, e quindi sia per l’età che per l’occasione niente tacchi, niente spacchi, niente scollature né tessuti lucidi, paillettes, linee avvolgenti che segnano le forme (forme? quali forme? vabbè, sorvoliamo), spalle scoperte… insomma, l’abito della Cresima deve essere quello che gli inglesi, con la loro mirabile capacità di sintesi, definiscono “modest”.

Lo scorso autunno siamo incappati nel gruppo delle ragazze, tutte un po’ più grandi della mia cresimanda, che lasciavano la Chiesa dopo la cerimonia: molte di loro sinceramente mi sono sembrate vestite in modo poco adeguato all’occasione – lo so, parlo come una vecchia signora bacchettona – con abitini sottoveste e coprispalle che avrei trovato più adatti a feste notturne di piena estate, oppure con vestiti eccessivamente elaborati in stile “piccola sposa” che sopra gli otto anni d’età e fuori dal ruolo di damigella della sposa trovo francamente ridicoli.

Mettendo insieme tutte queste indicazioni, e cercando di accontentare ovviamente il gusto di Anita, ci siamo messe alla ricerca del vestito giusto, e non è stato per niente facile, anche perché qui a Cagliari ci sono ancora gli ultimi residui dei saldi, in cui abbondano i bianchi, i pizzi e i rosa, e le collezioni autunnali stentano a prendere il loro posto sugli scaffali. Fa caldo, così come rischia di esserci caldo il 22 ottobre, un altro elemento da tenere in considerazione nella scelta dell’abito.

Dopo aver girato a lungo alla fine abbiamo optato per questo di Brums

 

È in cotone pesante con una lavorazione a occhio di pernice che dà un effetto a pois sul nero e blu, e ha le manichine in maglia a righe, un dettaglio più sportivo che in Chiesa verrà coperto dal golfino.

In tema di golfini e coprispalle le proposte del negozio non ci convincevano, non c’era qualcosa di perfettamente abbinato, così abbiamo dovuto girare ancora e ancora, prima di trovare quello giusto. Alla fine, inaspettatamente, lo abbiamo scovato da Original Marines, un negozio che solitamente non mi fa impazzire, specie per le bambine un po’ più grandi, perchè non amo le stampe molto grandi e con i personaggi, che sono tipiche di questa marca, se non sui bimbi davvero piccoli. Quindi mai mi sarei aspettata di trovare proprio lì il classicissimo scaldacuore di lanetta in maglia rasata, con il bordino a smerlo, nel perfetto color granata che ci serviva. Un applauso per Original Marines che si guadagna una stellina nella mia personale classifica dei negozi per bambini.

Completeremo l’abbigliamento con queste stringate di vernice blu di Zara: Anita non è una ragazzina da ballerine, e abbiamo preferito delle scarpe con un look più deciso, che poi avrebbe riutilizzato con piacere. In generale sono molto contraria all’acquisto di capi che vengono usati solo per un giorno e una singola occasione (io sono riuscita a riutilizzare perfino l’abito da sposa!), e questo abitino poco impegnativo, insieme ai suoi accessori, sono sicura che li rimetteremo spesso.

 

Che ne dite, vi piacciono le nostre scelte?

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