Crescere figli indipendenti

C’è un po’ quest’idea, nella mia famiglia, sussurrata ma talvolta pronunciata anche a voce alta, che noi le figlie “non le guardiamo”.
Nel senso che non stiamo tanto loro addosso, nè verificando costantemente dove siano e cosa stiano facendo, nè facendo al loro posto, e questo viene spesso preso per una sorta di lassismo genitoriale, per cui la convinzione generalizzata è che sia una specie di miracolo se quelle due creature che la sorte ci ha affidato sono ancora tutte intere e godono di ottima salute. Ne ho già parlato qui, sul blog, e qui, diverso tempo fa.
In realtà, si tratta di una scelta educativa ben precisa, che mira a renderle delle personcine indipendenti. Siamo convinti, infatti, che l’indipendenza si costruisca giorno per giorno partendo dalla più tenera età, incasellando piccole cose che sono compatibili con l’età e il livello di sviluppo del bambino.

È una scelta educativa che non è più comoda e facile, come molti pensano, ma anzi comporta impegno e dedizione da parte nostra, tanto quanto l’approccio italico più tradizionale della mamma chioccia, che provvede a tutto ciò che riguarda i suoi figli e non permette loro di far nulla.

Che cosa comporta, dunque, il cercare di renderle indipendenti?

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Ad esempio: a casa nostra, tutti aiutano nelle faccende domestiche. Cioè, il cane e i gatti no, ma le ragazze sì. E non perchè io sia una madre pigra e snaturata che sfrutta le sue povere figlie, ma perchè voglio che le mie figlie imparino fin da ora piccole cose che domani torneranno loro molto utili:

  • caricare e svuotare la lavastoviglie (e conoscere i diversi programmi di lavaggio), e quindi apparecchiare e sparecchiare;
  • aiutare a stendere o ritirare la biancheria;
  • rifare il proprio letto (occasionalmente il mio, ma solo perchè Carolina lo rifà alla perfezione, mentre a me viene tutto storto!);
  • pulire la lettiera del gatto (per imparare che avere un animale domestico non è solo coccole e divertimento) e dar da mangiare e bere ai gatti e al cane;
  • riordinare la propria stanza (non ci dovrebbe essere bisogno nemmeno di dirlo…);
  • aiutare a cucinare (alcune cose semplici, come la pasta o torte facili facili Anita è in grado di farle da sola) e prepararsi all’occorrenza colazione o merenda.

Pensate che sia giusto coinvolgere i bambini nella gestione domestica oppure ritenete che i figli dovrebbero pensare solo alla scuola e a giocare, come mi è stato detto tante volte?

Un’altra cosa che cerchiamo di fare per renderle più indipendenti è insegnare loro cose nuove, in cui da sole non si cimenterebbero, un fatto che può andare dal preparare una ricetta tutta da sola al mettere a dimora una piantina e prendersene cura per un mese fino a vederla fiorire: sono azioni che una volta completate regalano loro nuova fiducia e gli danno un senso di “competenza” molto prezioso.
A fronte dell’essere molto rigidi su alcune cose (ad esempio televisione contingentata ai minimi storici, e non si discute, ma ne parlerò a fondo nel prossimo post), tutte le volte in cui è possibile lasciamo la più ampia libertà di scelta, spiegando le possibili conseguenze delle diverse opzioni, in modo che siano scelte autonome e consapevoli.
In questo modo proviamo a sviluppare nelle nostre figlie il senso di indipendenza ma anche di autodisciplina a autoconsapevolezza. C’è però sempre bisogno di una rete, di non sentirsi “abbandonate” da noi, e quindi a fronte di questa autonomia di scelta, che talvolta può spaventare, non lesiniamo mai di ripetere loro che ci siamo sempre, pronti a proteggerle e aiutarle in qualunque situazione abbiano bisogno di noi. Insomma, cerchiamo di essere sempre un porto sicuro per loro, cui tornare nei momenti di fragilità e dal quale partire per esplorare in autonomia.
E voi, come vi rapportate al tema dell’autonomia dei figli?

4 pensieri riguardo “Crescere figli indipendenti”

  1. Oh. che sollievo leggere di altri genitori che applicano lo stesso approccio. Non posso ancora vantare risultati eclatanti come i vostri, forse anche perche’ le mie nane sono piu’ piccole, ma qualcosa comincia a vedersi.
    Nei loro armadi sono esplose bombe a mano, e nella stanza dei giochi reparti di cavalleria dell’Alleanza Filly Filly/Minipony fronteggiano falangi di Playmobil e l’occasionale banda di exogini…. ma quando ti vedono particolarmente cotto si offrono di aiutarti.
    Stanotte la grande e’ stata male diverse volte, quindi non si e’ dormito per niente, ma stamattina quando mi a trovato a pulire il bagno di fino si e’ offerta di passare i pavimenti, e la sorellina dietro.

    1. Paolo, penso che l’approccio sia nostro che tuo sia di stampo più nordeuropeo che tipico italiano… almeno nel senso tradizionalista del termine, che mette in mezzo mamme chioccia che rifanno il letto a figli trentenni. Chiaramente qui sto estremizzando e generalizzando, però credo ci sia un fondo di verità che ha radici di tipo culturale molto profonde. Ed è un tipo di cultura che a me personalmente, ma non giudico gli altri approcci, non fa stare bene: mi sembrerebbe di opprimere le mie figlie e di tenerle in una sorta di infanzia protratta ad oltranza, quasi con sadismo, al solo fine di sentirmi indispensabile. Finchè le vedo serene come le vedo oggi continuerò su questa via, passando sopra il maggior disordine in casa e il fatto che ovviamente molti compiti portati a termine da loro sono fatti meno bene e in tempi più lunghi di quanto li faremmo noi.

  2. Oh, qualcun altro che la pensa come me e mio marito! Noi a volte ci sentiamo mosche bianche, quando pretendiamo che ci sia collaborazione in casa da parte del ricciolino, ovviamente in rapporto alla sua età. E su molto, come la scelta di come vestirsi, lo lasciamo quasi del tutto libero. Ora si lava anche da solo (io controllo a campione che sia pulito) e gli altri genitori si stupiscono. A me sembra normale a quasi sei anni!
    Credo che voi facciate bene e chi pensa che sia una scelta di comodo, evidentemente non ha mai provato, perché ci vuole una buona dose di pazienza e tempo in più!

    1. Mi rassicura vedere che sono in buona compagnia e che anche altri genitori, come me, hanno la stessa visione dell’essere genitori! E sottolinei un punto importante, che si tratta di una scelta tutt’altro che comoda, perchè spesso lasciar fare le cose a loro comporta molto più caos e tempo, e mettere le pezze da parte nostra, dopo, magari di nascosto per non mortificare quanto loro hanno fatto mettendoci la buona volontà, cioè in sostanza arrivare a rifare un lavoro già fatto, con conseguente perdita di tempo ed energie, mentre se lo avessimo fatto noi fin dall’inizio ovviamente sarebbe stato fatto bene e in fretta! Idem per il vestirsi da sè, per cui a volte ci sono tempi lunghi ed esiti imbarazzanti nella scelta dei capi, lavarsi (bagno allagato e pulizia non meticolosa)…

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