Editor: chi è e cosa fa

Spesso ricevo domande incuriosite su questo “secondo lavoro” cui dedico i miei ritagli di tempo: l’editing e la correzione di bozze come freelance. Provo a spiegare qui, in modo schematico e spero chiaro, che cos’è che faccio.

  • Editing e correzione di bozze sono due processi diversi e distinti: io svolgo entrambi, ma ci sono degnissimi professionisti che si occupano solo di uno o dell’altro aspetto.
  • La correzione di bozze è la rilettura del testo e la revisione dei meri errori grammaticali, di sintassi, addirittura di digitazione e di copincolla. Il correttore di bozze gestisce inoltre spaziatura, punteggiatura, indici, sommari e note. Quando si fa la correzione della bozza quindi non si interviene sul testo se non scalfendo la sua superficie, ritenendolo pronto così com’è per essere pubblicato. Questo è però un lavoro che richiede grande concentrazione e un’attenzione maniacale al dettaglio. Un lavoro per psicopatici, insomma, che mi si addice alla perfezione.
  • L’editing di un testo è un processo ben diverso, che può svolgersi, a seconda dei casi, in maniera più o meno intensa, fino ad arrivare ad un’opera di vero e proprio affiancamento dell’autore, che sfiora la sostituzione ad esso nello scrivere il libro. Immaginate che, quando abbiamo fatto la correzione della bozza, abbiamo osservato attentamente il testo da una distanza ravvicinata, usando una lente d’ingrandimento; ora con l’editing lo andiamo a guardare dall’alto, osservandolo nel complesso ma senza lasciarci sfuggire i dettagli.
  • Che cosa osserviamo? La “tenuta” dell’opera.
  • Mettiamo il testo alla prova sottoponendolo a mille domande che l’autore, essendo immerso fino al collo nella storia, non riesce a porsi. O meglio: magari se le pone ma non ha più quella freschezza nello sguardo che gli consente di cogliere le risposte.
  • E allora io, editor, che cosa faccio sul libro? 
    • Verifico la coerenza interna della storia (ad es: personaggi che inizialmente paiono rilevanti ma poi si perdono nello sfondo della storia e spariscono senza far nulla di rilevante, eventi collocati temporalmente o spazialmente in modo errato, verosimiglianza generale degli accadimenti);
    • Osservo l’adeguatezza dei dialoghi: i personaggi si esprimono in modo consono al loro status sociale/cultura/età/epoca? I dialoghi sono realistici?
    • Controllo che il dipanarsi dell’intreccio sia avvincente, coeso, ancora una volta coerente;
    • Mi assicuro che l’ambientazione e le atmosfere non siano banali e siano ben delineate, così come i personaggi; che la trama non sia un inanellarsi di clichè nè che, all’opposto, si cerchi l’originalità a tutti i costi cadendo in una ridicola ostentazione di vuoto intellettualismo.
    • Tutto questo viene svolto nei c.d. “giri di revisione” che instaurano un dialogo costante con l’autore: un dialogo fatto di collaborazione reciproca e di rispetto. Il mio lavoro è quello di limare ciò che non va bene di un testo per fare emergere ciò che c’è di bello, non di fare la maestrina dalla matita rossa e blu che segna sadicamente tutti gli errori per il mero gusto di farlo. Alla fine dei giri di revisione, in genere 4 o 5, si arriva però in media a circa 3.000 note su un testo, tra commenti, suggerimenti e veri e propri errori. Vi do questa cifra solo per farvi capire di quale scala di valori stiamo parlando, visto che molti pensano che io rilegga un testo in cinque minuti e con la mia vista bionica colga “i due mini-errorini che ci sono nelle mie 700 pagine perfette: e che ci vuole?”. Sì, ho la vista bionica e certi errori mi saltano all’occhio come se lampeggiasse un neon, ma leggo – e rileggo, e poi rileggo ancora – con una concentrazione che voi umani non avete idea. E poi, sappiate che quelle 700 pagine che a voi sembrano perfette, perchè sono il frutto della vostra creatività, non sono così immacolate. Ed è assolutamente normale che sia così. Per questo esistono gli editor.
  • Che cosa NON faccio: senza girarci troppo attorno, io non riscrivo i testi. Non arrivo cioè, per mia personale scelta, a quell’ultimo step di editing nel quale autore e editor si sovrappongono e si confondono perchè è un tipo di lavoro che non mi gratifica: non sono e non voglio diventare un ghostwriter sotto mentite spoglie. Mi capita di produrre dei testi su richiesta, ma in questi casi è chiaro fin dall’inizio che sono io quella che scrive, e va bene così. La confusione di ruoli porta solo a malumori.

Ti può servire il mio aiuto? Se hai scritto una tesi, un romanzo, un saggio o gestisci un blog o un sito, sicuramente sì. Se devi stampare un dèpliant pubblicitario e illustrare dei prodotti, pure. Perchè anche se hai riletto i tuoi testi mille volte, di sicuro ci sono errori che ti sono sfuggiti, e corretti questi errori possiamo ancora lavorare insieme perchè il tuo testo sia più accattivante, convincente ed efficace.

Contattami su giovanna.uccheddu(at)tiscali.it e parlami del tuo testo: vedremo insieme di cosa ha bisogno.